Matteo Rubbi, Studio Guenzani

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Los Vigilantes de la Playa, a cura di Milovan Farronato alla galleria Nicoletta Rusconi
David Renggli, Franz Schmidt, Kelly Tippsman

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William E. Jones, Raffaella Cortese

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Matteo Rubbi – Mostra che, a quanto pare è piaciuta a molti. Chi perchè ha sentito Matteo che raccontava, spiegava, motivava e divertiva; chi perchè ha trovato interessante questa ricerca bizzarra dei 90 elementi. Ad altri è piaciuto il ‘gioco’ del sistema solare diffuso nelle strade intorno alla galleria (per chi ci va, noti il pallone da basket in entrata). Per me, che Matteo non l’ho ascoltato e, devo dire la verità, non ho letto neanche il comunicato stampa, devo dire che tutto sommato la mostra non mi ha coinvolto più di tanto. Spiegata per sommi capi, può risultare didascalica e un po’ troppo poetica per i miei gusti: trovare i 90 elementi chimici e mostrarli in una stanza… rappresentare, dunque, l’universo. Un commento (ironico) che ho sentito a freddo: “In una bottiglia di vino ci sono quasi 70 elementi chimici!” Il problema di questa mostra è che se non viene spiegata e raccontata, l’effetto è quello di un accozzaglia di oggetti messi alla rinfusa. Ma si sa che l’opera, spesso, è solo un accessorio. Rubbi mi è piaciutiodi più in altre situazioni.
Los Vigilantes de la Playa – Mostra molto teatrale e fin troppo pulita: si è perso quel senso di ambiguità, paradosso e ambivalenza tanto sottolineato dal curatore. Qualcuno mi spieghi il senso del ‘visual essay’ by Milovan Farronato (per chi lo ha sfogliato).
William E. Jones – Della serie di video in mostra, uno mi ha particolarmente colpito. ‘Tearoom’ (1962-2007). Inevitabile visto il tema che trattava: è un video realizzato dalla polizia locale durante un?indagine compiuta a Mansfield nel 1962 per controllare gli omosessuali, che si incontravano nei bagni pubblici, accusati di sodomia. Gli altri video esposti, mancavano un po’ di forza. L’artista è intervenuto nelle pellicola creando degli effetti pittorici un po’ gratuiti (dal mio punto di vista). Stesso discorso per le foto in mostra.