• Gilad Baram, Koudelka Shooting Holy Land, 2015, still da film
  • Yuri Ancarani, Wipping Zombie, 2017, still da film
  • Virgilio Sieni, Il giardino delle erbacce, 2017, still da film
  • Roee Rosen, The Dust Channel, 2016, still da film
  • Rä Di Martino, Controfigura, 2017, still da film
  • Andres Veiel, Beuys, 2017, still da film
  • Evgenij Mitta, Act & Punishment, 2015, still da film
  • Hiwa K, Pre-Image (Blind as the Mother Tongue), 2017, still da film
  • Shirin Neshat, Looking for Oum Kulthum, 2017, still da film
  • Rosalind Nashashibi, Vivian’s Garden, 2017, still da film

Personalità d’eccezione, omaggi a grandi artisti ma anche a protagonisti della moda e del cinema. Anteprime e materiale esclusivo: quest’anno Lo Schermo dell’Arte Film Festival ha tutte le “carte in regolare” per festeggiare la decima edizione nel migliore dei modi dal 15 al 19 novembre. Abbracciando molto luoghi di Firenze – coinvolge gli spazi del Cinema La Compagnia, i Cango Cantieri Goldonetta, la Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici Riccardi, Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, Palazzo Strozzi – il festival si impone ogni anno per un ricchissimo programma, studiato nei minimi dettagli dalla direttrice Silvia Lucchesi che, come ci racconta nell’intervista che segue, presenta “la produzione più recente dei documentari e del cinema d’artista. Anche quest’anno abbiamo visionato più di 150 film per arrivare ad una selezione di 26. Per quanto riguarda i documentari, selezioniamo opere che parlano di artisti che secondo noi hanno segnato con il loro linguaggio il nostro tempo.”
Un po’ di numeri: 26 film d’artista e documentari con molte anteprime italiane e 3 mondiali, una mostra “Directing the Real. Artists’ Film and Video in the 2010s” curata da Leonardo Bigazzi con le opere di oltre 20 artisti, due progetti di formazione, cinque premi per artisti.
Il taglio tematico di molti film selezionati è “la riflessione sull’utilità sociale dell’arte e su scottanti temi di attualità visti attraverso lo sguardo di artisti e registi: libertà di espressione, emigrazione, politica, rapporto arte-uomo-natura.”

Più dettagli Lo Schermo dell’Arte X 2017
Per il programma Lo Schermo dell’Arte / festival-2017 /
Per ulteriori informazione su Featured Expanded 2017

Andres Veiel, Beuys, 2017, still da film

Andres Veiel, Beuys, 2017, still da film

Segue l’intervista con Silvia Lucchesi e Leonardo Bigazzi —

ATP: Giunto alla decima edizione, il film festival Lo Schermo del’Arte, conferma la sua vocazione di fare le cose ogni anni più ‘in grande’. Contate 70 ospiti internazionali, direi che il programma è decisamente ricco. Mi suggerisci gli appuntamenti che caratterizzano questa decima edizione? In merito alle anteprime, cosa presenterete in esclusiva?

