Barokthegreat,   Victory Smoke

Barokthegreat, Victory Smoke

Testo di Valeria Marchi

A pochi giorni dalla conclusione della 44esima edizione del Festival Internazionale del Teatro in Piazza di Santarcangelo di Romagna,  una breve intervista alla formazione veronese Barokthegreat: impressioni dell’esperienza e della loro ultima produzione Victory Smoke.

Corriere di Romagna: «Il tema è la vittoria in tutte le sue sfumature. I danzatori-cacciatori cercano di catturare qualcosa di indefinito, una preda mai descritta, che però continuerà a sfuggire, non riusciranno mai ad averla. Proprio questo senso di sospensione, di impotenza è lo stato d’animo che vogliamo rappresentare. Stato d’animo diffusissimo nella società di oggi formata da persone sempre più perse, incapaci di ottenere ciò che vogliono, sopraffatte dal tempo che scorre velocemente»

Valeria Marchi: Com’è stata l’esperienza Santarcangelo 14? Se avete visto altri lavori di quest’edizione, che impressioni avete raccolto? Quali gli spettacoli più interessanti?

Barokthegreat: I giorni passati a Santarcangelo si sono concentrati soprattutto sul nostro lavoro. Lo spettacolo alle spalle aveva solo il debutto, una sola replica in uno spazio parecchio diverso, per questo abbiamo sfruttato tutto il tempo e lo spazio a disposizione per verificare alternative e testare nuove idee che abbiamo portato. Abbiamo inaugurato l’hangar Bornaccino, uno spazio utilizzato per la prima volta e siamo molto contenti dell’allestimento delle sale, sicuramente potrà solo che migliorare. Sul festival in generale si respirava dell’esotico e del popolare, forse un buon punto per andare a capo.

VM: Come è nata l’idea di Victory Smoke e come si è configurato il lavoro durante le residenze di produzione a Santarcangelo e a Verona? Quali sono i punti di riferimento di questa Vittoria, protagonista della scena?

Barokthegreat: I nostri spettacoli nascono da delle domande poste nella vita reale, cerchiamo di rappresentare stati d’animo che ci toccano e che spesso non afferriamo razionalmente. Victory Smoke è palesemente un lavoro su qualcosa che non si riesce a raggiungere, una domanda sul senso dell’attesa e l’utopia, su ciò che ormai oggi è fandonia. Non da risposte. Un’immagine chiara della vittoria non riusciamo ad immaginarcela. Nello spettacolo ne citiamo tante, ma poi il punto cardine coincide con la sospensione e la capacità di non riuscire a descriverla. Lo spettacolo si è costruito attraverso molte prove e incontri a Verona dove si è creata la dimensione musicale e la coreografia. La scena e le luci le abbiamo ideate in astratto aiutandoci con dei modellini e poi una volta arrivati al teatro il Lavatoio di Santarcangelo abbiamo testato e unito tutti gli elementi.

VM: Alcuni parlano di un aspetto tribale e corale nei vostri lavori: vi piace questa definizione? Come potreste approfondirla in qualche riga?

Barokthegreat: Il tribale e il corale li sentiamo come espressione del gruppo, sono aspetti immediati che ci riguardano. Ci piace cercare la fisicità delle sensazioni, sentire il suono della corda e della pelle che vibra, l’intesa tra i corpi, interpretiamo tutti la stessa idea con le nostre singolarità. Barokthegreat è un progetto nelle mani del tempo.

Barokthegreat,   Victory Smoke

Barokthegreat, Victory Smoke

Barokthegreat,   Victory Smoke

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