***
Quattro gli artisti invitati alla mostra da Federico Luger ‘Tensions': Zhang Huan, Luca Pozzi, Diago Hernàndez e Lorenza Boisi. Tanto spazio vuoto tra un’opera e l’altra, abbastanza basse le tensioni.
In modo molto esplicito, l’opera di Diago Hernàndez, ‘Almost Falling’ esprime la ‘sua’ tensione: una vecchia sedia sostenuti da fili di ferro, forse in procinto di cadere. L’artista rovista nell’immaginario della propaganda del regime comunista della sua terra d’origine, Cuba, per visualizzare una sua personalissima visione della tortura, dell’attesa e del potere. Anche nell’opera di Zhang Huan, la presunta tensione si manifesta nel mostrarlo (mediante una grande fotografia in bianco e nero) durante una performance nella quale si è legato al Watari Museum di Tokyo. Più sottile la tensione nell’immaginario di Lorenza Boisi. Propensa più allo scavo interiore che non a rappresentazioni verosimili della realtà, l’artista sviluppa una pittura dedita alla manifestazione introversa dell’animo umano, mostrando dettagli di scene che definirei oniriche (gambette immerse in un liquame nero e inquietante, pezzi di legno, di muro, di case che cadono…), o attriti tra scure figure geometriche (o astratte). Non narra, impressiona la tela in modo veloce e maldestro con quelle che mi piace pensare come istintive immagini oscure e rivelative.
Luca Pozzi, da sempre dedico a ricerche tra arte e scienza, qui si esercita con l’opera ‘Strings’, dove diversi materiali si mantengono saldi l’un l’altro attraverso differenti equilibri elettromagnetici.
Tanto spazio vuoto tra un opera e l’altra, abbastanza basse le tensioni.