SUPERCONTINENT

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Siamo arrivati alla 37esima edizione di Drodesera, il festival delle arti contemporanee di Centrale Fies che si tiene a Dro – un piccolo paese della provincia di Trento –, organizzato negli ex spazi di una grande centrale elettrica ormai dismessa (almeno per la maggior parte). Dal 21 al 29 luglio ci sarà una settimana piena di spettacoli, performance, incontri, in cui diversi artisti metteranno in scena il frutto delle loro ricerche sviluppate nell’anno o negli anni precedenti.
Il titolo di questa edizione di Drodesera è SUPERCONTINENT, per sottolineare come questo evento sia una “una pangea ricucita dalle nuove tecnologie così come dalle tratte migratorie, in simbiosi con un territorio che muta aspetto in continuazione, in cui tradizione e innovazione si intrecciano per dare origine a un equilibrio possibile solo grazie alle diversità”.
SUPERCONTINENT — Programma / SITO 

Tutto ha inizio con la quinta edizione di LIVE WORKS Performance Act Award, una rassegna dedicata unicamente alla performance artistica, a cui parteciperanno i 10 artisti selezionati dal comitato curatoriale composto da Barbara Boninsegna, Daniel Blanga-Gubbay, Simone Frangi. Questi sono Alok Vaid-Menon, Claudia Pagés Rabal, Mohamed AbdelkarimGaetano Cunsolo, Kent Chan, Lisa Vereetbrugghen, Madison Bycroft, Mercedes Azpilicueta, Rodrigo Sobarzo de Larraechea, Urok Shirhan (che ATPdiary ha presentato in precedenza) e verranno affiancati da guest performer d’eccezione tra cui Leandro Nerefuh/Ribidjunga Cardoso (“Orphic Exuberance Versus Solar Capitalism | prima nazionale), Philipp Gehmacher (“walk+talk no. 22” | prima nazionale), Sarah Vanhee (“The Making of Justice”) e Mykki Blanco (“Concert”).

L’edizione 2017 di Drodesera rinnova il suo impegno nel cercare un unione tra arte e realtà, cercando di rintracciare un legame con la società che circonda l’artista e di tenere in considerazione primaria la reazione e la risposta del pubblico. Il comunicato stampa di presentazione fa alcuni esempi chiarificatori: un’opera da camera documentaristica sulla logica della classificazione sociale – Thomas Bellinck / ROBIN (“Simple as ABC #2: Keep Calm & Validate” | prima nazionale); lo studio del movimento del corpo in aree di confine – Rima Najdi (“Think much. Cry much.” | prima nazionale); il processo di scrittura di un romanzo che insegue le traiettorie tracciate dagli spettatori immersi nelle dimensioni del racconto – Raafat Majzoub (“The Perfumed Garden: Hekmat” | prima nazionale); il respiro delle persone ai margini della società, convogliato in strumenti che servirebbero a far sentire più forti le voci ma che consegnano invece corpi silenti – Francesca Grilli (“The Forgetting of Air”); la paranoia legata alla globalizzazione, caratterizzata dai suoi profili di sospettati e dalla brama di sorveglianza – Michikazu Matsune (“Dance, if you want to enter my country!” | prima nazionale).

Exhibition curated by Michikazu Matsune Towards the other side of the world

Exhibition curated by Michikazu Matsune Towards the other side of the world

Jacopo Jenna Come as you are - P_ Giuseppe Di Stefano

Jacopo Jenna Come as you are – P_ Giuseppe Di Stefano

SUPERCONTINENT porta anche all’ibridazione tra format teatrali e performativi, incitando e supportando la libertà delle pratiche artistiche e la necessaria e ormai abituale rottura di confini e sciogliersi di definizioni.
Ma affronta anche tematiche di estrema attualità, come la percezione del corpo nella nostra epoca dove l’immagine virtuale diventa realtà (e corpo) essa stessa, come accade nel lavoro di Eric Minh Cuong Castaing. Ci sono anche fusioni di pratiche diverse derivanti da persone che lavorano in ambiti differenti, come accade nella collaborazione tra Jacopo Jenna (danza) e Jacopo Miliani (arte visiva); ma anche nell’incontro di Roberto Giacconi e Andrea Morbio con il burattinaio Giacomo Onofrio, capace, tra gli ultimi, di mettere in scena uno spettacolo degli anni Trenta, come “Il vendicatore”.

SUPERCONTINENT

art director Barbara Boninsegna – co.curator Filippo Andreatta
artists Alessandro Sciarroni (IT), Alessandro Sciarroni feat. Chiara Bersani & Matteo Ramponi (IT), Chiara Bersani | Marco D’Agostin (IT), CollettivO CineticO (IT), Shonen (FR), Francesca Grilli (IT), Jacopo Jenna (IT), Marta Cuscunà (IT), Michikazu Matsune (AT), Numero23.Prod / Massimo Furlan & Cie LagunArte / Kristof Hiriart (CH/FR), OHT (IT), Pedro Reyes (MX), Raafat Majzoub (LB), Riccardo Giacconi e Andrea Morbio in collaborazione con Giacomo Onofrio (IT), Riccardo Giacconi e Carolina Valencia Caicedo (IT/CO), Rima Najdi (LB), Roberto Fassone (IT), Tania El Khoury (LB), Thomas Bellinck / ROBIN (DE/BE)

LIVE WORKS_Performance Act Award VOL.5

curators Barbara Boninsegna, Daniel Blanga-Gubbay, Simone Frangi
guest performer Leandro Nerefuh/Ribidjunga Cardoso (BR), Philipp Gehmacher (AT), Sarah Vanhee (BE), Mykki Blanco (US)

artists Alok Vaid-Menon (IN/US), Claudia Pagès Rabal (ES), Gaetano Cunsolo (IT), Kent Chan (SG), Lisa Vereertbrugghen (BE), Madison Bycroft (AUS), Mercedes Azpilicueta (AR), Mohamed Abdelkarim (EG), Rodrigo Sobarzo de Larraechea (CL), Urok Shirhan (IQ/NL)
international board Lorenzo Benedetti, Vincent Honoré, Eva Neklyaeva, Manuel Segade, Christine Tohmé

CollettivO CineticO Sylphidarium Maria Taglioni on the ground - P_ Camilla Caselli

CollettivO CineticO  – Sylphidarium Maria Taglioni on the ground – P_ Camilla Caselli

Thomas Bellinck : ROBIN Simple as ABC #2 Keep Calm & Validate - P_ Laura Van Severen

Thomas Bellinck / ROBIN Simple as ABC #2 Keep Calm & Validate – P_ Laura Van Severen

Leandro Nerefuh:Ribidjunga Cardoso - Orphic exuberance versus solar capitalism

Leandro Nerefuh:Ribidjunga Cardoso – Orphic exuberance versus solar capitalism