• Opera di Jorinde Voigt, SINCRONIE - Fondazione Brivio Sforza, Merate 2015 - Courtesy Lisson Gallery
  • Villa Belgiojoso - Giardino, Merate
  • Jorinde Voigt, SINCRONIE - Fondazione Brivio Sforza, Merate 2015, Installation view
  • Villa Belgiojoso - interno, Merate 2015
  • Villa Belgiojoso - interno, Merate 2015
  • Opera di Jorinde Voigt, SINCRONIE - Fondazione Brivio Sforza, Merate 2015 - Courtesy Lisson Gallery
  • Ricciarda Belgiojoso e Jorinde Voigt photo Edoardo Pelucchi, Fondazione Brivio Sforza, Merate 2015
  • Opera di Jorinde Voigt, SINCRONIE - Fondazione Brivio Sforza, Merate 2015 - Courtesy Lisson Gallery
  • Opera di Jorinde Voigt, SINCRONIE - Fondazione Brivio Sforza, Merate 2015 - Courtesy Lisson Gallery
  • Villa Belgiojoso - Giardino, Merate
  • Villa Belgiojoso - Giardino, Merate
  • Jorinde Voigt, SINCRONIE - Fondazione Brivio Sforza, Merate 2015, Installation view
  • Villa Belgiojoso - interno, Merate 2015
  • Villa Belgiojoso - interno, Merate 2015
  • Villa Belgiojoso - Giardino, Merate
  • Villa Belgiojoso - Giardino, Merate
  • Villa Belgiojoso - Giardino, Merate
  • Performance di Ricciarda Belgiojoso, Fondazione Brivio Sforza ,Merate 2015
  • Performance di Gianluigi Ricuperati, Fondazione Brivio Sforza ,Merate 2015
  • Performance di Gianluigi Ricuperati, Fondazione Brivio Sforza ,Merate 2015
  • Spartito 'interpretato' da Jotinde Voigt, Villa Belgiojoso - Merate
  • Jorinde Voigt , Fondazione Brivio Sforza, Merate 2015 - photo Edoardo Pelucchi
  • Jorinde Voigt, Fondazione Brivio Sforza, Merate 2015 - photo Edoardo Pelucchi
  • Opera di Jorinde Voigt , Fondazione Brivio Sforza, Merate 2015 - Courtesy Lisson Gallery

Lo martedì 8 settembre è stato presentato, in una della residenza nobiliare più affascinanti della Brianza – Villa Belgiojoso Brivio Sforza a Merate –, la prima edizione di   SINCRONIE: un progetto promosso dalla Fondazione Brivio Sforza che unisce riflessioni intellettuali, musica e arti visive. Con l’obiettivo di risvegliare la storica vocazione culturale di questi spazi bellissimi e suggestivi, la Fondazione ha invitato per la prima tappa di questo percorso – sotto la curatela di Carlotta Testori – l’artista tedesca Jorinde Voigt, la musicista Ricciarda Belgiojoso e lo scrittore Gianluigi Ricuperati per dar vita a un lavoro a tre voci presentato nel corso della serata performativa dell’8 settembre. Nel tempo Villa Belgiojoso Brivio Sforza ha visto come ospiti personaggi come Ugo Foscolo, Giuseppe Molteni, Gioachino Rossini e molti altri artisti.  La residenza d’artista sostenuta dalla Fondazione, oltre alla performance, ha anche dato vita ad un esposizione temporanea con le opere di Jorinde Voigt.

Gia da questo sabato, 12 settembre, sarà possibile fare delle visite guidate per vedere l’opera di Jorinde Voigt nel contesto particolare in cui e? nata, le performance di Ricciarda Belgiojoso e Gianluigi Ricuperati (mediante documentazione video). Queste le date per prenotare le viste guidate:  12 settembre dalle ore 16.00 alle ore 18.00; 19 settembre dalle ore 16.00 alle ore 18.00; 26 settembre dalle ore 16.00 alle ore 18.00. (L’ingresso è gratuito e a numero chiuso – Obbligo di prenotazione: visitefondazionebriviosforza@gmail.com)

Segue l’intervista con la curatrice della prima edizione di SINCRONIE, Carlotta Testori

ATP: Il progetto SINCRONIE nasce con la volontà di preservare la vocazione culturale di Villa Belgiojoso Brivio Sforza. Mi spieghi come è nato il primo appuntamento che vede l’artista tedesca Jorinde Voigt collaborare con la musicista Ricciarda Belgiojoso e lo scrittore Gianluigi Ricuperati?

Carlotta Testori: Sincronie nasce come il primo di una serie di diversi progetti che coinvolgeranno Villa Belgiojoso. Una sorta di puntata zero, in cui ci siamo avvalsi della collaborazione di Lisson Gallery. Volevo creare un progetto che sintetizzasse i vari livelli su cui si vuole concentrare la Fondazione. Anzitutto un forte rapporto con il luogo, con la sua storia e con la particolare attitudine alle arti a cui i Belgiojoso in questi luoghi erano dediti, dedizione che mi ha suggerito la seconda peculiarità del progetto: la multidisciplinarietà. In queste ampie sale, assieme ai padroni di casa coabitavano diversi artisti: sono passate figure come Ugo Foscolo, Gioachino Rossini e Giuseppe Molteni i quali si confrontavano tra di loro. Ne è esempio il ritratto di Rossini a opera di Molteni, parte della collezione della villa. Il particolare contesto di questi luoghi, in cui gli artisti abitavano e creavano, dava vita a uno scambio fertile tra le diverse figure, scambio oggi sempre meno presente.

