Veduta dell’installazione Negus e del video Boomeria  
 Wax, Relx
Foto: © Laura Fantacuzzi
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Art * Texts * Pics: Mi raccontate la mostra in poche righe? 
Invernomuto: “Simone” presenta tre opere: ‘Wax, Relax’, ‘Negus’ e ‘Boomeria’.
Negus è inedita, addirittura può essere considerata uno studio per un lavoro su cui metteremo le mani nel 2012 in forma di documentario; nasce da un evento storico che risale al ventennio fascista: dopo la conquista dell’Abissinia in alcune piazze italiane veniva eretto un fantoccio del Negus (Hailé Selassié I, Imperatore d’Etiopia) e bruciato. Il piacentino e, in particolare, Vernasca, fu teatro di questa dimostrazione di piazza, che peraltro ha dato vita ad una tradizione verbale e popolare tutt’ora in uso.
Boomeria fa parte di un ciclo iniziato ormai due anni fa, presentato nella sua prima versione alla collettiva Nothing But a Show (a cura di Alessio Ascari) e in versione espansa nelle tre tappe di Beyond the Dust (a cura di Francesca di Nardo). Boomeria è un castello sulle montagne di Santa Cruz, CA, costruito nell’arco di un trentennio da un insegnante di fisica, Preston Boomer. La versione di “Simone” è un film girato in 16mm nel marzo scorso, documenta la location, Boomer e strani incontri avvenuti durante la nostra visita al castello; per noi è un documento, anche se forse la sua funzione principale non è quella di raccontare.
Infine Wax, Relax, che accoglie il pubblico per prima occupando l’intero piano terra, è un’opera presentata a Terre Vulnerabili (Hangar Bicocca, Milano 2010/2011) e qui allestita in forma spettacolare con un programma di luci e suono grazie alla collaborazione con il produttore house di Chicago Hyerogliphic Being che ha curato la soundtrack.

ATP: L’opera ‘Wax, Relax’ consiste in una grotta di cera, copia di una molto simile esistente nel vostro paese d’origine. Che significato avete dato a questa elaborazione e trasformazione?
I: ‘Wax, Relax’ è la copia di una grotta presente nella chiesa di Vernasca dagli anni ’40.  ‘Wax, Relax’ è in realtà la copia di una copia di una copia della grotta di Lourdes, clonata e riprodotta in molte forme e dimensioni in tutte le aree cristiano-cattoliche del mondo. Un monumento devozionale ovviamente, allo stesso tempo uno degli ‘sfondi’ più inflazionati della cultura folk. Il nostro desiderio era quello di estirpare la grotta di Vernasca e trasportarla via aerea all’Hangar Bicocca sciogliendola gradualmente durante la durata della mostra. Abbiamo scelto di costruirla in cera, di scioglierla progressivamente e tenerla nella sua ultima forma, la cui altezza è quasi dimezzata rispetto alla tappa iniziale di Terre Vulnerabili. In “Simone” presentiamo questo stadio ma la collochiamo in tutt’altro contesto: torna a vivere con fog machine, luci spot colorate e il suono di Hyerogliphic Being; la grotta questa volta si presenta come un blob lisergico e confuso.

ATP: Mi introduci l’opera inedita Negus? Cosa intendente per ‘dissolvimento dei confini tra scultura, installazione e dispositivo schermico cinematografico’? 
I: Il dispositivo di Negus è composto da una doppia proiezione su uno schermo di legno curvilineo e una lamiera aerografata da un lato e specchiante dall’altro che ruota su se stessa. E’ una macchina in sospensione di gif animate, icone vibranti e riflessi; una specie di pre-cinema. La scultura è nelle superfici, e le stesse diventano piani schermici, forse troppo stretti per le immagini. In questo senso è un’opera in fieri, uno studio. Il soggetto di Negus è semplicemente una storia che ci toccava sotto troppi aspetti per poterla ignorare.
Se ci pensi è un clash (spazio-)culturale pazzesco che l’icona della cultura/religione Rastafari sia stata bruciata nella piazza dove uno di noi ha fumato la prima sigaretta.

ATP: La musica sembra essere una parte molto importante del vostro percorso artistico, perchè?
I: Un vecchio gruppo di La Spezia cantava “Quale musica senza vita?”. Chissà cosa voleva dire.
Gli immaginari musicali sono una lente attraverso la quale guardiamo le cose. Il suono, come evento sonico, ci interessa in quanto oggetto e ingrediente. Il portato culturale, narrativo e immaginifico, che un suono può evocare è un terreno ancora ampissimo da esplorare. Il fatto stesso che abbia il potere di riportare in vita i morti, non ci pare sottovalutabile.
In “Simone” tutte queste implicazioni sono evidenti: la narrazione (asincrona), l’evocazione, la potenza allucinatoria e gli spiriti fluttuanti che non vanno lasciati soli.

ART FALL ’11 Ferrara Contemporanea
Invernomuto  

SIMONE. Wax, Relax – Boomeria – Negus
 

Ferrara, Padiglione d’Arte Contemporanea  
Fino al 11 dicembre 2011

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Art Fall ’11 è a cura di Xing ed è organizzato dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Ferrara in collaborazione con Xing

Xing è un network nazionale basato a Bologna che progetta, organizza e sostiene eventi, produzioni e pubblicazioni contraddistinti da uno sguardo interdisciplinare intorno ai temi della cultura contemporanea, con una particolare attenzione alle tendenze generazionali legate ai nuovi linguaggi. www.xing.it