• Luis Enrique López Chávez e i nuotatori - Otro juego de piscina - Ph. Delfino Sisto Legnani - Courtesy Galleria Continua
  • Inaugurazione - Mostra soy Cuba - Ph. Delfino Sisto Legnani - Courtesy Galleria Continua
  • Un nuotatore dell'opera 'Otro juego de piscina - Ph. Delfino Sisto Legnani - Courtesy Galleria Continua
  • Exhibition view - soy Cuba - con opere di Alejandro Campins - Ph. Delfino Sisto Legnani - Courtesy Galleria Continua
  • Installation view proiezione la serie - Hotel Roma - sul profilo Instagram di Leandro Feal ph. Laura Salas Redondo - Courtesy Galleria Continua
  • AlejandroCampins - un quadro della serie, Letargo - Courtesy Galleria Continua

Testo di Luisa Ausenda

Proprio nel giorno della scoperta dell’America, lo scorso giovedì 12 ottobre, otto artisti cubani – Alejandro Campins, Elizabet Cerviño, Leandro Feal, Osvaldo González Aguíar, Reynier Leyva Novo, Luis Enrique López Chávez, Susana Pilar e José Yaque — si sono presentati al pubblico milanese in una mostra che ha inaugurato gli spazi da poco ristrutturati all’interno della Palazzina dei Bagni Misteriosi. La Palazzina invece, adiacente e complementare al Teatro Franco Parenti, è stata inaugurata nel 2016 grazie alla direttrice del Teatro Andrèe Ruth Shammah.

 

¿soy Cuba? è la domanda che la curatrice Laura Salas Redondo ha posto ai suoi otto connazionali, nati come lei negli anni ’80. Questa generazione è cresciuta negli anni ’90, il cosiddetto periodo especial, quando Cuba perse il sostegno dell’Unione Sovietica. Da allora sull’isola scarseggiano risorse e beni anche di prima necessità e la maggior parte dei giovani all’inizio del millennio è emigrata all’estero. Altri invece, come questi artisti, hanno deciso di rimanere. Salas Redondo ha chiesto loro cosa significa essere cubani esaminando lo stigma, il luogo comune e il vantaggio che la “cubanità” porta con sé ovvero forse solo il vantaggio degli isolati, che appaiono al mondo come esotici, “diversi”, speciali. E sebbene non sia questo il caso della maggior parte degli artisti in mostra i quali hanno già esposto le loro opere in importanti istituzioni internazionali come la Biennale di Venezia, anche loro ne sono vittime e allo stesso tempo beneficiari.

Uno di loro, Luis López Chávez, nella piscina dei Bagni Misteriosi ha messo in scena la performance “Otro juego de piscina” dove cinque nuotatori hanno gareggiato fra loro esibendo scritte che poste in un certo ordine formavano la frase in spagnolo: “L’arte è una proposizione estetica che cambia il suo senso con il denaro”. Il primo arrivato ha vinto 1.000 euro consegnati durante l’inaugurazione per mezzo di un grande assegno da Marina Nissim, l’ideatrice della mostra.

ATP: Quest’opera è nata in un contesto quale “¿soy Cuba?”, una mostra organizzata in collaborazione con Galleria Continua. Nonostante questo l’opera non sembra provocare. Al contrario compiace in primo luogo il pubblico che ha potuto godere di una scena tanto inaspettata quanto romantica in una fresca notte dell’autunno milanese, ma anche gli ideatori e gli organizzatori della mostra interpellati sia dalla forma sia dal messaggio dell’opera.

