• Walter Marchetti, Poemetto Popolare Allegorico, 2002. Courtesy Fondazione Bonotto
  • Mano Penalva, untitled, 2015. Courtesy the artist
  • Kensuke Koike, Still life, 2014. Courtesy the artist and A plus A
  • Kensuke Koike, Still life, 2014. Courtesy the artist and A plus A
  • Mano Penalva, Untitled, 2015. Courtesy the artist
  • George Maciunas, Stomach Anatomy Apron, 1975. Courtesy Fondazione Bonotto
  • Dick Higgins, Symphony No. 245 (Maestoso, Largo, Presto Finale) from The Thousand Symphonies, 1981. Courtesy Fondazione Bonotto
  • Joseph Beuys, Kunst=Kapital, edition 21/50, 1980. Courtesy Fondazione Bonotto
  • Symphony of hunger. Digesting fluxus in four movements — A plus A Gallery, Venezia
  • Symphony of hunger. Digesting fluxus in four movements — A plus A Gallery, Venezia
  • Symphony of hunger. Digesting fluxus in four movements — A plus A Gallery, Venezia
  • Symphony of hunger. Digesting fluxus in four movements — A plus A Gallery, Venezia
  • September Collective - Symphony of hunger. Digesting fluxus in four movements — A plus A Gallery, Venezia

English text below

Dopo aver navigato buona parte del Canal Grande si scende dal vaporetto alla fermata S. Samuele: dal piccolo campo si prosegue nella prima calle a destra per arrivare dopo pochi passi alla A plus A Gallery. Nemmeno il tempo di entrare e subito ci si ritrova nel cuore della mostra, o, in questo caso, si dovrebbe dire nello stomaco. Sì perchè è “Stomach Anatomy Apron”, di George Maciunas, l’opera che dà il benvenuto: un grembiule di vinile bianco con la stampa delle interiora umane, a rappresentare dettagliatamente i processi organici della digestione, facendo da apripista e filo conduttore alla tematica della sinfonia della fame; vengono infatti immediatamente proposte le procedure di assorbimento, elaborazione e assimilazione alimentare, che il visitatore metterà gradualmente in atto nella sfera artistica incedendo di sala in sala. L’opera di Maciunas è oggi il punto di partenza di “Symphony of hunger. Digesting fluxus in four movements”, così come lo è stata negli anni sessanta la sua idea di dar vita al movimento artistico denominato Fluxus (dal latino fluire-scorrere); allora attrasse artisti e intellettuali inizialmente in Germania, poi in Europa e USA, grazie a un’affinità nell’operare, nel vedere l’arte e concepire la vita in maniera totale. Il fluxismo si pose come un seme che mise radici in vari campi artistici, tracciandone nuovi sentieri di sperimentazione che negli ultimi cinquanta anni hanno segnato, indirizzato e sviluppato nuove concezioni e prospettive.

Su queste premesse si presenta perciò l’attuale fame di A plus A che tramite September Collective, gruppo di diciassette curatori del corso internazionale della SCSV School for Curatorial Studies Venice, propone in quattro atti inaugurali una sinfonia di movimenti paragonabili agli happening fluxiani dei tempi d’oro; in tali appuntamenti vengono attivate le sezioni della mostra, esattamente come nel processo digestivo che si snoda nello stomaco su sequenze e passaggi ben delineati: inaugurazioni, performance, ascolti e conversazioni.

Symphony of hunger è formata da una selezione di opere, provenienti dalla Fondazione Luigi Bonotto, di autori quali Demosthenes Agrafiotis, Joseph Beuys, Robert Filliou, Juan Hidalgo, Dick Higgins, Arrigo Lora Totino, Georges Maciunas, Walter Marchetti, Claes Oldenburg. La scelta curatoriale coniuga così artisti già affermati con nomi emergenti del panorama contemporaneo internazionale, mettendoli in dialogo tra loro grazie all’ausilio di interventi site specific.

Un primo esempio è l’opera “Vibrant Disturbance” del danese Christian Skjødt: un’installazione di altoparlanti fissati al soffitto che interagisce con il movimento dei visitatori e con l’intensità luminosa della stanza e del giorno, in un richiamo alle sperimentazioni multidisciplinari di John Cage. Skjødt adatta la propria opera, originariamente cinque volte più estesa, alla prima sala della galleria, dando il via alla digestione di Symphony of hunger con il movimento dell’assorbimento e proponendosi come incipit di un dinamismo che accompagna il visitatore lungo tutta la mostra. Nello spazio successivo alcune delle opere si rapportano sul tema della fame, apparentemente riferita agli alimenti: la pera di plastica di Claes Oldenburg è in realtà uno spunto di riflessione su nutrizione e digestione a contrasto con il suo “False Food”; le due foto di Kensuke Koike mostrano invece lo studio dell’artista sul processo chimico del carbonio, in cui la frutta commestibile della prima immagine viene carbonizzata nella seconda, offrendosi come base elementare per la formazione di un diamante; infine la video performance di Christof Migone riprende una bocca nell’atto di mordere un pomodoro inserito in un blocco di ghiaccio, nella sfida-contrapposizione tra fame e percezione del gusto.