Silvia Lucchesi: L’Opening Night di quest’anno è davvero straordinaria: mercoledì 15 novembre inizieremo alle 19 con un live-set dell’artista egiziano Hassan Khan, Leone d’Argento alla Biennale di Venezia, che coinvolgerà il pubblico in una performance di tre pezzi realizzati tra il 2011 e il 2015, con ascolti lenti e sospesi e temi ritmati per essere ballati. Subito dopo seguirà la prima italiana dell’ultima opera realizzata da Abbas Kiarostami pochi mesi prima della sua scomparsa, 24 Frames, un lavoro sperimentale più che un film di fiction. Kiarostami, oltre a essere il magnifico filmmaker che conosciamo, è stato anche fotografo e in questo film, partendo da alcune fotografie scattate nel corso della sua carriera e montando 24 cortometraggi di 4 minuti, tenta di mostrare “cosa è successo prima e cosa è successo dopo lo scatto”. Sappiamo che ha lavorato più di tre anni su questa opera, non vediamo l’ora di parlarne con il figlio Ahmad, che è anche il produttore, per farci raccontare il complesso processo di lavorazione che sta dietro al film.
Tra gli altri highlights del festival, moltissime prime italiane, come il documentario su Beuys, un’opera monumentale in concorso al Festival del Cinema di Berlino, che mette il punto in maniera straordinaria sulla figura di uno dei massimi artisti del Ventesimo secolo, che è stato allo stesso tempo anche attivista, politico, sciamano e molto di più. Tra le altre anteprime italiane il film su Antonio Lopez, realizzato con numerosi materiali d’archivio fotografici e video, che ricostruiscono il magico mondo della moda newyorkese degli anni Settanta: Antonio Lopez, infatti, è stato uno dei più grandi disegnatori di moda di quegli anni e il film raccoglie interviste ad alcune icone di quel tempo, come modelle, attrici e famosi stilisti, mentre lo straordinario utilizzo delle musiche, con brani di Donna Summer, Marvin Gaye e Isaac Hayes and the Temptations, catapulta lo spettatore in una discoteca.
Oppure due film di fiction di artiste donne, entrambi in concorso all’ultimo Festival del Cinema di Venezia: Looking For Oum Kulthum di Shirin Neshat sulla grande cantante egiziana degli anni Cinquanta Oum Kulthum, che è stata un mito per tutto il mondo arabo, e Controfigura primo lungometraggio di Rä Di Martino con Filippo Timi e Valeria Golino, che ritrae una troupe mentre cerca a Marrakech locations adatte per girare il remake del film The Swimmer di Frank Perry.
E ancora tanti altri bellissimi film d’artista e documentari, tra cui le prime mondiali di due film di Heinz Peter Schwerfel realizzati per la serie Live Art di ARTE TV, programma curato da Obrist che andrà in onda nel 2018, dedicati agli artisti Adrian Villar Rojas e Philippe Parreno. Infine il primo film di Virgilio Sieni, coreografo più che conosciuto che ha realizzato questa performance studiata appositamente per essere poi filmata e montata.

ATP: Avete seguito un criterio nella selezione per i film e i documentari in visione?

Silvia Lucchesi: Noi presentiamo sempre la produzione più recente dei documentari e del cinema d’artista. Anche quest’anno abbiamo visionato più di 150 film per arrivare ad una selezione di 26. Per quanto riguarda i documentari, selezioniamo opere che parlano di artisti che secondo noi hanno segnato con il loro linguaggio il nostro tempo. Mentre, per quanto riguarda il cinema d’artista, preferiamo tutti quegli artisti che sono molto legati al periodo storico in cui operano e che usano il linguaggio della documentazione del proprio tempo, pur stravolta, moltiplicata, reinterpretata, riregistrata o addirittura mescolata con brani di finzione.

 James Crump, Antonio Lopez 1970: Sex Fashion & Disco, 2017, still da film

James Crump, Antonio Lopez 1970: Sex Fashion & Disco, 2017, still da film

ATP: La mostra “Directing the Real. Artists’ Film and Video in the 2010s” presenta video, film e video installazioni dei partecipanti alla VI edizione di VISIO. European Programme on Artists’ Moving Images e i lavori di altri artisti che hanno preso parte alle precedenti edizioni del programma. Quali sono le linee guida e le tematiche affrontate?

Leonardo Bigazzi: L’utilizzo delle immagini in movimento ha assunto un ruolo sempre più centrale nella pratica artistica contemporanea. Directing the real. Artists’ film and video in the 2010s riunisce le opere di diciannove artisti internazionali che lavorano con le moving images. Questa generazione di artisti, tutti nati dopo il 1980, si è formata in un momento storico in cui il confronto con il “Reale” e la sua rappresentazione diventa spesso necessario e inevitabile. La nostra esperienza del mondo che ci circonda tuttavia è sempre più mediata e alterata da schermi e tecnologie elettroniche a tal punto che la distinzione tra reale e virtuale può essere confusa.