Luis López Chávez: “La mostra “¿soy Cuba?” è stata incaricata e sponsorizzata: è una commissione. Questo non è un segreto, né un problema. “Otro juego de piscina” è quindi una commissione per la mostra. L’idea dell’opera è quella di presentarsi sotto forma di commissione, senza molto simbolismo e con un forte sguardo realistico (il realismo freddo e al contempo appassionato dello spettacolo sportivo). L’opera è il perno della critica che muove. Allontanarsi dal soggetto, disporsi su di un altro piano per riflettere su queste idee, presupporrebbe l’uso di simboli e allegorie. Questo lavoro, come altri che seguiranno, è un’indagine sulle mutazioni che la forma plastica subisce quando affronta le nuove circostanze poste dalla commissione e dal consumo. L’opera d’arte contemporanea è una commissione inconscia”.

Installation view - proiezione di P.M. vicino all'installazione di Leandro Feal - ph.Laura Salas Redondo - Courtesy Galleria Continua

Installation view – proiezione di P.M. vicino all’installazione di Leandro Feal – ph.Laura Salas Redondo – Courtesy Galleria Continua

Leandro Feal espone, fra altre, la serie di fotografie “Hotel Roma” un ritratto della vita notturna di un nuovo bar dell’Avana aperto nell’ex hotel Roma. Questa cresce sul profilo Instagram dell’artista, visualizzabile su un monitor posto all’interno della mostra.

ATP: Come fotografo che cattura scene di vita reale, soprattutto nel caso di un’installazione social come “Hotel Roma”, vesti il ruolo di story-teller. Qual è la storia che racconta questo lavoro?

Leandro Feal: “Lasciando una traccia visiva di uno dei luoghi di maggior svago e libertà nella depauperata notte habanera racconto una delle sue tante storie. Inoltre la curatrice e io abbiamo fatto il gesto curatoriale di proiettare all’interno della mostra due film d’autore senza audio: “Soy Cuba” di Mikhail Kalatózov, del 1964, contrappunto al concetto curatoriale della mostra “¿soy Cuba?” e il documentario “P.M.” di Sabá Cabrera Infante e Orlando Jiménez-Leal, del 1961, contrappunto alla mia opera “Hotel Roma”. Il documentario “P.M.” infatti si riferisce alla notte habanera, come la mia serie “Hotel Roma”, e questo è importante in quanto la politica culturale di Cuba è governata ancora oggi dal famoso discorso di Fidel Castro “Parole agli intellettuali”, sorto come risposta alla censura di quel documentario che non rifletteva altro che la vita notturna habanera – e non i “grandi cambiamenti” che viveva il paese. Fortunatamente non solo non abbiamo più bisogno che l’istituzione principale del cinema cubano (l’ICAIC) ci autorizzi a proiettare questa pellicola, ma a Cuba possiamo anche godere, seppur limitatamente, di reti internet e social che offrono oggi maggior democrazia al mondo delle immagini”.

AlejandroCampins - installation view della serie - Letargo - Courtesy Galleria Continua

AlejandroCampins – installation view della serie – Letargo – Courtesy Galleria Continua

La proposta di Alejandro Campins, pittore e fotografo, consiste nella serie “Letargo”, cui oggetti sono bunker residuati bellici di diversi paesi.

ATP: Gli edifici che hai selezionato per la tua serie “Letargo” hanno la caratteristica di rompere con l’estetica comune dei bunker. Così nei tuoi quadri, disegni e fotografie appaiono atemporali e alienati dal paesaggio che li circonda. La Palazzina dei Bagni Misteriosi richiama per te qualcosa di simile?

Alejandro Campins: “Con l’’immagine dei “Bagni Misteriosi” di Giorgio de Chirico, piscine con figure di pietra immerse nell’acqua come in un parco, ho messo mano ai lavori che stavo facendo ispirati dai miei sopralluoghi su una serie di bunker costruiti durante la Seconda Guerra mondiale e la Guerra Fredda. Immediatamente ho sentito un forte legame fra le due cose. Infatti ho creato “Letargo” sedotto dall’aspetto metafisico di quei cumuli di cemento che si appoggiano sul paesaggio trasformandolo in un parco, o forse in un misterioso viale, che parla in questo caso del mistero della morte.”