Dunque ho voluto sviluppare questa opportunità e vedere cosa di nuovo ne potesse nascere. Nei giorni di residenza l’artista Jorinde Voigt ha lavorato sulla sua percezione dell’ambiente e del parco, per poi consegnare i suoi disegni a Ricciarda Belgiojoso chiedendole di interpretarli come se fossero spartiti musicali. Interessante perché in questa occasione è avvenuto il procedimento inverso rispetto al ritratto di Molteni a Rossini di cui parlavamo prima: non più il pittore che ritrae il musicista ma il musicista che interpreta l’esperienza dell’artista.

Il lavoro frutto della collaborazione di Ricciarda Belgiojoso e Gianluigi Ricuperati è nato invece da un dialogo in cui la musica suggeriva parole allo scrittore e le parole dello scrittore a sua volta suggerivano note alla musicista. Diciamo che c’è stata una sorta di sperimentazione interdisciplinare in un contesto altamente tradizionale. (da qui mi collego alla domanda successiva)

ATP: SINCRONIE nasce anche con la volontà di mettere in relazione l’antico con il moderno. In merito a questo primo appuntamento, come si sviluppa questo dialogo tra differenti epoche? 

CT: Si parla di tradizione e di sperimentazione, in un processo che tiene un piede nel passato e nella storia, e l’altro proiettato in avanti, senza preconcetti e in totale libertà. Questa modalità porta avanti il desiderio di mettere in relazione l’antico con il moderno. Gli avvenimenti passati legati al luogo, come il soggiorno di Rossini presso la villa per un periodo della sua vita, diventano gli spunti per una riflessione contemporanea autonoma in cui diversi linguaggi si aprono alla possibilità di muoversi liberamente. È così che i Pechées des Vieillesse di Rossini, suonati al pianoforte da Ricciarda Belgiojoso, risuonano nelle orecchie di Gianluigi Ricuperati come un’eco a cui egli risponde con sapiente ironia. In quest’ottica si inserisce il lavoro site specific di Jorinde Voigt, sostanzialmente basato sulla sua esperienza del luogo nei giorni di residenza, formalmente inserito in un contesto preesistente con la volontà di rispettarne certi canoni estetici e simbolici.

E ancora la performance musicale di Ricciarda Belgiojoso spazierà dall’utilizzo più tradizionale del pianoforte fino a una pura ricerca di suoni. Così anche Gianluigi Ricuperati, il quale con le sue parole viaggerà avanti e indietro nella storia, trasformando Villa Belgiojoso in una sorta di macchina del tempo. Si può dire che i tre artisti abbiano costruito un ponte temporale che crea continuità tra le diverse epoche.

ATP: Oltre alla performance musicale, la Villa ospita la mostra di Jorinde Voigt. Dove saranno allestite le sue opere? 

CT: Abbiamo deciso di allestire le opere di Jorinde Voigt in una bellissima sala al piano terreno, dove normalmente è appesa una collezione di ritratti di famiglia. In questa occasione si è deciso di sostituire i ritratti con i lavori site specific dell’artista, creati appositamente per andare a dialogare con i decori della sala e con il parco retrostante su cui la sala si affaccia attraverso le vetrate, in una prospettiva che guida il visitatore dall’arrivo nel cortile. Ci sembrava dunque lo spazio più adatto per accogliere, anche a livello simbolico, il nuovo nel preesistente e rendere fruibile allo stesso tempo la storia e la contemporaneità, l’architettura della villa con quella del parco.

ATP: Quanto il luogo ha influenzato e ampliato la ricerca dell’artista tedesca? 

CT: Jorinde Voigt è un’artista per sua natura riflessiva e osservatrice, di conseguenza il contesto particolare e unico di Villa Belgiojoso ha avuto un grande impatto sulla sua ricerca. Nei giorni di residenza ha lavorato a una sorta di mappatura della sua esperienza attraverso un’attenta osservazione di ciò che le accadeva attorno. Nello specifico il parco che, nei particolari giorni in cui ha avuto luogo la residenza a cavallo tra giugno e luglio, è un’esplosioni di suoni, colori e profumi, ha fornito un ampio materiale di studio che ha alimentato la sua riflessione artistica, sfociando in un ciclo di disegni su carta che verranno presentati in questa occasione, opere che si potrebbero definire delle traduzioni visive dell’invisibile. In linea con il suo consueto metodo di ricerca, che la porta a investigare e creare notazioni di esperienze intangibili, il suo lavoro presso la villa si è concentrato nella mappatura della percezione sonora di ciò che avveniva nel parco in quei giorni, traducendole in disegni che presentano allo stesso tempo un carattere di misurazione quasi scientifica, apparentemente oggettivo, e un gesto inconfondibile, istintivo e spontaneo tipico della percezione soggettiva. Il risultato sono opere intense, a tratti enigmatiche, una sorta di paesaggi concettuali percettivi che oscillano tra astrazione e rappresentazione.

 Jorinde Voigt,   SINCRONIE - Fondazione Brivio Sforza,   Merate 2015,   Installation view

Jorinde Voigt, SINCRONIE – Fondazione Brivio Sforza, Merate 2015, Installation view

Opera di Jorinde Voigt ,   Fondazione Brivio Sforza,   Merate 2015

Opera di Jorinde Voigt , Fondazione Brivio Sforza, Merate 2015 Courtesy Lisson Gallery

Carlotta Testori,   Ricciarda Belgiojoso,    Alessandro Brivio Sforza,   Gianluigi Ricuperati - Fondazione Brivio Sforza,   Merate 2015,   photo Edoardo Pelucchi

Carlotta Testori, Ricciarda Belgiojoso, Alessandro Brivio Sforza, Gianluigi Ricuperati – Fondazione Brivio Sforza, Merate 2015, photo Edoardo Pelucchi

Villa Belgiojoso -  Giardino,   Merate

Villa Belgiojoso – Giardino, Merate