• Sophie Tottie Face Value # I, 2014 Monete e disegno su muro ø 322 cm - Courtesy Renata Fabbri Arte Contemporanea, Milano
  • Sophie Tottie Oxidopolis (I-II), 2014 Inchiostro ferrogallico su carta 340 cm x 113 cm - Courtesy Renata Fabbri Arte Contemporanea, Milano
  • Sophie Tottie Single Fare #I, 2014 Disegno con gettone della metropolitana di NY, chiodo di acciaio ø 48.5 cm - Courtesy Renata Fabbri Arte Contemporanea, Milano
  • Sophie Tottie, Photography Ends Here - installation view - Courtesy Renata Fabbri Arte Contemporanea, Milano

Pare negare, con la sua pratica, la distinzione delle categorie che governano il fare artistico — disegno, pittura, scultura, installazione — l’artista svedese Sophie Tottie indaga e allarga le distinzione di genere per creare immagini astratte, difficilmente leggibili al primo sguardo. Nella sua recente mostra Photography Ends Here  – ospitata fino al 14 gennaio 2017 nella galleria Renata Fabbri Arte Contemporanea - l’artista espone una serie di grandi opere che sembrano non solo adeguarsi all’architettura dello spazio espositivo, ma anche misurarne la consistenza, la densità. Prova ne sia l’opera “The Tipping Point”, il grande disegno realizzato con oggetti metallici. I cerchi concentrici che l’artista ha realizzato facendo roteare oggetti vari, come un cucchiaio, delle forbici, pezzi di metallo, parti di motori, tubi, frammenti di meccanismo, formano una grande spirale solcata da tanti raggi quanti sono gli elementi realizzati. Dei vibranti segni incidono il muro, frammentati dagli spaghi tesi che collegano il centro agli oggetti. Rigore e perfezionismo, ritmo e maniacale misurazione rendono questa installazione una sorta di campo gravitazionale della nostra attenzione. Anche nell’opera “Face value”, il meccanismo attuato è lo stesso: un chiodo centrale, dei fili e degli elementi metallici che l’artista ha fatto ruotare. Differente è la sostituzione degli oggetti con delle monete di diversa fattura. A seconda della composizione di ogni singola moneta, muta anche il segno impresso nel muro. Acciaio, rame, zinco sono a loro volta presenti in piccoli frammenti depositatesi nei segni circolari. Un moto rotante quasi ossessivo appare anche in una serie di opere su carta nel piano interrato della galleria. Vortici di inchiostro e pigmento che danno la sensazione di turbinare dando la sensazione di creare uno spazio profondo.

“L’artista invita a codificare la serie di disegni “Moving Target” partendo sia dall’analisi dei materiali utilizzati – metallo e inchiostro – che dei supporti sui quali i segni sono stati tracciati. Le spirali creano un’illusione di profondità mentre i supporti, in modo più diretto, marcano la superficie. Entrambi, o attraverso l’immaginazione o la presenza di una fisicità, suggeriscono un’esperienza vissuta in prima persona dove l’ “Io”, la “dimensione interiore” diventa una possibilità di riflessione.” (Da CS)
Accanto a questa serie di lavori ci sono “Oxidoplis” e “Oxid Square”: opere su carta dove l’artista, con maniacale precisione, segue i tratti ‘erronei’ da lei stessa commessi. Sembra un ossimoro, in realtà questi grandi tracciati misurano con lenticolare precisione – sembrano tracciati di uno strano fenomeno sismico – la consistenza e l’intimità che l’artista attua nella sua stessa pratica. Se guardati con attenzione, dall’alto al basso, le linee tracciate da Tottie partono con l’essere diritte. Piano piano, la mano che le ha tracciate perde la capacità di seguire alla perfezione le linee rette, inizia a seguire le piccole distorsioni che, a lungo andare, diventano vere e proprie onde, “errori” di percorso, minimi accidenti che, ripetuti, deformano la griglia perfetta. L’artista impiega dell’inchiostro permanente, utilizzato un tempo per firmare i documenti o per evitare che i testi sbiadissero. L’inchiostro contiene del metallo e una volta estratto per essere applicato sulla carta ossida istantaneamente al contatto con l’aria. Lievemente cangiante, le tonalità dell’inchiostro danno profondità alla superficie, la rendono vibrante: caratteristiche che, traslate, raccontano del gesto performativo che, paziente e calibrato, ha dato vita a questa fitta trama di segni, di linee continue o spezzate.

Sophie Tottie The Tipping Point (Milano), 2016 Oggetti metallici e disegno su muro Dimensioni ambientali - Courtesy Renata Fabbri Arte Contemporanea, Milano

Sophie Tottie The Tipping Point (Milano), 2016 Oggetti metallici e disegno su muro Dimensioni ambientali – Courtesy Renata Fabbri Arte Contemporanea, Milano

Sophie Tottie, Photography Ends Here - installation view - Courtesy Renata Fabbri Arte Contemporanea, Milano

Sophie Tottie, Photography Ends Here – installation view – Courtesy Renata Fabbri Arte Contemporanea, Milano

Sophie Tottie, Moving Target(IIA) e Moving Target(IIB), 2012, inchiostro e pigmento su carta, 50×50 cm

Sophie Tottie, Moving Target(IIA) e Moving Target(IIB), 2012, inchiostro e pigmento su carta, 50×50 cm