© Gianni Berengo Gardin:Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia - riaperture

© Gianni Berengo Gardin:Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia – riaperture

La fotografia è, per sua natura, legata all’istante. Uno scatto ha la capacità di fissare il tempo, congelarlo per renderlo infinito. Paradossale dunque pensare al mezzo fotografico come strumento di narrazione del futuro, di qualcosa in divenire che deve ancora arrivare. Eppure la terza edizione di Riaperture Phofestival a Ferrara (29-30-31 marzo e 5-6-7 aprile) ha scelto come tema proprio il Futuro raccontato attraverso l’immagine fotografica. Una vera e propria scommessa, una sfida ad un nodo paradossale con il quale l’evento cerca di liberare la fotografia dai confini spazio-temporali.

Ed ecco allora che il tempo a venire è esplorato attraverso direzioni diverse – indagini, reportage, ricerche e storie su temi come salute, Europa, generazioni, tecnologie, politica e ambiente – da artisti nazionali e internazionali che con i loro scatti animano i luoghi non in uso della città. Riaperture unisce infatti l’indagine fotografica alla rigenerazione urbana, riaprendo gli spazi della città estense e gli occhi di chi la osserva.

Matteo Balsamini - riaperture

Matteo Balsamini – riaperture

Nei luoghi pubblici o privati non in uso della città artisti come Gianni Berengo Gardin con “Venezia e le Grandi Navi”, un’indagine visiva sull’impatto del paesaggio della navi da crociera, e il fotoreporter vincitore del World Press Photo Francesco Cito con “Il Muro di Israele” esplorano il futuro paesaggistico, mentre Elinor Carucci (“Getting Closer, Becoming mother: About Intimacy and Family. 1993 – 2012”) e Simone Lehner (“How far is a lightyear?”) riconducono l’indagine temporale all’ambito familiare rispettivamente nella figura della madre e del padre. È invece incentrato su non troppo implausibili scenari di inedite forme di interazione sessuale il progetto “2Sex Robots”, della messicana Tania Franco Klein: un lavoro commissionato dal New York Times che mette in scena l’amore tra due androidi. Tra gli artisti coinvolti anche tanti giovani più o meno affermati come Claudia Gori che con “Le sentinelle” indaga gli effetti dell’elettrosmog come innesco di malattie che potrebbero diventare più frequenti in un futuro non troppo lontano; Mattia Balsamini destruttura le nuove tecnologie in ambienti lavorativi con “Risorse disponibili”; Eugenio Grosso racconta con “Kurdistan Memories” le dinamiche di un territorio significativo in una zona calda del pianeta, mentre “Discovery” di Zoe Paterniani svela i possibili parallelismi visivi tra la cultura occidentale e quella islamica.

E ancora Fabio Sgroi mette in luce incertezze e disillusioni di un futuro di integrazione europea che doveva essere – e che non è ancora compiuto – con “Past-Euphoria. Post-Europa” e in un dialogo con le generazioni più giovani ripreso da Claudio Majorana in “The Lost Generation”, inchiesta che racconta le dinamiche della generazione NEET. L’impatto dell’uomo sull’ambiente, tra i temi più attuali sul futuro, è al centro di “Alps”, l’indagine di Ettore Moni su come le Alpi siano state trasformate dalla presenza umana. Guarda infine al futuro politico-sociale, in particolare sui diritti LGBT, il progetto “Solo” di Marika Puicher che racconta la storia di Imane, giovane musulmana lesbica in Marocco.

riaperture © Fabio Sgroi

riaperture © Fabio Sgroi

Gli spazi che tornano ad aprire, o aprono per la prima volta, le proprie porte al pubblico sono quelli di una Ferrara che non si vede in cartolina o sui libri di storia. Tornano alla luce luoghi come la ex caserma dei Vigili del Fuoco, ora consorzio di imprese innovative e oggetto di un percorso di rigenerazione, Palazzo Prosperi Sacrati, uno degli edifici storici più belli della Ferrara estense situato al centro dell’Addizione Erculea e chiuso da anni, Palazzo Massari e la salumaia dell’Hotel Duchessa Isabella, una stanza segreta dell’albergo solitamente non aperta al pubblico. E ancora per la prima volta la Caserma “Pozzuolo del Friuli”, l’enorme edificio militare che, insieme alla Cavallerizza in via Scandiana, sarà sede di numerose mostre del festival.

Nei due weekend dedicati alla fotografia in parallelo al programma di mostre anche incontri con il “Caffè degli autori”, letture portfoli, presentazioni, workshop, proiezioni e visite guidate, tutti con l’obiettivo di avvicinare autori e pubblico.

Il programma completo è disponibile su riaperture.com

riaperture © Simon Lehner

riaperture © Simon Lehner

riaperture © Simon Lehner

riaperture © Simon Lehner