• Elena Kovylina, Boxing, 2009, documentation of performance, 14’40”, Collezione Gazprombank / Gazprombank Collection
  • It's OK to change your mind! /Contemporary Russian art from the Gazprombank Collection - Villa delle Rose, Bologna - Installation view - Courtesy Istituzione Bologna Musei - Photo: Matteo Monti
  • Pavel Pepperstein, For the Blue Headscarf!, 2011 - oil on canvas - 200 x 300 cm - Gazprombank Collection
  • It's OK to change your mind! /Contemporary Russian art from the Gazprombank Collection - Villa delle Rose, Bologna - Installation view - Courtesy Istituzione Bologna Musei - Photo: Matteo Monti
  • Alina Gutkina, I AM, 2010, photography, digital printing, 89 x 38 cm ; 59 x 39 cm, Gazprombank Collection
  • Mikhail Rozanov, Spire of the Leningradskaya (Hilton) Hotel, 2008 – photography - 50 x 60 cm - Gazprombank Collection
  • Sergey Bugayev (Afrika), Untitled (dalla serie / from the series Anti-Lissitzky), 1991 - acrylic on hardboard 100 x 147,5 cm, Gazprombank Collection
  • Yuri Palmin, Severnoye Chertanovo (from the series), 2000-2015 - pigment printing on barite paper 55 х 38 cm each - Gazprombank Collection

Testo di Guendalina Piselli —

Villa della Rose a Bologna ha riaperto i suoi spazi con una mostra che mette in luce un nuovo sguardo e nuove prospettive sulle ricerche artistiche della Russia contemporanea rispondendo alle domande: cosa ne è stato delle Avanguardie? Cosa è accaduto dopo la caduta del muro di Berlino e la dissoluzione dell’URSS?

It’s OK to change your mind, curata da Lorenzo Balbi e Suad Garayeva-Maleki, mette in mostra una Russia contemporanea nella quale il passato e le tradizioni coesistono e contrastano con il fervore sociale e culturale delle nuove generazioni attraversate da un sentimento di appartenenza europea.
Una contraddizione resa visivamente dalla serie fotografica “My Moscow” (Sergey Bratkov, 2003-2012) che accoglie lo spettatore trasportandolo in un mondo nel quale entusiasmo e fervore convivono con restrizioni politiche e sociali. Le masse entusiaste sono fotografate accanto a monumenti storici, in occasione di ricorrenze politiche e subito dopo a bordo di macchine americane, in uno zoo o intenti a giocare a pallone.
Passato e presente, Russia e resto del mondo si confondono come in un universo sospeso nel quale ogni elemento può essere modificato e decostruito. I giovani abbandonano così, nella serie “I Am” (Alina Gutkina, 2010), l’abbigliamento per indossare spot pubblicitari, slogan e marchi per esprimere la propria possibile identità, e gli ideali del socialismo come l’uguaglianza e della tradizione popolare come la fertilità della donna vengono trasformati in stereotipi, spesso al limite del comico, dalle performance di Elena Kovylina.

Irina Korina, Rocking Chair (from the series Smiles), 2007 - MDF, wood, linoleum, plastic, metal, 120 x 90 x 45 cm - Gazprombank Collection

Irina Korina, Rocking Chair (from the series Smiles), 2007 – MDF, wood, linoleum, plastic, metal, 120 x 90 x 45 cm – Gazprombank Collection

La storia e le tradizioni diventano allora le basi per la costruzione di un nuovo futuro nel quale gli individui del presente sono catapultati, come i protagonisti di “Dummies on the Moon” (Sergey Bratkov, 2014) incapaci di prevedere cosa accadrà in questa nuova realtà, in una sorta di canale spazio-temporale. Un piano superiore dove regna il Cosmismo russo e l’ordinario è stato trasformato in qualcosa di nuovo, possibilmente post umano, che unisce pragmatismo scientifico ed ottimismo. Ed ecco che il mobilio casalingo assume espressioni umane nella serie “Smiles (Irina Korina, 2007), le architetture degli anni ‘30 e ‘50 appaiono come artefatti del passato per il futuro (“High-Rise, 2008. Spire of the Leningradskaya Hotel”, Mikhail Rozanov), le forme della metropoli contemporanea diventano un gioco di linee, forme e colori ricomponibili dopo ogni sguardo in “Geopsychoisometric Examination of The City of Moscow” (Mishmas, 2011) e all’Uomo non è rimasto altro che un linguaggio non verbale (“Crown”, Victor Alimpiev, 2012-2013).
E’ il capolinea di un viaggio durante il quale le nuove generazioni di artisti hanno dovuto fare i conti con l’eredità artistica delle Avanguardie, talvolta ignorate altre volte utilizzate come riferimento esplicito per nuovi scenari nei quali il cuneo rosso di El Lissitzky è trasformato da Sergey Bugayev (Afrika) in una nuova composizione di colori e il quadrato nero di Malevich è diventato elemento compositivo per il Suprematismo Femminista di Alexandra Galkina che mette in scena il corpo femminile attraverso oggetti quotidiani come gli utensili da cucina e i cosmetici (“Lipstck”, 2009).

Una mostra dunque che indaga attraverso sculture, video, fotografie e pittura, il rapporto con il passato e l’attualità di una Russia dal fervore culturale ed artistico ancora troppo sconosciuto al resto del mondo e in continua trasformazione e ricomposizione.

Artisti: Sergey Bugaev (Afrika), Elena Kovylina, Victor Alimpiev, MishMash (Mikhail Leykin and Maria Sumnina), Sergey Bratkov, Anatoliy Osmolovsky, Olga Chernysheva, Yuri Palmin, Vladimir Dubossarsky, Alexandra Paperno, Semyon Faibisovich, Pavel Pepperstein, Alexandra Galkina, Mikhail Rozanov, Alexander Gronsky, Sergey Sapozhnikov, Alina Gutkina, Svetlana Shuvaeva, Daria Irincheeva, Arseny Zhilyaev, Irina Korina

Sergey Bratkov, My Moscow, 2003-2012, series of photographs on matt photo paper, colour printing, 75 х 30,5 х 3,4 cm cad./each incorniciate/framed, Gazprombank Collection

Sergey Bratkov, My Moscow, 2003-2012, series of photographs on matt photo paper, colour printing, 75 х 30,5 х 3,4 cm cad./each incorniciate/framed, Gazprombank Collection

It's OK to change your mind! /Contemporary Russian art from the Gazprombank Collection - Villa delle Rose, Bologna - Installation view - Courtesy Istituzione Bologna Musei - Photo: Matteo Monti

It’s OK to change your mind! /Contemporary Russian art from the Gazprombank Collection – Villa delle Rose, Bologna – Installation view – Courtesy Istituzione Bologna Musei – Photo: Matteo Monti

Anatoly Osmolovsky  TYPE 99A2 China (from the series Hardware), 2016 - bronze and nichel sculpture  25 x 34 x 10 cm, Gazprombank Collection

Anatoly Osmolovsky TYPE 99A2 China (from the series Hardware), 2016 – bronze and nichel sculpture 25 x 34 x 10 cm, Gazprombank Collection

Olga Chernysheva, Waiting for the Miracle (serie / series), 2000 - colour analogue photo prints on Fuji photopaper - 100 x 150 cm each - Gazprombank Collection

Olga Chernysheva, Waiting for the Miracle (serie / series), 2000 – colour analogue photo prints on Fuji photopaper – 100 x 150 cm each – Gazprombank Collection