Symphony of hunger. Digesting fluxus in four movements — A plus A Gallery, Venezia

Symphony of hunger. Digesting fluxus in four movements — A plus A Gallery, Venezia

Proseguendo al primo piano “Homeless Artist”, installazione di Tizian Baldinger, consiste in una struttura-performance da lui concepita e realizzata appositamente per la Gallery: l’artista si propone inizialmente di interagire in maniera continua con le altre opere presenti e con il pubblico, vivendo all’interno della sala per l’intera durata della mostra; l’obiettivo viene però raggiunto soltanto nel primo giorno, in quanto, per motivi di sicurezza e assicurativi legati proprio alle altre opere, Baldinger è costretto a lasciare la galleria durante la notte. Tale trasformazione della performance evidenzia come l’intento di un’opera possa cambiare nel tempo e al contempo sottolinea come una galleria rimanga uno spazio inospitale per l’arte che resista alla propria mercificazione. Nella stessa sala Symphony of hunger si porta così verso un’accezione maggiormente socio-politica, riunendo tra l’altro due note opere realizzate su piccole lavagne: la prima “Kunst=Kapital” di Joseph Beuys, a sostegno dello slogan everyone is an artist finalizzato alla trasformazione della cultura occidentale in un sistema maggiormente pacifico, democratico e creativo; la seconda “Untitled” di Robert Filliou, con l’immagine di due tozzi di pane ammanettati, in un invito a dibattere sull’accesso ai beni primari, mettendo uno dei simboli della libertà tipici della rivoluzione francese in contrasto con le manette che inequivocabilmente la negano.

Si lega a quest’ultima anche l’opera “Untitled” di Mano Penalva, il quale mette ironicamente in mostra un solo fagiolo di fianco al sacco di plastica che solitamente viene utilizzato per contenere ben 50 kg dello stesso legume: l’opera, giunta a Venezia direttamente dal Brasile, vuol provocare una riflessione su contrasti e incongruenze legati al commercio e allo scambio di beni primari nel mercato globale. L’ultimo artista che si incontra è l’italiano Davide Sgambaro con “Scomposizione di una lacrima mentre forma un’ombra prima dello schianto a terra”: una piccola montagna di farina bianca alla quale pare sia stato aggiunto, come una lacrima, un grammo di cocaina. La materia prima che Sgambaro utilizza è per lui tossica e indigesta, essendo l’artista celiaco: l’iniziale autoesclusione dall’interazione con la propria opera viene però superata tramite l’invito rivolto al pubblico a relazionarsi liberamente con essa, toccandola e portandone liberamente via con sè una piccola quantità in bustine di plastica.

Symphony of hunger rimmarrà a disposizione del pubblico presso A plus A Gallery fino al 31 ottobre 2015.

September Collective: Aliki Chatziangeli, Cynthia Fusillo, Aly Grimes, Colin Groenewald, Sacha Guedj-Cohen, Kerem Güman, Nicki Jiang, Bruna João, Julie Jane Nissen, Salima Otaru, Kenneth Paranada, Alexine Rodenhuis, Amanda Shore, Fernanda Thomazi, Stine Tobiasen, Jason van Eyk, Yurun Xia.

Symphony of hunger. Digesting fluxus in four movements — A plus A Gallery, Venezia

Symphony of hunger. Digesting fluxus in four movements — A plus A Gallery, Venezia

Symphony of hunger. Digesting fluxus in four movements — A plus A Gallery, Venezia

The SCSV School for Curatorial Studies Venice and A Plus A Gallery are pleased to announce their upcoming exhibition, SYMPHONY OF HUNGER. Inspired by a notable selection of works from the FONDAZIONE BONOTTO collection, the show feeds an appetite for candid action and fosters a relation to bodily presence through a composition of pieces by established and emerging artists. Considering themes of desire, taste, digestion, and waste, the exhibition will use an experimental curatorial model to orchestrate an organic exploration of corporal, sociopolitical, and aesthetic hungers.

