RETROUVER TRIESTE

Museo Revoltella – Sala Scarpa

fino al  24/02/2013

È andata così, durante le vacanze di Natale anch’io sono passato per Trieste. Conosco abbastanza il sonnolento Museo Revoltella disegnato da Carlo Scarpa e come ogni volta mi sono concesso una visita certo di trovare una familiare atmosfera di seducente decadenza con lampadine non tutte in perfetta efficienza. Ho trovato una mostra che non aspettavo, curata e prodotta dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Trieste che, nell’ultimo anno ha incaricato Giovanna Silva di fare un lavoro sulle comunità, Amedeo Martegani un ritratto della città e del mare, Bas Princen che ha lavorato sul paesaggio nella declinazione classica della veduta, Armin Linke sulla città invisibile e Stefano Graziani che si è occupato di archeologia e storia. Il lavoro nel suo complesso rispetta le posizione specifiche degli autori e costruisce un ritratto collettivo della città di Trieste.

A me la mostra è piaciuta e ho scoperto due cose, che nel 1985 fu organizzata , a cura di Luciano Semerani,   la mostra Trouver Trieste un imponente lavoro  che si è spostato, ha viaggiato ed è arrivato fino a Parigi; poi  che Trouver vuol dire inciampare. Spero lo troviate bello da sapere, sia dell’inciampare e del re inciampare sia del fatto che la mostra vale la pena di essere vista, fino al 24 febbraio. Rumors parlano di un libro, che forse ci sarà.

http://piazzadellarchitettura.wordpress.com/programma/mostre/

Nereo Battaglia

Retrouver Trieste –  Museo Revoltella 

La prima esposizione, prodotta dall’Ordine e aperta fino al 24 febbraio 2013, dal titolo “Retrouver Trieste” andrà a indagare alcune delle risorse fisiche e umane di Trieste e del territorio al fine del loro riutilizzo. Il progetto, coordinato da Stefano Graziani, prevede il contributo di 5 fotografi italiani e internazionali – Bas Princen, Giovanna Silva, Amedeo Martegani, Armin Linke e lo stesso Stefano Graziani – che affronteranno uno dei cinque temi che delineano l’esposizione: i paesaggi, l’archeologia e la storia, le comunità, il rapporto con il mare e la città invisibile. L’intento è duplice: da una parte osservare attraverso punti di vista inediti quei luoghi che si sono ormai sedimentati nel nostro immaginario e rispetto ai quali non siamo più in grado di individuare con chiarezza vocazioni e opportunità, dall’altra, attraverso queste nuove immagini, aggiornare e veicolare l’identità di Trieste al di fuori del proprio territorio.