Come rispondono gli artisti oggi ad una società globalizzata in cui le immagini e le informazioni sono sempre più spesso costruite e manipolate per alterare la realtà? E in che modo le rivoluzioni tecnologiche degli ultimi anni, e la rapidità con cui queste immagini sono condivise e consumate, hanno influenzato il loro (e il nostro) sguardo sul mondo? Come rappresentare un mondo sempre più regolato dagli interessi economici, diviso da guerre e ingiustizia sociale, e in cui il rapporto tra l’uomo e l’ambiente sta raggiungendo un punto critico? E in questo contesto qual è il ruolo e il potenziale dell’arte e dello spazio espositivo come luogo fisico di riflessione e condivisione?

Questa mostra intende offrire uno sguardo sulla produzione di una generazione di artisti che ha fatto di alcune di queste domande il tema centrale della propria ricerca. La transizione da analogico a digitale e l’accelerazione di internet e dei nuovi mezzi di comunicazione sta modificando profondamente il linguaggio video generando nelle loro opere scelte estetiche e formali ormai ben riconoscibili. Negli spazi della Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici Riccardi sono presentati video, film e video installazioni che rappresentano la varietà di mezzi e formati utilizzati nella pratica video contemporanea.

Con questa mostra Lo Schermo dell’Arte prosegue il proprio impegno, che ha contraddistinto i suoi dieci anni di attività, rivolto alla promozione e produzione delle opere di una nuova generazione di artisti visivi che lavora con le moving images. Tutti gli artisti selezionati infatti hanno partecipato, o lo fanno per la prima volta in questa edizione, ai due progetti più importanti che il Festival ha dedicato in questi anni ai giovani artisti: VISIO. European Programme on Artists’ Moving Images (2012-2017) e il Premio Lo schermo dell’arte Film Festival (2010 – 2013).

ATP: Dopo anni di ricerca, come hai visto crescere e mutare VISIO. European Programme on Artists’ Moving Images?

Leonardo Bigazzi: Certamente le relazioni internazionali e il network di istituzioni che stanno attorno al progetto sono stati ciò che ha fatto espandere il lavoro che è stato fatto in questi anni. Si sono aggiunti vari partner, penso ad esempio al Centro d’Arte WIELS di Bruxelles, penso anche alle relazioni che stiamo avendo con un publisher come Mousse che farà il libro il prossimo anno. È chiaro che si sperava che questa fosse la direzione che avrebbe preso il progetto, ma con una mostra come questa o la mostra che è stata fatta due anni fa a Palazzo Strozzi, ormai quello che sembrava un episodio sta diventando una costante e anzi mi sembra di poter dire che certamente c’è una crescita, anche rispetto alla scala di questa mostra.

In modo molto banale ovviamente il risultato di questo network di istituzioni si riflette nel numero di artisti che fanno domanda per partecipare: quest’anno siamo arrivati a quasi cento domande di partecipazione, pur essendo al sesto anno e quindi tanti artisti hanno già partecipato o sono stati scartati. Posso dire che nell’arco di sei anni siamo quasi a seicento artisti che hanno fatto domanda di partecipazione, quindi mi sembra che gli obiettivi di mettere insieme una comunità attorno a questo progetto certamente si stiano realizzando.

Heinz Peter Schwerfel, Live Art: Adrian Villar Rojas in Istanbul, 2016, still da film

Heinz Peter Schwerfel, Live Art: Adrian Villar Rojas in Istanbul, 2016, still da film

ATP: Si presenta anche molto ricco il programma di workshop. Anche in merito a questa sezione, quali sono gli appuntamenti che sottolineate per importanza?