The exhibition is anchored by historical works from renowned artists including DEMOSTHENES AGRAFIOTIS, JOSEPH BEUYS, ROBERT FILLIOU, JUAN HIDALGO, DICK HIGGINS, ARRIGO LORA TOTINO, GEORGE MACIUNAS, WALTER MARCHETTI, and CLAES OLDENBURG, many of whom were active in the Fluxus movement. Originating in the 1960s, Fluxus was integral to challenging and expanding the definitions of art by breaking away from pre-existing practices. Deriving its name from the Latin word for “flowing” or “fluid,” the movement was driven by artists who craved human connections, actions, and exchanges and believed deeply that art originates in the belly rather than the brain. Inspired by these intentions and stemming from early experimental music scores by composer John Cage, Fluxus artists explored notions of democratic inclusion, interactive association, and indeterminacy in art.

This exhibition re-enlivens the spirit of Fluxus with a convergence of contemporaneity. While the key efforts of the movement may have passed, major threads of its revolutionary intentions live on within the current creative sphere. Many artists today are inspired by the same hunger for expression of social, cultural, and political matters through physicality and interaction. By uniting the historical Bonotto selections with a global assemblage of contemporary works, this exhibition creates a harmonious meeting of artists across five decades and nine countries that share a common craving.

Showcasing the recent work of eleven international artists and collectives, this exhibition illustrates a fluid continuity of attitude through a wide range of media. Throughout its run, several site-specific works will be revealed, including an immersive installation by sound artist CHRISTIAN SKJØDT [Denmark], as well as three newly commissioned works: a poetry piece by BARBARA ROCKMAN [USA], a performance by TIZIAN BALDINGER [Switzerland], and an interactive installation by DAVIDE SGAMBARO [Italy]. The exhibition will also feature sound and video works by CHRISTOF MIGONE [Canada], and PIL & GALIA KOLLECTIV [Israel]. Photographic work by KENSUKE KOIKE [Japan], and two dynamic objects by MANO PENALVA [Brazil] will also be displayed.

In the manner of a conceptual symphony, the exhibition explores an experimental presentation model by unfolding over four days in a succession of curatorial “movements.” Following the physical process of digestion in the conjectural path of a compositional score, each day will unveil a new grouping of works. As the score of the show progresses, each movement will build off the last to create a harmony of nuanced connections. The symphony will reach a crescendo as the exhibition is completed on the fourth day. Although the layout of the show will become fixed at this point, the works will not remain static. Rather, many of the pieces will be continuously shifting and evolving in time and space. In this way, visitors will have the chance to metaphorically ingest and digest the score in their own way.

The exhibition will align with the release of a new publication titled SYMPHONY OF HUNGER: THE FIFTH MOVEMENT, a complementary tome that will add depth and relevance to the conceptual reflections and relational threads presented in the gallery space. The publication will be created in tandem with the TANKBOYS design studio and printed by AUTOMATIC BOOKS. It will present several newly commissioned texts, including an essay by PATRIZIO PETERLINI of the Fondazione Bonotto, and will provide inquisitive artist interviews and extended research into thematic issues expounded by the show.

SYMPHONY OF HUNGER will open with a four day vernissage at A PLUS A GALLERY. The evening of SEPTEMBER 24TH, 2015 will kick off the event with a newly commissioned experimental performance by sound artist GRAHAM DUNNING [United Kingdom]. Over the course of the following three days, the exhibition will be progressively unveiled, and the gallery will host a diverse and stimulating series of related programming and events by local and international artists including ZOCCOLE DURE [Italy], and COLLETTIVO COYOTE [Italy]

About the curators:
The exhibition and publication will be dually curated and produced by a group of seventeen international curators who make up the SEPTEMBER COLLECTIVE. Currently living and studying in Italy as part of the SCSV, the individuals in the collective originate from twelve different countries and represent a diverse cross section of global perspectives. Coinciding with the 56TH INTERNATIONAL ART BIENNALE OF VENICE, the 2015 summer session of SCSV marks the first international foray of the course, creating a groundbreaking platform for global inquiry and paving the path for forthcoming students.

SEPTEMBER COLLECTIVE: Aliki Chatziangeli, Cynthia Fusillo, Aly Grimes, Colin Groenewald, Sacha Guedj-Cohen, Kerem Güman, Niki Jiang, Bruna João, Julie Jane Nissen, Salima Otaru, Kenneth Paranada, Alexine Rodenhuis, Amanda Shore, Fernanda Thomazi, Stine Slot Tobiasen, Jason van Eyk, Yurun Xia.

Christian Skjødt, Vibrant Disturbance, 2012 - 2015. Courtesy the artist

Christian Skjødt, Vibrant Disturbance, 2012 – 2015. Courtesy the artist

Kensuke Koike, Still life, 2014. Courtesy the artist and A plus A, Venezia

Kensuke Koike, Still life, 2014. Courtesy the artist and A plus A, Venezia