Grazie ad Andrea Balestrero

cara E.,

ti scrivo dal giardino dell’hangar bicocca, molta gente e non (solo) la solita gente. Grazie all’aggiunta di bookshop e bar riusciamo finalmente ad accalcarci anche qui. In un posto così enorme da dare le vertigini.
Atmosfera un po’ più fighetta di un tempo, ma gradevole e non si è più in mezzo ad un deserto metropolitano.
Riuscirà a risultare attrattivo anche oltre alle serate di inaugurazione? Qualche dubbio serpeggia tra i presenti… Data la collocazione urbana dipenderà molto dalla programmazione degli eventi.
Sarebbe chiedere troppo qualcosa come l’accoppiata Y.A.P. + Warm Up del PS1? Il luogo di per sé si presterebbe a cose anche più spettacolari!
Per il momento, accanto alle altissime torri di Kiefer, lunghissimo corridoio ed immensa montagna di stracci di Boltanski, grandi proiezioni di Carlos Casas, un po’ defilato il colonnato Melting pot 3.0 di Stefano Boccalini “piattaforma in cui le dinamiche interne al quartiere Bicocca, prodotte da alcune attività culturali di diversa natura, potranno innestarsi attivamente”.
Insomma, il fatto di essere all’altezza della situazione qui si misura innanzi tutto in metri!
Sulle mostre, pareri discordanti tra gli amici.
Chapeau per la “Sequenza” di Melotti e per averne finanziato il restauro.
Valeva il viaggio.

Tuo affezionatissimo.

A.