Mostra La stanza analoga – Installation view, Palazzo Biscari, Catania – Foto Luca Guarneri

Ha ospitato a partire dal Diciottesimo Secolo il museo di reperti archeologici, strumenti fisici e rarità naturali appartenenti alla collezione di Ignazio Paternò Castello: a Catania, il Palazzo Biscardi si apre al contemporaneo ospitando, fino al 9 settemebre 2019, una selezione di opere d’arte provenienti dalla Collezione Sandretto Re Rebaudengo.

La collettiva, dal titolo La stanza analoga – a cura di Ludovico Pratesi e Pietro Scammacca –  si propone come eco di un particolare ambiente di Palazzo Biscari: la stanza detta “del Don Chisciotte” poiché decorata con dipinti raffiguranti le avventure del personaggio picaresco di Cervantes.

Come il condottiero, gli artisti si muovono lungo la linea sottile che separa la realtà dalla finzione: ‘alienati nell’analogia’, diventano ‘i giocatori disordinati dello Stesso e dell’Altro’, per adottare le osservazioni condotte da Michel Foucault sul personaggio di Cervantes. La sala ‘del Don Chisciotte’ di Palazzo Biscari rimane inaccessibile al visitatore, ma è solamente presente nel suo immaginario come punto di partenza dell’esposizione. Questo distacco crea un’analogia tra lo spazio astratto, ma percepibile della mostra e lo spazio concreto, ma impercettibile, della sala settecentesca.

Palazzo Biscari, Catania – Foto Luca Guarneri.
Mostra La stanza analoga – Installation view, Palazzo Biscari, Catania – Foto Luca Guarneri
Mostra La stanza analoga – Installation view, Palazzo Biscari, Catania – Foto Luca Guarneri

La mostra riunisce 20 artisti della Collezione che hanno messo in atto con le loro ricerche una critica della rappresentazione attraverso linguaggi e medium diversi. Ispirandosi a dispositivi narrativi reperibili nel romanzo di Cervantes — come la critica dell’autorevolezza e il concetto di autenticità — le opere esplorano diverse strutture di significato, mettendo in questione la legittimità del sapere e della verità.

La collettiva, ospitata negli appartamenti Ala di Levante,  raccoglie le opere di Ludovica Carbotta, James Casebere, Roberto Cuoghi, Flavio Favelli, Katharina Fritsch, Anna Gaskell, Dominique Gonzalez-Foerster, Douglas Gordon, Pierre Huyghe, Louise Lawler, Renato Leotta, Sherrie Levine, Katya Novitskova, Tony Oursler, Philippe Parreno, Nicolas Party, Paul Pfeiffer, Laure Prouvost, Magali Reus e David Shrigley.

In contemporanea, nel Salone delle Feste, fino al 24 agosto è allestita WeltenLinie (2017), l’installazione di Alicja Kwade. L’opera consiste in ̀ una composizione di specchi e strutture in acciaio che dà vita ad un ambiente abitato da ambigui rispecchiamenti in cui gli oggetti si moltiplicano e sembrano entrare in movimento, trasformando lo spazio in materia temporale. L’opera è stata prodotta dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo in occasione della 57esima Biennale di Venezia.
L’installazione è stata concepita come una “macchina barocca” che riconfigura il rapporto dello spettatore con la realtà: in dialogo con gli specchi del Salone delle Feste e i trompe l’oeil che affrescano le pareti, l’installazione di Kwade immerge il visitatore in una percezione caleidoscopica e labirintica.

Alicja Kwade, WeltenLinie (2017) – Installation view, Palazzo Biscari, Catania – Foto Luca Guarneri
Alicja Kwade, WeltenLinie (2017) – Installation view, Palazzo Biscari, Catania – Foto Luca Guarneri
Alicja Kwade, WeltenLinie (2017) – Installation view, Palazzo Biscari, Catania – Foto Luca Guarneri
Alicja Kwade, WeltenLinie (2017) – Installation view, Palazzo Biscari, Catania – Foto Luca Guarneri
Alicja Kwade, WeltenLinie (2017) – Installation view, Palazzo Biscari, Catania – Foto Luca Guarneri