Gernot Wieland, Stills from the Film, Thievery and Songs, 2016. Courtesy the artist

Il progetto, una riflessione contemporanea su quello che Nietzsche definì come una sorta di avvelenamento volontario, è nato dalla collaborazione tra il museo, la casa editrice alphabeta Verlag e l’associazione Conductus, con il proposito di indagare questo termine da un punto di vista artistico, letterario e musicale e in una prospettiva tesa a rompere le distinzioni disciplinari.
La complessità bilingue del territorio si riflette nella selezione degli artisti coinvolti: Teodora Axente, Francesca Grilli, Massimo Grimaldi, Klara Lidén, Christian Niccoli, Riccardo Previdi, Liesl Raff, Monika Sosnowska, Barbara Tavella, Wolfgang Tillmans, Beatrice Volpi, Raul Walch e Gernot Wieland. Tredici approfondimenti sul significato individuale e sulle valenze sociali e politiche del risentimento.

La mostra di Kunst Meran/Merano Arte entra in un’analisi corale con il progetto bilingue Zeitworte / Parole del tempo – con cui la casa editrice altoatesina alphabeta Verlag e Limbus Verlag di Innsbruck hanno messo a confronto narratori italiani (Alessandro Banda, Giorgio Falco, Giorgio Vasta, Elena Stancanelli, Nadia Terranova) e austriaci (Sepp Mall, Lydia Mischkulnig, Clemens Berger, Anna Kim, Anna Weidenholzer) dedicando il primo volume della collana al risentimento – e con Sonora703 (20 marzo – 17 aprile 2020), festival di musica e teatro organizzato dall’Associazione Conductus.
Le opere nel percorso espositivo del museo riflettono sulla strumentalizzazione politica del risentimento, in una visione critica del presente. E si confrontano anche con le logiche di separazione all’origine della proliferazione di questo sentimento in un’analisi sia personale sia relativa al fare artistico.

La mostra apre con “Vote Remain 23 June”, i poster che Wolfgang Tillmans ha realizzato in occasione del referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea. Usa la cartellonistica anche Massimo Grimaldi, in cui attraverso un linguaggio poetico l’artista indaga il processo di produzione di nuove immagini, nonché il ruolo di istituzioni d’arte e dell’artista.

Wolfgang Tillmans, Anti-Brexit Campaign, 2016. Courtesy the artist
Raul Walch, Azimut, 2018. Courtesy the artist


Nella performance The forgetting of air di Francesca Grilli, performer di diverse provenienze geografiche condividono con il pubblico il proprio respiro. L’artista presenterà anche alcune sculture e un workshop.
Bandiere di stati confinanti, in conflitto reale o potenziale, sono stampate sovrapposte in Fun with Flags di Riccardo Previdi, mentre la precarietà della giustizia sociale è espressa da Raul Walch in sculture semoventi e fragili.
Una sovversione delle convenzioni fisiche, psicologiche e sociali dello spazio pubblico e privato è al centro dell’opera di Klara Lidèn. La struttura labirintica di Monika Sosnowska, invece, porta al fallimento la visita della mostra, bloccando il percorso dello spettatore.
Il rancore recondito e reiterato è nella matericità della pittura di Barbara Tavella, mentre Senza titolo (2005) di Teodora Axente è il quadro che la casa editrice alphabeta Verlag ha usato per la cover dei primi due volumi di Risentimento / Ressentiment.
Christina Niccoli espone una serie di disegni dal carattere surreale, spesso autoritratti, mai esposti prima. Accomuna il suo lavoro a quello di Gernot Wieland una dimensione investigata personale. Wieland presenterà una lecture-performance accompagnata da proiezioni in occasione dell’opening e un’installazione in cui la memoria, anche privata, si confronta con il rimosso.
Il Transitional Space di Liesl Raff è una sorta di rifugio ispirato alla casa-laboratorio di Luis Barragán. Infine Beatrice Volpi – terapeuta specializzata in respiro, voce, canto e ipnosi – pone la “cura” al centro del workshop PER-DONO, esplorandola attraverso un ingresso nella “stanza del risentimento”.

Risentimento / Ressentiment
A cura di Christiane Rekade
07 marzo – 14 giugno 2020
Kunst Merano

Francesca Grilli, The Forgetting of Air – Photo @ Fondazione Teatro Metastasio di Prato – Simone Ridi