Luca Massaro - La Tendenza - Installation view at Marselleria, Milan

Luca Massaro – La Tendenza – Installation view at Marselleria, Milan

Con il progetto di Luca Massaro, SCATTI – il programma di mostre promosso da Marsèll dedicato alla fotografia, cambia sede e si sposta negli spazi di Marsèlleria Permanent Exhibition in via Paullo, 12/A, sede per le future proposte fotografiche.

SCATTI giunge al suo 14° appuntamento – dopo aver ospitato Alan MaglioClaudia DifraSombrero TwistArianna ArcaraMara PalenaPetra ValentiMarta MarinottiShyla NicodemiFrancesco VillaAlessio CostantinoFrancesco DolfoAlessandro Mitola e Salvatore Delle Femmine – con La Tendenza, lavoro fotografico del giovane Luca Massaro.

Il titolo fa riferimento a un movimento d’idee celebrato in una mostra sulle architetture italiane tra il 1965 e il 1985 che ebbe luogo nel 2012 al Centre Pompidou di Parigi. Per “La Tendenza”, Massaro attinge dalla sua esperienza come fotografo commerciale, confondendo i confini tra commissione e installazione, pagina e parete, lavoro commerciale e personale. “La Tendenza”, nata come una commissione, diventa un ritratto soggettivo delle aspirazioni e fallimenti di questo periodo architettonico; fotografare significa documentare ma anche modellare una serie di tracce stratificate che, partendo dal passato, giungono a un presente che è già altro da sé, in quanto modifica e connota il futuro.

Luca Massaro - La Tendenza - Installation view at Marselleria, Milan .jpg

Luca Massaro – La Tendenza – Installation view at Marselleria, Milan .jpg

La Tendenza  © Luca Massaro

La Tendenza © Luca Massaro

La Tendenza  © Luca Massaro

La Tendenza © Luca Massaro

ATP: Quali sono le tue fonti d’ispirazione?

Luca Massaro: Non saprei, sono molto varie e in continua evoluzione. Per sintesi resterei su 3 miei coetanei, artisti diversissimi tra di loro, ma italiani 89+ che hanno collaborato con Gluqbar : Caterina Barbieri, Parasite 2.0, Giorgio Di Noto.

ATP: Come racconteresti la tua ricerca fotografica? 

LM: Facendo vedere le fotografie prima di tutto. Poi mi accorgo che consciamente o no, ritorno sempre sull’ambiguità e dualità del mezzo fotografico e sul rapporto tra immagine e parola. La mia ricerca si concentra sullo spazio invisibile che separa una fotografia dalla didascalia, la produzione di immagini dal loro consumo, nelle diverse forme di traduzione e trasmissione.

ATP: Sei più interessato a catturare l’istante o la durata intrinseca all’immagine?

LM: Mi interessano ugualmente l’istantaneità e la “vita” di un’immagine. L’installazione “La Tendenza” si concentra proprio sui tempi diversi dell’immagine fotografica: uno sdoppiamento dell’istante decisivo, il rapporto tra gli archetipi del passato e la loro documentazione fotografica, l’antitesi tra il titolo e le immagini, tra il tempo dell’architettura e della fotografia, tra “l’arte del tempo e la memoria degli spazi”.

ATP: Quando lavori a un progetto espositivo, solitamente cosa segui per scegliere le immagini? Qual è il filo conduttore?

LM: Ogni progetto è diverso e parto prima di tutto dalla caratteristiche della sede espositiva. In un’installazione cerco di creare un ambiente, almeno all’apparenza semplice e diretto, senza una narrazione con inizio e fine: mi concentro su poche immagini fondamentali e su una sola suggestione. Qui le 3 pareti di Marsèll funzionano come in un haiku, e le immagini mute dialogano con le parole ambigue. Nei progetti curatoriali di Gluqbar invece il filo conduttore è “la galleria senza pareti”, cioè un’architettura espositiva effimera e alterativa alla tradizionale esposizione fotografica lineare.

ATP:  In merito all’appuntamento da Marsèll Paradise, SCATTI, cosa racconti con la tua sequenza di immagini?

LM: “La Tendenza” nasce come commissione monografica sulle architetture di Aldo Rossi e del gruppo “La Tendenza”: alcune foto sono state pubblicate su magazine e editoriali e altri outtake mi erano rimasti in testa come ritornelli. La mia vita di fotografo è divisa tra progetti personali (libri e mostre) e commissionati (ritratti e moda), quindi quando sì è presentata l’occasione di esporre in un luogo che da 10 anni supporta l’arte tramite il lavoro nella moda, ho voluto mettere in evidenza questa dualità biografica, espositiva e semantica. La parola “La Tendenza” (scelta da Aldo Rossi per il gruppo architettonico) all’entrata della mostra dialoga con le immagini. Nella stampa fotografica allargata a 2.5 metri (tanto da diventare un’immagine immersiva quasi astratta) si legge anche la parola “Poesia” in una vetrina del Gallaratese, restituendo una chiave di lettura personale di una location brutalista diventata un trend (una “tendenza”) ripetitiva dell’editoriale di moda e dell’era digitale.  Mi ha fatto piacere che all’opening alcuni abbiano letto la sequenza come semplice e personale fotografia d’architettura, mentre altri come riflessione critica e autocritica, contrapposizione tra archetipi del passato e la pseudo-previsione del futuro: di come la fotografia possa intercettare lo zeitgeist di un periodo storico e trasformalo in una narrazione personale, in un’immagine di uno spazio senza tempo.

ATP: Progetti futuri?

LM: Ho quasi finito il progetto di libro, mostre e presentazioni degli ultimi 3 anni, “Vietnik” (vietnik.com). Ho qualche commissione e collaborazione importante che spero porteranno visibilità a me e allo studio e un po’ di soldi da reinvestire nei progetti personali e collaborativi di Gluqbar Studio/Gallery & Editions. Non vedo l’ora di rilassarmi in vacanza, ma da settembre riapriamo anche Gluqbar con una festa e nuovi progetti, parallelamente a Vietnik, all’intersezione di immagine e suono (www.gluqbar.xyz).

La Tendenza  © Luca Massaro

La Tendenza © Luca Massaro

La Tendenza  © Luca Massaro

La Tendenza © Luca Massaro

La Tendenza  © Luca Massaro

La Tendenza © Luca Massaro

La Tendenza  © Luca Massaro

La Tendenza © Luca Massaro

La Tendenza  © Luca Massaro

La Tendenza © Luca Massaro