Installation view, Sublimi Anatomie, Palazzo delle Esposizioni, Roma 2019. Photo Monkeys Video Lab SUBLIMI ANATOMIE

Sublimi anatomie è la mostra curata da Andrea Carlino, Philippe Comar, Anna Luppi, Vincenzo Napolano e Laura Perrone presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma; essa mette in scena e condensa un complesso dialogo tra arte e discipline scientifiche, tracciando non soltanto un ponte di continuità tra le due, ma anche e soprattutto articolando un discorso che sopravanza la abituale compartimentazione disciplinare, attraverso un percorso di sintesi che tiene insieme manufatti e documenti di straordinaria importanza storica e opere di artisti internazionali come Berlinde de Bruyckere, Birgit Jürgenssen, Chen Zhen, Dany Danino, Denis Oppenheim, Diego Perrone, Ed Atkins, Gary Hill, Gastone Novelli, Giuseppe Penone, Heidi Bucher, John Isaacs, Ketty La Rocca, Luca Francesconi, Marc Quinn, Marisa Merz, Michaël Borremans, Pino Pascali, Sissi, Yvonne Rainer. I manichini anatomici di Luis Thomas Jerome Auzoux, le tavole anatomiche di Jacques-Fabien Gautier d’Agoty e le ceroplastiche di Filippo Pacini, insieme ai tre esemplari di cere anatomiche settecentesche della collezione de La Specola di Firenze, si pongono come contrappunto alla accurata selezione di opere d’arte contemporanea, una campionatura dell’indagine sull’anatomia umana che attesta la sua relazione non univoca con la suggestione esercitata nel corso dei secoli dal tema del corpo – un corpo teatralizzato, assente, rievocato, performato, lacerato, residuale.
Il dolore e la morte, il mistero della vita, la fascinazione per l’involucro materiale delle cose, alla ricerca di un punto di contatto con quella materialità del corpo sempre più spesso respinta e sottaciuta, ribadiscono, all’unisono, la costruzione collettiva di una nozione di corporeità che ha a che fare con qualcosa di viscerale e, al contempo, con il suo opposto, una commistione di elementi che transita dall’uno all’altro coinvolgendo il tempo e lo spazio.

Laboratorio di ceroplastica dell’Imperiale e Reale Museo di Fisica e Storia Naturale, Statua femminile giacente, nella quale si espone la distribuzione dei Vasi linfatici della Pelvi, del Fegato, del Ventricolo, dei Bronchi e delle Mammelle, fine XVIII secolo, modello in cera adagiato su un materasso e un drappo in seta. Courtesy Firenze, Sistema Museale di Ateneo – Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, Sede “La Specola”. Photo Monkeys Video Lab
Installation view, Sublimi Anatomie, Palazzo delle Esposizioni, Roma 2019. Photo Monkeys Video Lab

A partire da questa prospettiva, Palaexpo propone per tutta la durata della mostra un vasto calendario di iniziative – con interventi, tra gli altri, di Pierre Bal-Blanc, David Le Breton, Marco Scotini, Giuseppe Penone, e performance di Rachel Monosov, Brendan Fernandes – tese ad approfondire le suggestioni provenienti dall’impianto espositivo e dai temi di ricerca che lo sostengono.
L’atrio di ingresso si trasforma così in una struttura che emula la fisionomia del teatro anatomico, quel “luogo di inversione tra vivi e morti”, come lo ha definito Bal-Blanc, in cui viene a delinearsi una vera e propria mise en abîme della conoscenza scientifica del tempo e in cui la teatralizzazione del corpo, in virtù anche della presenza di un pubblico pagante, diviene il catalizzatore di quella che il curatore delinea, sotto l’influsso del femminismo materialista di Nicole-Claude Mathieu, come una anatomizzazione del politico.
Nella lecture Collective Exhibition For A Single Body – titolo della partitura scritta nel 2015 ad Atene e realizzata per la prima volta nel 2017 con il titolo The documenta 14 Score – Bal-Blanc ripercorre in modo puntuale non soltanto la genesi della partitura, ma anche il profilo contestuale e generativo, il terreno di proliferazione, di una speculazione che ha nel corpo che performa il proprio centro nevralgico. Bal-Blanc arriva alla concettualizzazione di tre fasi, di tre momenti storici correlati a una valenza specifica del corpo – il corpo come evento teatralizzato, nella sua dimensione politica legata al potere sovrano, come sintesi del potere centralizzato; il corpo segmentato, interpretato come oggetto passivo, e periferico, proprio del regime disciplinare individuato da Foucault; infine, il corpo reintegrato, che guadagna una dimensione sia spaziale che temporale, ovvero che si inscrive in una dimensione evenemenziale propria dell’era biopolitica, la nostra epoca, di cui la pianta aperta di Le Corbusier diviene un simbolo. È attraverso questa articolazione del discorso che Bal-Blanc sonda tutte le possibilità, storiche, politiche, contestuali, sociali, in cui il corpo – dalle ceroplastiche di Ercole Lelli, al De Humani  Corporis Fabrica di Andrea Vesalio, passando per l’autopsia del movimento nella performance di Marcello Maloberti e arrivando a Pierre Klossowski – diviene l’elemento nevralgico e il punto di snodo del passaggio alla politicizzazione dell’anatomia. Anatomizzazione della politica e politicizzazione dell’anatomia sono dunque due tendenze contrastanti e dicotomiche, frutto della polarizzazione identitaria e culturale a cui ciascun corpo è sottoposto all’interno di un sistema rigidamente binario. Nel passaggio dalla dimensione individuale a quella collettiva si manifesta il salto da un corpo atomizzato a un corpo collettivo che dimostra nuova possibilità. Tali elementi strutturali convergono nella partitura di Collective Exhibition For A Single Body a dimostrazione delle potenzialità espressive che il corpo assume nell’era biopolitica, ovvero in una fase in cui la ritrattazione del sistema normativo vigente diviene indispensabile alla strutturazione di rinnovati percorsi di senso in cui il corpo torna a essere centrale nella sua valenza materiale e costitutiva.

Installation view, Sublimi Anatomie, Palazzo delle Esposizioni, Roma 2019. Photo Monkeys Video Lab
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