El Beso De Cristal - Reynier Leyva Novo - ph. Laura Salas Redondo - Courtesy Galleria Continua

El Beso De Cristal – Reynier Leyva Novo – ph. Laura Salas Redondo – Courtesy Galleria Continua

Reynier Leyva Novo, infine, ha esibito “El Beso de Cristal” (2015), un’installazione costituita da 70 calici di vino disposti su una mensola. Sui primi 24 sono incisi i ritratti, i nomi e gli anni dei mandati dei 24 presidenti cubani (da Tomás Estrada a Raúl Castro). Accanto siedono invece i primi 44 presidenti americani (da George Washington a Barack Obama). In mezzo ai due gruppi si trovano due calici privi di incisioni.

ATP: Ora che una delle due idee implicate dai calici vuoti ha un nome e un volto (quelli di Donald Trump), cosa significa a questo punto per te “El Beso de Cristal” posto che nel 2018 a Cuba sono previste le elezioni?

Reynier Leyva Novo: “L’opera parla del rapporto storico di due nazioni nel tempo, Cuba e gli Stati Uniti, un rapporto di amore, odio e tantissima tensione. Il lavoro è stato creato poco prima del riavvicinamento pubblico fra Raul Castro e Barack Obama, avvenuto per mezzo di quel famoso discorso trasmesso sulla televisione nazionale il 17 dicembre 2014. Questo evento ha portato a convergere verso un punto due linee temporali fino ad allora opposte, come assodato alcuni mesi dopo dalla visita di Obama a L’Avana. I due bicchieri privi di incisioni rappresentano la tensione latente del futuro e anche la possibile direzione che i rapporti potrebbero prendere. Donald Trump è, purtroppo (anche se il lavoro è imparziale, io non lo sono), il presidente che occuperà quel calice ancora pristino. Ora aspettiamo il prossimo presidente cubano. I cubani non sono abituati a questi processi. Così l’opera è diventata una sorta di documento fragile, trasparente e in svolgimento di queste relazioni che come tale potrebbe essere infinito almeno fino a quando questi Paesi continueranno a comportarsi come fanno. Da parte mia aspetto solo di completare il lavoro registrando sul vetro il volto e il nome della persona che presiederà Cuba il prossimo lustro”.

Che questi artisti siano o non siano Cuba, che Cuba cambi o non cambi sembrano non essere le inquietudini di una mostra frutto di energie capaci d’infondere all’ex Piscina Caimi, distrutta durante i bombardamenti, una nuova missione memore della prima ma diversa poiché non solo ricreativa e ma anche culturale. Questa missione guarda al di là dei confini plastici, disciplinari e interpersonali verso una comprensione più profonda tanto dell’arte come dell’altro.

Se oggi a Milano un teatro si fonde con una piscina (e non solo, ma anche pista di pattinaggio, biblioteca, club, sala per concerti, ristorante e spazio espositivo), per questi otto giovani artisti cubani che s’interrogano circa la propria identità, vale la pena continuare a riflettere sugli esperimenti realizzabili quando due o più mondi s’incontrano: Cuba e l’Italia, Campins e de Chirico, Castro e Obama e le infinite forme di espressione artistica nei diversi angoli del mondo.

Exhibition View - Mostra soyCuba - Ph. Delfino Sisto Legnani - Courtesy Galleria Continua

Exhibition View – Mostra soyCuba – Ph. Delfino Sisto Legnani – Courtesy Galleria Continua

Inaugurazione Mostra soy Cuba - Ph. Delfino Sisto Legnani

Inaugurazione Mostra soy Cuba – Ph. Delfino Sisto Legnani

Luis Enrique López Chávez - Otro juego de piscina - Ph. Delfino Sisto Legnani - Courtesy Galleria Continua

Luis Enrique López Chávez – Otro juego de piscina – Ph. Delfino Sisto Legnani – Courtesy Galleria Continua