Report di Ruggero Barberi

Parte con molto anticipo il percorso che culminerà nel 2020 con la produzione della diciassettesima Quadriennale di Roma, si tratta di un cammino innovativo e che prevede di apportare risultati anche all’infuori dall’esposizione stessa. Ad ospitare la presentazione la cornice dell’Ex GIL – storico edificio degli anni Trenta, progettato da Luigi Moretti – finito di ristrutturare recentemente dalla Regione Lazio a suon di milioni. Sullo sfondo della sala un grande schermo che riproduce immagini delle prime Quadriennali, proprio per puntare il dito sull’importanza dell’archivio di proprietà dell’istituzione, anche ai fini di un possibile sostegno derivabile dall’Art Bonus, che supporta, tra le altre attività, pure quella archivistica.

A rompere gli indugi Franco Bernabè – direttore per il secondo anno consecutivo, nonché presidente della Biennale di Venezia del 2003 e presidente del MART di Trento e Rovereto dal 2004 al 2014 – il quale introduce subito la nuova formula adottata per la prossima edizione: per la prima volta nella sua storia la Quadriennale ha un suo direttore artistico, una figura scelta a partire da un bando pubblico lanciato l’estate scorsa, indirizzato a curatori e direttori di qualsiasi età. Una selezione partita da 116 candidature che tramite metodiche scremature, ha portato alla nomina del progetto vincitore, quello di Sara Cosulich, per via soprattutto della sua internazionalità e dell’intento di realizzare un sistematico networking tra artisti e curatori, ma non solo, anche con tutte le realtà attive nel Paese che hanno a cuore la produzione artistica nazionale.

Ecco le parole di Sara Cosulich, finemente introdotta da Franco Bernabè, che illustra le iniziative del suo progetto, dopo i doverosi e cordiali ringraziamenti:

Siamo partiti subito e sento il privilegio di poter lavorare con un progetto a lungo termine. Sono stata scelta non solo per la curatela della mostra che si terrà nel 2020, ma anche per compiere un programma lungo un triennio, sicuramente mirato a costruire un’esposizione più interessante e completa possibile, però soprattutto per dare forza all’istituzione tramite modalità diverse, rese possibili, nello specifico, da tre iniziative: la prima è Q2020, che rappresenta il percorso preparatorio di ricerca e culminerà con la mostra stessa; la seconda è Q-INTERNATIONAL, un’iniziativa di supporto dell’arte italiana all’estero, che ritengo in questo momento storico necessaria; la terza è Q-RATED (che suona come “curated”), un’iniziativa di “formazione allargata” sul nostro territorio, per creare delle occasioni di scambi tra addetti ai lavori e per dare l’opportunità, ai nostri curatori e artisti, di relazionarsi con figure dell’arte internazionale.

Altre parole sul ruolo dell’Istituzione: Ci tengo molto al ruolo della Quadriennale di proporsi come interlocutore e come punto di riferimento in Italia, ma anche all’estero, proprio per ricordare che la missione di supporto e promozione dell’arte italiana può essere portata avanti con continuità.

Sara Cosulich elenca con ciò quelle che sono le parole chiave per il suo programma: Pluralità, ricerca, dialogo, attenzione al display di questa bellissima sede che è il Palazzo delle Esposizioni.