Leonardo Bigazzi: Ci sono due appuntamenti pubblici legati ai progetti di VISIO e Feature Expanded. Uno sarà alle Murate, lo spazio d’arte contemporanea del comune di Firenze, mercoledì 15 dalle 11 alle 18. I 12 artisti di VISIO presenteranno il loro lavoro, faranno delle piccole lecture, presentazioni di 15 minuti in cui mostreranno al pubblico il proprio lavoro ed è un momento che abbiamo sempre pensato fosse importante fare all’inizio del festival perché è un modo anche fra di loro di presentare la propria opera a ciascuno e di conoscersi e allo stesso modo un momento pubblico per la città. L’altro momento invece è la tavola rotonda di Feature Expanded, che sarà a Palazzo Strozzi. Quest’anno sono particolarmente felice perché abbiamo invitato tre artisti a far parte della tavola rotonda Becoming a Feature, incentrata su questa ricerca, su questo interesse che gli artisti sempre di più nell’ultimo decennio hanno per la produzione di film, con una struttura narrativa chiara, per la distribuzione cinematografica. Mentre negli anni passati ci sono state delle tavole rotonde più tecniche, in questo caso ci interessava dare voce agli artisti, coinvolgendo tre artisti che sono in fasi diverse del loro primo film, e chiedere quali sono le ragioni che li hanno spinti a cominciare questa strada e fare in qualche modo un salto dalla sala espositiva al cinema.
Ci sarà Rä di Martino che ha appena finito il suo film, Controfigura, che sarà anche in programma al festival e che è stato presentato a Venezia, e quindi ci racconterà quale è stata la sua esperienza e i progetti futuri. Roee Rosen, un artista israeliano che quest’anno era a Documenta, che fa parte anche lui del programma e che invece sta lavorando al suo primo film, di cui ha fatto una prima presentazione al Fid Marseille e quindi, in qualche modo, è in fase di produzione del suo primo progetto di film per la distribuzione cinematografica. E la terza artista è Kasia Fudakowski che aveva partecipato l’anno scorso a Feature Expanded e ci porterà la sua esperienza del programma e quello che è venuto dopo, quello che è successo nell’anno successivo. E’ molto importante sottolineare che quest’evento è realizzato in collaborazione con In Between Art Film, società di produzione di Beatrice Bulgari, che è diventata partner di Feature Expanded quest’anno e ne siamo molto felici perché è il soggetto più attivo in Italia anche in grandi produzioni internazionali nel campo dei film d’artista per la sala cinematografica.

ATP: Quali sono le necessità che vi hanno portato a ideare il progetto Moving Archive? Qual è la sua funzione e, importante, è attivo anche oltre le giornate del festival? 

Silvia Lucchesi: Quest’anno con Moving Archive, come con il restante programma del festival, abbiamo voluto celebrare questi primi dieci anni di attività. Moving Archive è rivolto alle biblioteche e associazioni culturali di nove comuni della città metropolitana di Firenze ed è nato per cercare di incontrare un tipo pubblico diverso da quello che solitamente segue i progetti dello Schermo dell’arte, portando in luoghi diversi dalla sala cinematografica o dagli spazi museali film del nostro archivio. Chiunque potrà prenotarsi e vedere con le cuffie davanti a un monitor i film. Abbiamo un archivio così ampio di materiali presentati in questi dieci anni che ci sembra anche importante poter continuare a lavorarci sopra e credo che, sebbene sia nato appositamente per questi giorni del festival, un progetto come Moving Archive potrebbe avere un sua continuazione anche durante l’anno. Noi comunque con i film dell’archivio non smettiamo mai di lavorare, perché facciamo tantissime collaborazioni durante l’anno con altre istituzioni.

  Rä Di Martino, Controfigura, 2017, still da film

Rä Di Martino, Controfigura, 2017, still da film

Roee Rosen, The Dust Channel, 2016, still da film

Roee Rosen, The Dust Channel, 2016, still da film