Studio Visit | Casablanca/installation view

Prosegue il racconto della scena dell’arte contemporanea emergente nel veneziano. Chiacchieriamo oggi con Casablanca studio, nato nel 2020 dall’esigenza di sei giovani artisti – Pierluigi Scandiuzzi, Giulio Malinverni, Francesca Vacca, Lorenzo Fasi, Federico Polloni e Alessandro Miotti – di trovare uno spazio di lavoro condiviso e dinamico. 

Veronica Pillon: Casablanca nasce nel 2020. Quali sono i motivi che vi hanno spinto a condividere uno spazio di lavoro? 

Casablanca: La necessità prima di tutto. La situazione pandemica ha comportato la chiusura dell’Accademia e noi sentivamo l’esigenza di continuare il nostro lavoro. Alcuni di noi hanno saputo adattarsi, creando degli studi in casa, ma una volta concluso il primo lockdown ci siamo riuniti e abbiamo cominciato la ricerca di uno studio da condividere. A Venezia non abbiamo trovato nulla, soprattutto per una questione di spazi: la tipologia d’ambiente più economico era il magazzino, con un soffitto basso, umido e a rischio acqua alta. Ci siamo quindi orientati su Mestre, dove abbiamo trovato lo studio adatto alle nostre esigenze. Non è grandissimo, ma condividere uno spazio è sempre stimolante per la nostra ricerca. 

VP: Al momento siete in 6. Condividete una formazione e/o una ricerca comune?

Casablanca: Proveniamo tutti dall’Accademia e in particolare da pittura. Siamo studenti dell’atelier del professor Di Raco, come molti altri artisti degli studi diffusi in laguna e in terraferma, e in studio cerchiamo di ricreare quel clima. Anche se siamo un po’ stretti, in Accademia siamo stati abituati a lavorare con il nostro pannello e ad avere un costante confronto gli uni con gli altri. Anche in studio lavoriamo insieme, come accade ormai da molti anni, scambiandoci idee e suggerimenti. 
Ultimamente stiamo sperimentando molto, soprattutto a livello di tecniche e media. Chiaramente ciascuno di noi sta portando avanti la propria ricerca ma il confronto è molto stimolante. Il condividere uno spazio è anche un modo per ampliare la propria rete di conoscenze.

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VP: Avete qualche progetto in cantiere come studio?

Casablanca: Al momento non abbiamo in programma nulla. Alcuni di noi stanno partecipando a degli atelier di pittura estivi, al Padiglione Antares di Marghera, mentre altri stanno lavorando a progetti personali particolarmente impegnativi. Abbiamo però partecipato a due eventi con altri studi mestrini, VE(R)NICE e la collettiva Opus Focus. Grazie a questi progetti ci siamo fatti conoscere di più, essendo uno studio formato da pochissimo, e abbiamo a nostra volta conosciuto molte persone interessanti. Sicuramente continueremo la collaborazione con gli altri: fare rete è importante e stiamo creando un gruppo molto solido. 

Come Casablanca continueremo ad essere in 6 per poter lavorare più agevolmente ma ci piacerebbe creare dei momenti di scambio con altri studi o realizzare all’interno dello spazio delle personali per far esporre anche altri artisti che conosciamo, da Venezia e non solo, che magari non hanno uno studio proprio. Pensiamo siano delle occasioni importanti in cui metterci in gioco a livello allestitivo – siamo autonomi in tal senso, non c’è un curatore che ci guida e manteniamo la nostra libertà – e creativo. Lo scambio e la relazione tra spazi e persone è un elemento davvero importante per noi: per questo motivo, parallelamente allo studio, abbiamo creato un’associazione culturale, chiamata Associazione Culturale Acromo

VP: Toglietemi una curiosità, da dove deriva il nome Casablanca?

Casablanca: La scelta del nome è nata per caso, guardando al condominio in cui ci troviamo. Il complesso si chiama infatti Casablanca. Il nome ci piace molto e lo stesso edificio ci è stato d’ispirazione per la creazione del nostro logo. 

Casablanca studio
Artisti: Pierluigi Scandiuzzi, Giulio Malinverni, Francesca Vacca, Lorenzo Fasi, Federico Polloni e Alessandro Miotti
Via Roma 55, Mestre 

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