Il grande “affresco su carta” di ruby onyinyechi amanze alla Collezione Maramotti

Lontana dall’obiettivo di raccontare attraverso il suo lavoro una storia, amanze indaga attraverso la propria pratica ed esperienza artistica il significato stesso della costruzione di un disegno, analizzandone le singole parti appunto ed osservandone l’insieme costituito.
2 Marzo 2021
ruby onyinyechi amanze HOW TO BE ENOUGH – exhibition view Collezione Maramotti, 2021 Ph. Roberto Marossi
ruby onyinyechi amanze HOW TO BE ENOUGH – exhibition view Collezione Maramotti, 2021 Ph. Roberto Marossi

Nata come spazio dedicato alla progettazione di nuovi modelli e tessuti al tempo della factory della Maramotti, la Pattern Room dell’oggi sede della Collezione torna ad ospitare un progetto appositamente realizzato per l’ambiente. Ad essere incoraggiata in una nuova sperimentazione è questa volta ruby onyinyechi amanze, giovane artista nata in Nigeria, cresciuta nel Regno Unito e attualmente con base tra Philadelphia e New York, alla sua prima personale in Italia. Frutto di un lavoro a distanza e di un continuo confronto con lo staff della Collezione, HOW TO BE ENOUGH si compone di 15 fogli di carta di dimensioni variabili che si estendono a tutta altezza e larghezza sulla lunga parete centrale della sala visibile dalla vetrata del giardino interno. 

Un grande “affresco su carta” che osservato da lontano, da questa finestra sullo spazio della sperimentazione, sembra fluttuare nel bianco della stanza, ma che da vicino rivela tracce capaci di dare profondità. La carta, in realtà sollevata dal muro, a tratti strabordante in altri frenata rispetto all’altezza della parete, assume le proprietà di un materiale plastico da modellare. Un approccio alla bidimensionalità che deriva dagli studi tessili e fotografici dell’artista e che la portano a lavorare contemporaneamente sui concetti di superficie e di processo. Anche gli spazi apparentemente bianchi diventano così più che solo carta trasformandosi in superfici cariche di memoria impressa con segni, tratti e cancellature. Le tecniche di disegno sulle quali amanze si concentra da anni spaziando tra grafite, acrilici, matite colorate, inchiostro, evidenziatore e vernice, diventano strumento per trasformare la spessa carta cotone in una struttura a più livelli di profondità, all’interno dei quali l’artista si immerge per muovere e coreografare. Ed è proprio attraverso la danza, e l’architettura, che è possibile leggere il lavoro di amanze che si pone nei confronti del disegno come una coreografa che muove i propri ballerini pensando al movimento di insieme finale. Come nella costruzione di una coreografia o di un alfabeto, ad una diversa combinazione delle singole unità – danzatore o lettera – corrisponde una narrazione finale differente. 

ruby onyinyechi amanze HOW TO BE ENOUGH – exhibition view Collezione Maramotti, 2021 Ph. Roberto Marossi
ruby onyinyechi amanze HOW TO BE ENOUGH 2021 mixed media on paper 311 x 1780 cm detail Ph. Roberto Marossi

Il primo elemento in HOW TO BE ENOUGH è Ada, l’alter ego di amanze al tempo del suo periodo in Nigeria e protagonista di cinque dei disegni realizzati. E’ dalla sua figura nei panni di tuffatrice o ballerina, dalla combinazione del suo corpo con quelli di altre creature, che prende vita una narrazione stratificata che appare spontanea e naturale, ma che è in realtà estremamente calcolata e non lineare. amanze si insinua nelle pieghe dell’opera per dare vita a scenari fluidi, stratificati e immaginifici. Insieme ad Ada, in questo racconto a più livelli autonomi e interconnessi, si muovono motociclette, architetture e bacini d’acqua. Un elemento quest’ultimo che diventa per amanze occasione di sperimentazione con il mezzo pittorico propriamente detto, ma che assume qui per l’esperienza personale dell’artista anche un rimando al suo concetto di casa: uno spazio senza confini nel quale vivere. Carta, creature ibride come ada the Alien e audre the Leopard, danzatori, elementi architettonici, piscine e tuffatori, motociclette e uccelli sono elementi che ritornano e si ricombinano tra loro in infinite configurazioni possibili, personaggi che interagiscono tra loro come soggetti di un universo familiare, avvicinandosi, allontanandosi, offrendo protezione gli uni agli altri.

Invitata a realizzare questo progetto dalla Collezione nel 2019, amanze sperimenta per la prima volta una scala monumentale portando con sé alcuni disegni che sono con lei da più tempo e altri più recenti, ciascuno dei quali arricchisce la narrazione di un ulteriore strato, un’ulteriore memoria processuale, messa in luce dalla scelta di dare a ciascun disegno un titolo. Lontana dall’obiettivo di raccontare attraverso il suo lavoro una storia, amanze indaga attraverso la propria pratica ed esperienza artistica il significato stesso della costruzione di un disegno, analizzandone le singole parti appunto ed osservandone l’insieme costituito. Il vero protagonista della ricerca risulta così essere lo spazio inteso come una realtà fisica, architettonica, ma anche come dimensione mentale, emozionale e mobile, in cui emergono e si sovrappongono piani diversi, e di fronte al quale lo stesso spettatore può entrare in una forma di relazione anche senza conoscerne i riferimenti oppure porsi come spettatore esterno davanti a quello che assume la forma di un vero e proprio diorama.

ruby onyinyechi amanze HOW TO BE ENOUGH 2021 mixed media on paper 311 x 1780 cm detail Ph. Roberto Marossi
ruby onyinyechi amanze HOW TO BE ENOUGH – exhibition view Collezione Maramotti, 2021 Ph. Roberto Marossi
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