Tra reale e virtuale | Gianna Rubini, Agnese Spolverini e Maria Chiara Ziosi

Sono tre le protagoniste dell’undicesima edizione di Mirror Project a Torino presso Barriera. Il programma espositivo, rivolto ai partecipanti del corso di studi e pratiche curatoriali CAMPO, è in collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.
5 Giugno 2021
Associazione Barriera – PILLOWS LIKE PILLARS – Foto Studio Abbruzzese

Pillows like pillars è una mostra intima e suggestiva nella quale le opere in esposizione sembrano manifestare un carattere introspettivo, come se volessero celare in parte la loro natura. L’intera operazione, curata da Stefano Volpato, vede per la prima volta in dialogo Gianna Rubini, Agnese Spolverini e Maria Chiara Ziosi, artiste emergenti che lavorano su differenti livelli visuali e in osmotica connessione, parafrasando Democrito, tra la conoscenza razionale e quella sensibile.
Oggi quel limes, ripensato in chiave contemporanea come un incontro tra dimensione pubblica e privata, viene percepito come flebile intermezzo divisivo, fortemente compromesso da uno sviluppo esibizionista e senza controllo della società dell’immagine e dalla presenza invadente e onnipresente del world wide web. Lo spazio espositivo è un incubatore industriale che amplifica parte di quell’estetica del quotidiano raccontata in modo minimal dalle autrici che muta in oggetto, parola, suono, audio, video e materia.

L’opera di Maria Chiara Ziosi (Cento, FE, 1995) indaga con metodologia antropologica l’immaginario tratto dalla narrativa del doomer, inserita nella più grande famiglia dei meme e dalla quale l’artista riformula graficamente sopra coperte di pile gesti, personaggi ed espressioni linguistiche diffuse e generate principalmente sul web. 
Anche in Nickname generator, anomala composizione di sedie in plastica, Ziosi tatua un crash visivo e riflessivo di meta- coscienza di virtuale. 

Associazione Barriera – PILLOWS LIKE PILLARS – Foto Studio Abbruzzese

Il lavoro sintetico di Gianna Rubini (Vicenza, 1993) prende forza a partire dall’architettura del luogo, segnando perimetri netti e definiti che corrono sui muri e sulle colonne portanti dell’edificio fino a smaterializzarsi in un labirintico QR code. Da questo dispositivo virtuale emerge un inedito archivio outsource, raccolto in anni di registrazione tra l’artista e l’assistente digitale del proprio smartphone, un monologo di valore psicologico, visionario e interiore che coinvolge e mette alla prova su più strati l’intelligenza artificiale.
In pochi metri Agnese Spolverini (Viterbo, 1994) mette in scena un’effimera e sentimentale percezione dell’abitare, dove si alternano oggetti del quotidiano, conversazioni intime e un video intenso che simula momenti di fragilità, erotismo e violenza nei confronti dell’altro. 

Nell’economia della mostra il vuoto domina lo spazio, ma diviene parte del tutto facendo emergere un processo di trasformazione silente, si passa lentamente da una dimensione statica a una fluidità relazionale che accoglie e coinvolge lo spettatore.

Fino al 12/06

Associazione Barriera – PILLOWS LIKE PILLARS – Foto Studio Abbruzzese
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