Marinella Senatore, A salire a le stelle – Installation view – Foto di Serge Domingie
Marinella Senatore, A salire a le stelle – Installation view – Foto di Serge Domingie .

Testo di Caterina Fonelli —

La mostra “A Salire a Le Stelle [To Climb To The Stars]” di Marinella Senatore presso il Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni, è visitabile fino al prossimo 5 Settembre 2021.

L’installazione ambientale, dalla quale prende il titolo il percorso espositivo, entra con l’occasione a far parte della collezione permanente di Palazzo Fabroni. Il lavoro celebra la commemorazione del settimo centenario della morte di Dante Alighieri ed arricchisce le manifestazioni dell’Anno Santo Iacobeo, traendo infatti ispirazione dai canti XXIV e XXV dell’Inferno che raccontano di Vanni Fucci, guelfo nero originario di Pistoia, considerato il personaggio più fosco dell’intera cantica, condannato nella bolgia dei ladri perché autore del furto sacrilego del tesoro di San Jacopo custodito nel duomo della città natale.

Il gruppo scultoreo si compone di tre figure in verità raffiguranti uno stesso essere umano, tra loro però differenziate dal rivestimento esterno in foglia oro, argento o rame; tre metalli dall’atavica valenza alchemica, a evocare la trasformazione dell’anima del Fucci attraverso tre differenti stadi, una catarsi dall’Inferno, dove è condannato, al Purgatorio e infine al Paradiso, come evocato dal titolo stesso. La collocazione sopra una pedana dove il visitatore è invitato a salire e a muoversi, rimandano al concetto basilare della produzione di un artista multidisciplinare e internazionale come la Senatore: la partecipazione. La proiezione di versi tratti dalla Divina Commedia, imprime così il racconto dantesco sulla superficie delle opere e sui corpi dei fruitori, raffigurando visivamente la trasformazione dell’anima del dannato.

Da questo lavoro si genera la mostra qui proposta, caratterizzata da sperimentazioni su più media, anche i più tradizionali e meno utilizzati in precedenza dall’artista, divenendo quasi una retrospettiva, o ancora meglio un prontuario della produzione di Marinella Senatore. La selezione è composta da opere che abbiano segnato un punto di non ritorno e di svolta nella sua carriera, dimostrando allo stesso tempo eclettismo ed evoluzione, assieme ad una profonda coerenza concettuale. 

Marinella Senatore, Autoritratto, 2020, tele fotografiche con interventi pittorici e a collage. Courtesy Mazzoleni, London – Torino (dettaglio)
Marinella Senatore, A salire a le stelle – Installation view – Foto di Serge Domingie

La fase di attivazione nella sua pratica non si lega primariamente al coinvolgimento fisico e quindi alla performance, piuttosto a creare un tipo di “accensione” emotiva in chi osserva. Talvolta l’intervento attivo del pubblico è volontariamente evitato, a dimostrazione del fatto che la sua opera viva così come è, e in quanto riflessione stessa sulla partecipazione. È per tale motivo che la sua arte prevede la raccolta di appunti, disegni e così via, restituendo un’immagine di comunità con l’intento di generarne altra, ne è esempio la serie qui esposta Its Time to Go Back to Street (2019).

A far parte di “A Salire a le Stelle” opere del passato come NUI SIMU (Thats us) (2011) e Estman Radio Drama (2011) a sottolineare i dieci anni dalla loro presentazione alla Biennale di Venezia del 2011; The School of Narrative Dance: Ongoing Documentary che ripercorre alcune delle esperienze partecipative organizzate dal 2013 in tutto il mondo; oppure la luminaria Assembly (2017).

NUI SIMU incarna sicuramente un momento di estrema comprensione e cambiamento che si ripercuoterà nei lavori futuri. Esso segna un discrimine nel modo in cui si realizzerà il concetto di partecipazione, che giunge al suo apice nei due importanti cicli Un corpo unico e Autoritratto (2020), realizzati per la mostra personale presso l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid del 2020 e portati a ulteriori esiti a Palazzo Fabroni con nuove produzioni, concepite nel suo studio ma con la medesima energia e valenza delle azioni partecipative.

La particolarità di questi ultimi due progetti è la centralità del ruolo dell’individuo in una collettività, una parte insostituibile di un tutto che trova completezza e senso solo in un insieme. 
A simboleggiare tale importante legame comunitario sono altresì i due nuovi lavori site specific prodotti dall’artista, che in ciascuna sala divengono perno unificante della visione: due volumi cubici con iscritto “Un corpo unico” e la frase “Breathe, You are enough: I contain multitudes” tratta dal poema Song of Myself (1892) di Walt Whitman.
L’obiettivo principe di questa esposizione è così la speranza che essa generi comunità, coesione e condivisione, oltre ad un sentimento di consapevolezza tramite la conoscenza di un episodio così legato alla realtà locale che lo accoglie, che ne risulta valorizzata.
Inoltre, nella società contemporanea ferita dalla pandemia e da restrizioni che hanno limitato le possibilità di scambi fra individui, questo corpus di lavori assume un valore inedito come monito per le infinite opportunità a nostra disposizione.
In concomitanza con la mostra, è prevista la pubblicazione di un catalogo bilingue edito da Silvana Editoriale, con all’interno un testo critico della curatrice e corredato da un’ampia documentazione fotografica delle opere esposte.

L’esposizione a cura di Ilaria Bernardi, che ringraziamo per il prezioso contributo a questo testo, nasce in seguito alla vincita dell’avviso pubblico Cantica21. Italian Contemporary Art Everywhere, promosso da Ministero per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale – Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese e Ministero della Cultura – Direzione Generale Creatività Contemporanea.

Marinella Senatore, A salire a le stelle – Installation view – Foto di Serge Domingie
Marinella Senatore, “Autoritratto”, 2021, dettaglio dell’opera
Marinella Senatore, A salire a le stelle – Installation view – Foto di Serge Domingie
Marinella Senatore, A salire a le stelle – Installation view – Foto di Serge Domingie .