Foto Corps Citoyen
Foto Emilia Vergilnelli – Io non sono nessuno

Tra i primi festival a resistere scegliendo un format suddiviso in tre tappe, Santarcangelo Festival torna dal 3 al 6 dicembre con Winter Is Coming secondo atto di questo cinquantennale che si concluderà nell’estate 2021. Un’inedita programmazione invernale che porterà nel rinnovato Teatro Il Lavatoio di Santarcangelo di Romagna e al Teatro degli Atti di Rimini, Villa Torlonia di San Mauro Pascoli e Teatro Petrella di Longiano, dodici compagnie / artiste e artisti indipendenti o emergenti, che debutteranno con alcune opere prime o creazioni mai presentate in Italia. Un atto che la stessa organizzazione del Festival considerata doverosa alla luce della situazione di incertezza che ha colpito i tantissimi eventi culturali e soprattutto i lavoratori e lavoratrici dello spettacolo dal vivo.

“Winter is coming” ricorre con insistenza nel fenomeno mondiale televisivo Game of Thrones, una frase utilizzata ormai anche in modo ironico, ma che nel suo utilizzo originario evoca il buio, la paura di un futuro freddo e devastante. Per Enrico Casagrande il Festival ha “voluto cavalcare con ironia questo mood, sfidandolo e ponendosi alla ricerca di alleanze fresche e determinate” nella convinzione che le sfide possano sconfiggere l’ignoto. Ed è proprio nell’intento di immergersi nell’oscurità per far emergere voci e forme sceniche anomale, che la programmazione invernale di Santarcangelo si delinea come una piattaforma in cui troveranno spazio nuove proposte, processi in divenire, proliferazioni di idee. Più che un Festival dedicato agli emergenti, Santarcangelo si pone con questa seconda tappa come un Festival di emergenze, concepite come nuove apparizioni. Se in estate il tema Futuro Fantastico ha fatto di Santarcangelo uno spazio di creazione di possibilità, Winter Is Coming insiste sulla possibilità di realizzarle e sul ruolo che un Festival come Santarcangelo ha nel supportare le nuove generazioni di artisti/e, in grado di scardinare e smantellare paradigmi obsoleti.

In occasione del lancio di questa seconda programmazione, Santarcangelo Festival ha svelato gli appuntamenti previsti. In prima nazionale Io non sono nessuno di Emilia Verginelli, un progetto teatrale/documentario sulle relazioni che si creano all’interno di una casa famiglia portato in scena attraverso il rapporto con Muradif Hrustic, uno degli ospiti della struttura in cui Emilia lavora come volontaria. Il rapporto con l’altro è al centro dell’indagine de GLI ALTRI di Corps Citoyen per la regia di Anna Serlenga, uno spettacolo in evoluzione che combina interviste, video, canzoni, narrazione e bio-fiction, per interrogare la nostra eredità coloniale; e del progetto Virtual Studies for a Dark Swan, dell’etiope Selamawit Biruk, una coreografia trasmessa attraverso una residenza digitale da Nora Chipaumire per il Festival B-Motion e rivisitata nella cornice del progetto Boarding Pass Plus Dance. Tra danza e live concert si muove PA.KO doble di Paola Stella Minni e Konstantinos Rizos, un duo italo-greco basato in Francia dalla poetica eccentrica e dirompente. La forma musicale torna nel live set/concerto Romantic Disaster dei Madalena Reversa che crea un cortocircuito tra romanticismo e cambiamento climatico.

Foto Nova Melancholia
Foto Selamawit Biruk © Nicoletta Antonio – Foto Riccardo Panozzo

Prima coreografia per Gloria Dorliguzzo è Folk Tales, nella quale il palcoscenico diventa una scacchiera/campo di battaglia per due danzatrici in lotta con lo scorrere del tempo; mentre Immagina un paesaggio eroico di Nova Melancholia, collettivo internazionale basato in Grecia, trasforma le “Letters from Prison” della rivoluzionaria marxista Rosa Luxemburg in una composizione scenica dal forte impatto visivo. Infine sarà presente al Festival con uno speciale djset il duo icastico ANKKH con HY.P.E.R., giovani artisti visivi e performativi che incarnano “un nuovo movimento di esseri mutat* risvegliat* e androgin*”.

Fondamentale per la reazione di fronte a qualsiasi scenario futuro possibile, è l’aspetto educativo. Per questo Santarcangelo ha scelto di dedicare una sezione di Winter Is Coming ad un’anteprima di A School with a view, programma internazionale concepito dalla direzione artistica di Motus nel 2019/20 in collaborazione con alcune importanti istituzioni formative europee quali KASK di Gent, DAS Theatre di Amsterdam, La Manufacture di Losanna, DAMU di  Praga e IUAV – Teatro e arti performative di Venezia. Il progetto, che riflette sul ruolo delle scuole di arti performative come spazi di immaginazione criticae cambiamento radicale, è posticipato a luglio 2021, ma alcune tracce verranno già presentate in questo secondo atto di dicembre 2020. Dallo IUAV arriva il collettivo Extragarbo, che produce due spettacoli, Rovinati di Leonardo Schifino, una ricerca investigativa su una serie di strani eventi la cui imprevedibilità degenera in un club allucinatorio, e Call Monica dell’omonimo gruppo, una riflessione sullo sguardo come costruzione e vettore di potere a partire dal corpo femminile in scena; Pankaj Tiwari performer indiano da DAS Theatre di Amsterdam curerà uno spazio speciale a Santarcangelo e Simon Beatens, artista e curatore diplomato al KASK di Gent, presenterà per la prima volta in Italia Liquid Dreams, una performance sul nostro ossessivo rapporto con il digitale, dove il video sostituisce l’attore.

Nella prospettiva di dare sostegno e spazio ad alcuni delle artiste e artisti che dovevano essere coinvolti nel Festival a luglio 2020 e nel tentativo di creare  tessuto flessibile per accogliere esperienze divergenti che non hanno ancora trovato spazio nel sistema ufficiale, santarcangelo due importanti incontri pubblici che saranno fruibili anche online. Il primo, Dopo la fine del mondo: teatro per bande, gruppi, e predatori solitari curato da Motus (sabato 5 dicembre) intende dare voce alle artiste e agli artisti ospiti che stanno in questi difficili tempi intraprendendo percorsi di autonomia rispetto alle maglie del sistema. Il secondo incontro, curato da Chiara Organtini Pelli cangianti: identità interculturali, corpi e drammaturgie mutanti (domenica 6 dicembre) sarà l’occasione di un nuovo confronto tra gruppi composti da membri provenienti da culture eterogenee. Percorsi artistici che offrono una fotografia del presente socio politico sfidando la retorica della semplificazione nazionalista.

Foto Paola Stella Minni