Valerio Rocco Orlando, Dialogue with the Unseen, 2014-2019. Production still. Courtesy dell’artista

Lo spazio delle Culture Khaled al-Assad ospita fino al 16 giugno Dialogue with the Unseen, il film realizzato da Valerio Rocco Orlando in Israele e Palestina e per la prima volta esposto al pubblico. L’installazione presenta due schermi adiacenti che dialogano tra loro e restituiscono un’immagine complementare, ma con tonalità contrastanti, di questo viaggio spirituale e politico. Sulla destra racconti legati al divino, al contatto con la natura e al rapporto con la società sono al centro delle conversazioni tra Saleh Bakri, icona di riferimento della scena cinematografica e teatrale del Medio Oriente, e due giovani autori palestinesi.
La poetessa Asmaa Azaizeh passeggia per la vecchia Haifa, importante porto e centro industriale, e riflette sugli elementi conflittuali che caratterizzano la società odierna e l’inutilità della paura, mentre il rapper Eisa Khalifa si trova sul Monte del Precipizio con lo sguardo rivolto verso Nazareth e racconta del suo vissuto e della spiritualità come forza per affrontare la vita. Questi dialoghi sul sacro e l’invisibilità, sul senso di appartenenza e sull’identità culturale sono attraversati da immagini che richiamano lo schermo installato a sinistra in cui scorre in loop la scalata di Saleh Bakri in cima al monte Negev, dove si trova il cratere di Makhtesh Ramon. Il video, senza suono e dai colori freddi, si contrappone ai racconti intimisti e appassionati dei tre protagonisti, illuminati dalla forte luce rossa del tramonto.

Di seguito alcune domande all’artista Valerio Rocco Orlando

Martina Matteucci: Come nasce la collaborazione con Saleh Bakri?

Valerio Rocco Orlando: Questo lavoro è nato nel 2014, quando ho incontrato per la prima volta Saleh Bakri, nella sua casa di Haifa. Attraverso un dialogo costante e un confronto che ha superato le difficoltà della guerra e dell’occupazione, abbiamo deciso, assieme, di dare vita a una narrazione inedita della Palestina, con l’obiettivo di valicare il tema del conflitto. Quel che mi interessa infatti sono le strategie che gli individui attivano a livello comunitario e individuale per superare il trauma. Credo che questo sia poi la funzione dell’arte: spostare la prospettiva rispetto ai punti di vista a cui siamo abituati, per non continuare a perpetuare sempre lo stesso schema.

Valerio Rocco Orlando, Dialogue with the Unseen, 2014-2019. Production still. Courtesy dell’artista
Valerio Rocco Orlando, Dialogue with the Unseen, 2019. Installation view, MUDEC, Milan Ph. Francesco Dolfo

MM: Il sociologo italiano Sabino Acquaviva teorizza la scomparsa del sacro dalla vita quotidiana e sostiene che nella società moderna si assiste ad un fenomeno di dissacrazione e svuotamento di significato dei riti in un processo di “eclissi del sacro”. Come si realizza, secondo te, il rapporto con il sacro nell’epoca contemporanea?

VRO: Attraverso la relazione con l’altro.

MM: Cos’è per te l’Invisibile?

VRO: Molteplici sono le risposte a questa domanda. Il mio desiderio è che ogni spettatore, visitando la mostra, ascoltando i dialoghi e camminando nello spazio del Mudec che ospita in questi giorni l’installazione sia invitato a trovare la propria risposta. Che cos’è dunque l’Invisibile per te?

In occasione della mostra è previsto Giovedì 13 giugno 2019 alle ore 18.30 un incontro aperto al pubblico con Saleh Bakri, Valerio Rocco Orlando e Alessandra Pioselli: un dialogo sull’opera, la poetica, il contesto e l’esperienza che ha portato alla sua realizzazione. L’incontro si tiene in lingua inglese presso Mudec – spazio delle Culture Khaled al-Assad.

Dialogue with the Unseen
Valerio Rocco Orlando

A cura di Alessandra Pioselli
Mudec – Museo delle culture
Spazio delle Culture Khaled al-Asaad
Fino al 16 giugno 2019

Valerio Rocco Orlando, Dialogue with the Unseen, 2014-2019. Production still. Courtesy dell’artista