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  • Casa studio di Matteo Cremonesi
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Dal 15 al 19 marzo a Milano avrà luogo la seconda edizione di STUDI FESTIVAL, un “evento indipendente e no profit nato dal basso e dal desiderio di attivare uno scambio nella città” (Vincenzo Chiarandà) che offre un programma di “mostre di artisti negli studi degli artisti che coinvolgono altri artisti” (Claudio Corfone): apertura di decine di studi per mostrare i propri lavori assieme a quelli di altri artisti-amici. Nato l’anno scorso, da un’idea di Vincenzo Chiarandà e Anna Stuart Tovini (Premiata Ditta),  Claudio Corfone e Rebecca Moccia, il festival è diventato “gigante, con il doppio delle adesioni e con diversi eventi collaterali” (Stuart Tovini).

Le peculiarità di questo progetto sono diverse e forse mai state così presenti nel tessuto artistico milanese. STUDI FESTIVAL vuole creare situazioni di scambio e collaborazione senza alcun tipo di competizione (almeno così sulla carta!); vuole favorire un dialogo inter-generazionale, inter-esperienziale ed inter-disciplinare; vuole essere un dispositivo inclusivo ed inglobante e non esclusivo e separativo; vuole essere una struttura autogenerante e un contenitore orizzontale, un momento performativo e collettivo; vuole favorire uno scambio concreto tra tutte le persone coinvolte in prima persona; vuole manifestarsi come proposta trasversale, coinvolgendo sia il pubblico dell’arte, sia quello cittadino e più generico, senza il filtro delle istituzioni o l’imbarazzo dei non addetti ai lavori nell’imbattersi in gallerie o luoghi dell’arte; vuole farsi promotore di “eventi attivi, ricettivi, con la voglia di reagire al sistema dell’arte italiana” (Moccia). “STUDI è un regalo che gli artisti fanno alla città” (Chiarandà). Ovviamente, nonostante i tanti e buoni propositi, le collaborazioni non sono avvenute a 360°, visto che riviste, curatori e altri ‘attanti’ nel circuito milanese non sono stati né coinvolti né tanto meno invitati. 

Non si tratta di una “via crucis di studi” (Corfone), di un pellegrinaggio raccolto di un gruppo selezionato e selezionante di persone in pochi studi aperti: non è un festival di studio visit. Gli artisti sono gli organizzatori, gli ospiti, gli ospitati, gli ideatori, i curatori… il loro punto di vista è quello con cui presentano loro stessi e le loro pratiche. STUDI FESTIVAL mette in primo piano gli artisti e lascia nelle loro mani la piena gestione di spazi, eventi, esposizioni. Una delle novità peculiari, poi, è la contemporaneità di tutto questo. Certo, non è fatto nuovo l’organizzazione di mostre in studi di artisti, ma mai era successo che, tutti insieme, 77 studi venissero aperti a Milano per ospitare, con spirito corale e di gruppo, altrettante mostre, andando a coinvolgere più di 500 artisti. La non selettività (aspetto che ci si augura emerga nelle prossime edizioni) è certamente positiva in una visione complessiva, ma forse penalizza la manifestazione se non tutte le proposte saranno di qualità. L’anno scorso, infatti, molti studi non erano decisamente interessanti e non accrescevano di nulla una manifestazione che invece ci si augura curata anche nel dettaglio.  

Nulla toglie che l'”evento” consentirà ad addetti ai lavori o meno di scoprire realtà mai visitate, di cui mai si è sentito parlare, o che mai si ha avuto l’occasione di incontrare. Gli studi e gli spazi coinvolti saranno aperti tutti i giorni della manifestazione dalle 14.00 alle 17.00. Inoltre, ogni sera si terranno gli opening di quelli situati in una stessa zona territoriale, delle cinque in cui Milano è stata suddivisa. I focus territoriali serali si svolgeranno dalle 18.00 alle 21.00 in questa successione: martedì 15 zona Nord Est; mercoledì 16 zona Est; giovedì 17 zona Sud; venerdì 18 zona Ovest-Centro; sabato 19 zona Nord Ovest.

Si ricorda, poi, la presenza di 15 eventi collaterali in spazi indipendenti, artist run spaces e luoghi aperti appositamente per l’occasione, come la mostra curata da Adrian Paci per la Fondazione Pini o da Samuele Menin per Spazio 74/b.

Per il programma completo visitare studifestival.it

Per sostenere STUDI FESTIVAL #2 puoi fare una donazione fino al 15 marzo al sito www.weartproject.com

Studio di Giulio Zanet

Studio di Giulio Zanet

Studio di Mario Airi?,   Diego Perrone,   Stefano Dugnani

Studio di Mario Airò, Diego Perrone, Stefano Dugnani

Studio di Stefano Arienti

Studio di Stefano Arienti