Francesco Bernardi, Quadreria, 2003

Sergia Avveduti, Gennaio, 2011
Chiara Pergola, Suppermanager, 2010
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Aperta campagna, Zola Predosa, tanto fango, alcuni cavalli. Sono a Casabianca, spazio fresco di apertura a pochi chilometri da Bologna. E’ domenica 27 febbraio e piove e, scritta così, mi sento fin troppo crepuscolare. Sono le 13 e c’è un sacco di gente all’inaugurazione – in questo posto un po’ incasadidio – per la tripla inaugurazione di Sergia Avveduti, Francesco Bernardi e Chiara Pergola. Tre progetti senza collegamento alcuno, se non la condivisione dello spazio. Chiara Pergola presenta una serie di piatti istoriati con l’intreccio di tre vicende: quella di Pierre Dupont, quella di un protagonista di un romanzo di Tom McCarthy e, ultima, quella di un trade, Jérôme Kerviel. Sempre eleganti le sculture di Sergia Avveduti, ma quello che mi ha colpito tra le opere che espone è il video ‘Gennaio’, prima episodio di un ampio racconto in divenire. Piccoli paesaggi a metà tra spazi surreali e fondi di cassetto, le sequenze video mostrano piccoli accadimenti: fiammiferi che piano piano si spengono, cavolini di Brussels che rotolano, forme solide (in cui è possibile riconoscere molte allusioni all’opera dell’artista), piccole riproduzioni, qualche statuina. Rumori lievi, fruscii, il suono di un motore. L’opera è intensa, morbosa e inquietante.
‘Una solitudine troppo rumorosa’ avvolge la grande foto e l’installazione di Francesco Bernardi.