Sarah Cosulich - Foto Dario Muzzarini

Sarah Cosulich – Foto Dario Muzzarini

La Cosulich poi entra nel dettaglio con la descrizione delle iniziative che rappresentano la vera novità: Come nasce Q-INTERNATIONAL. La mia esperienza di curatrice ha portato l’attenzione sul fatto che è prassi, quando si invitano gli artisti, capire subito se esistono delle istituzioni nel loro paese in grado di sostenere alcuni costi relativi alla produzione e budget annessi. L’artista svizzero può contare su Pro Helvetia, l’artista olandese sa di poter accedere all’application di Mondriaan Fund, anche gli artisti scandinavi hanno questa opportunità con lo Iaspis. Ma se un’istituzione straniera volesse coinvolgere un artista italiano, a chi deve rivolgersi? La lacuna che c’è in questo punto nel nostro paese purtroppo ci depriva non solo di possibilità per gli artisti, ma anche di scambi e di una presenza maggiore dell’arte internazionale presso di noi. Allora si è pensato che la Quadriennale potesse assumere anche questo ruolo, farne in questo senso un riferimento, con una struttura agile e flessibile di finanziamento, utile a supportare voci di spesa pure di piccole entità. Per approntare ciò stiamo costruendo un comitato scientifico composto da Cristiana Collu, Alberto Garutti, Cesare Pietroiusti, Andrea Viliani, con i quali sceglieremo insieme i progetti da supportare. A tale scopo apriremo due bandi internazionali all’anno – il primo verrà pubblicato a fine aprile – aperti a istituzioni, musei, centri di arte contemporanea, esteri che desiderino ospitare il lavoro di artisti italiani. In questo modo si promuovono i nostri artisti e, non da meno, si fa conoscere l’istituzione all’estero, con l’auspicio di diventare un interlocutore trasparente, flessibile, attento anche a mappare l’attività artistica italiana al di fuori dei confini nazionali. Naturalmente speriamo pure di attirare per tali motivi sponsor e nuovi partner, che ci aiuteranno a far crescere il progetto.

Continua la Cosulich a illustrare l’altra iniziativa a lungo termine: Q-RATED è una iniziativa più legata al territorio italiano, essenzialmente composta da due progetti: dei workshop di tre giorni, realizzati tre volte l’anno in diverse città italiane come Roma, Palermo, Torino, Napoli, Venezia, Milano, e saranno aperti a dieci artisti e due curatori italiani di età compresa tra i 21 e i 32 anni, i quali dialogheranno con figure internazionali molto attive, in grado di portare stimoli, ricerca e scambio. Il primo seminario si terrà a Roma per l’inizio di luglio, nella sede di Villa Carpegna, e avremo come tutor il curatore francese Pierre Bal-Blanc, la curatrice americana direttrice della Kunsthalle di Basilea Elena Filipovic e l’artista britannico multimediale James Richard. Anche qui apriremo dei bandi che usciranno sul sito della Quadriennale e che saranno comunicati il più possibile; i candidati verranno selezionati internamente, con l’aiuto dei tutor. La Quadriennale punta in questo modo a fare un’attività di ricerca, che potrebbe influire sullo stesso risultato finale, in quanto vorremmo che questo rappresenti il più possibile una pluralità di linguaggi e di visioni, si prevede infatti di conoscere approfonditamente quasi una novantina di artisti con questo metodo. Se i workshop saranno necessariamente a porte chiuse, l’altro progetto sarà accessibile a tutti, si tratta di un simposio annuale, il quale si terrà a Roma, e che compendierà i risultati delle ricerche effettuate. Sarà anche un’occasione di affrontare delle tematiche dell’arte italiana, attraverso però “narrazioni alternative”, tematiche quindi che non sono state ancora approcciate in campo istituzionale, elementi della cultura italiana sommersa per affrontare i quali vorremmo coinvolgere grandi figure di addetti ai lavori, anche ricercatori italiani che lavorano all’estero.

Conclude il suo intervento parlando di un’ultima novità, della figura che la affiancherà in quanto co-curatore, Stefano Collicelli CagolStefano viene ad arricchire lo staff della Quadriennale, mi accompagnerà in questo percorso e al tempo stesso sarà coordinatore assieme a me delle iniziative appena esposte, mi aiuterà moltissimo nella ricerca, contribuirà insomma a dare profondità e pluralità. Per realizzare al meglio le iniziative infatti vorremmo girare l’Italia, visitare gli studi d’artista, connetterci con le istituzioni, connetterci con il tessuto di questa città, del sistema Italia in generale, ascoltare i vari operatori del settore, dalle gallerie ai musei. Ringrazio anticipatamente tutti coloro che faranno parte di questo percorso e coloro che ci permetteranno di comunicarlo, rendendolo efficace sin da subito.

Per ulteriori informazioni:

— COMUNICATO STAMPA Quadriennale 2020
— BANDO QR ROMA 

— SCHEDA Q-RATEDsc
— SCHEDA Q-INTERNATIONALsc

Stefano Collicelli Cagol - Foto Dario Muzzarini

Stefano Collicelli Cagol – Foto Dario Muzzarini