Cerith Wyn Evans Composition for 37 Flutes (in two parts), 2018 Installation view at Pirelli HangarBicocca, Milan, 2019. Courtesy of the artist; White Cube and Pirelli HangarBicocca. Photo: Agostino Osio

Domenica 9 febbraio alle 19,30 il Public Program di Pirelli Hangar Bicocca – che si distingue per un calendario di eventi per il pubblico dal carattere multidisciplinare tra visite, proiezioni ed eventi performativi – propone una sound performance “a due voci” all’interno degli spazi della mostra “….the Illuminating Gas di Cerith Wyn Evans (a cura di Roberta Tenconi e Vicente Todolí, visitabile fino al 23 Febbraio 2020): una serata dedicata alla musica elettronica e pensata dal curatore musicale portoghese dell’Hangar Pedro Rocha, ad ingresso libero fino a esaurimento posti (registrazioni all’evento dalle 18.30) e su prenotazione per i possessori della Membership card. Gli spazi della mostra saranno dunque animati dalla ricerca sonora di due protagonisti seminali dell’ambito elettronico e collaboratori dell’artista Evans: si inizia con un opening act di Russell Haswell e a seguire si continua e chiude con una performance per voce ed elettronica di Keiji Haino.

Russell Haswell (Coventry, Uk, 1970) è un artista multidisciplinare conosciuto soprattutto per la sua produzione musicale e il suo approccio trasversale che abbraccia le arti visive nutrendosi di collaborazioni importanti con artisti come Aphex Twin, Pan Sonic e Florian Hecker. “Il suo approccio radicale alla musica elettronica è accompagnato dalla ricerca di sonorità estreme e volutamente caotiche”. Per un ascolto preparatorio

Keiji Haino (Chiba, Giappone, 1952) è considerato uno degli artisti più influenti del panorama sperimentale contemporaneo, attivo sin dai primi anni ’70. Narra di essersi avvicinato alla musica dopo aver sentito la canzone When the music’s over dei Doors ed esordisce nel 1971 con il gruppo noise-rock Lost Aaraff. Raggiunge la notorietà col trio Fushitsusha ma inizia la carriera solista con l’album Watashi Dake? (1981): “con Haino la tradizione del noise giapponese si mescola a quella del blues e del free jazz, creando un genere nuovo ed inimitabile”. Haino è stato coinvolto in numerose collaborazioni e ha lavorato con tantissimi artisti tra cui: Faust, Kazuo Ohno, Derek Bailey, Min Tanaka, Loren Connors, John Zorn, Makoto Kawabata, Pan Sonic, Boris, Stephen O’Malley, Oren Ambarchi, Jim O’Rourke e Charles Hayward. “Da più di trent’anni Keiji Haino esplora l’intero panorama delle musiche di ricerca e tradizionali del presente dando vita a performance in cui la riscoperta del suono investe qualsiasi tipo di strumento, dalla chitarra alla voce, dalla batteria elettronica al set di gamelan indonesiano”. Le sue sonorità sono caratterizzate da una straordinaria libertà stilistica e da una notevole intensità emozionale, inquietante e misteriosa.