Campagna di comunicazione di miart 2018 /  Alessandro Sciarroni / Masbedo / Alice Schillaci / Mousse Agency

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La Sala Alessi di Palazzo Marino è gremita di giornalisti e interessati per la presentazione della 23° edizione della Fiera d’Arte Moderna e Contemporanea Miart, ‘guidata’ per il secondo anno da Alessandro Rabottini e in programma dal 13 al 15 aprile 2018 nel padiglione 3 di fieramilanocity. Quest’anno, l’evento fieristico ha come sottotitolo “Miart 2018 — Il presente ha molte storie”: indice che la fiera è divenuta, edizione dopo edizione, un archivio di narrazioni che negli anni si è consolidato e i cui risultati progressivamente raggiunti l’hanno portata ad una fase di maturità.

— Exhibitions in town – Milano Art Weeks – miart2018

Doverosa la prima parola che spetta all’assessore alla cultura di Milano, Filippo del Corno, che sottolinea come quest’anno si sia creata, tra la fiera e il città di Milano, una sorta di ‘alleanza’: in modo tale che tutti, pubblici e privati, offrano durante il periodo della fiera, a partire da lunedì 9 aprile 2018, proposte, iniziative e progetti speciali per far sì che la città si presenti al visitatore di Miart con offerte eccellenti. L’assessore parla della Milano Art Week, citando il PAC, la GAM di Milano, la Triennale, il Museo del Novecento, il Mudec, la Basilica di Sant’Eustorgio, ma anche i tanti spazi privati – l’HangarBicocca, Fondazione Prada e la Fondazione Carriero – coinvolti nelle iniziative di una settimana da considerarsi “speciale e significativa per la sinergia che si è venuta a creare tra pubblico e privato e che avrà come risultato una pluralità di linguaggi e proposte”.

L’amministratore delegato di Fiera Milano, Fabrizio Curci, ha ricordato la specificità di Miart nel suo essere una fiera che, per natura, coniuga cultura e business, che a sua volta, grazie all’amministrazione di Miart, può essere diffuso all’intera città di Milano. “Questa è la sua forza, cerchiamo di approfittare di questa sinergia tra città e fiera. (…) Uno degli aspetti importanti di questo evento sono gli investimenti dei privati e la presenza dei partner, penso ad esempio ad Intesa Sanpaolo che evidentemente ha trovato nella fiera un punto di congiunzione tra le sue attività e il mondo della cultura”.

Alcune battute anche per Michele Coppola, il responsabile delle Attività culturali di Intesa Sanpaolo: “Ritengo importante che una delle banche più importanti d’Italia, come è quella di Intesa SanPaolo, si dedichi, nel nostro paese, alla cultura. È un comportamento che ci impegna a trovare e indagare le radici della nascita delle banche stesse. (…) Va ricordato che Intesa SanPaolo ha un patrimonio di oltre 20.000 opere che vanno dall’arte antica all’arte contemporanea. Anzi, una particolare attenzione è dedicata all’arte più attuale, penso al Cantiere del ’900, il progetto espositivo proposto nelle Gallerie di Piazza Scala, dedicato alla presentazione delle opere del Novecento nelle collezioni di Intesa Sanpaolo. Da cui il forte legame che ci lega ad una manifestazione come Miart”.

Campagna di comunicazione di miart 2018 /  Alessandro Sciarroni / Masbedo / Alice Schillaci / Mousse Agency

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Entriamo nel vivo della manifestazione con le parole di Alessandro Rabottini, che fin dall’inizio presenta Miart sotto il segno della continuità e del consolidamento.
“Ciò che abbiamo raggiunto con Miart è il risultato di un accumulo di fasi, di progressivi passi avanti. Credo che si possa dire che con questa edizione 2018, Miart entri in una fase di maturità. Siamo molto curiosi perché è un segnale la presenza di gallerie che non sono mai state presenti alle passate edizioni, accanto ad altre, invece, che tornano da anni. Sia le nuove presenze che quelle consolidate testimoniano che abbiamo creato con Miart un modello in cui il sistema dell’arte si riconosce. Questo riconoscimento fa sì che siamo stati in grado di ascoltare quelle che sono le esigenze degli espositori, dei professionisti dell’arte, ma anche del pubblico. Ponendoci in ascolto, siamo riusciti a formulare delle soluzioni e delle migliorie che, per molti versi, consolidano un format di fiera come lo avete conosciuto in questi anni: una fiera basata sul dialogo costante tra l’arte moderna e contemporanea e il design di ricerca in edizione limitata.

Da quest’anno avremo un aumento non solo numerico delle gallerie, soprattutto straniere, ma anche un incremento dei paesi da cui le gallerie provengono; non ultimo un incremento della qualità espositiva proposta. Questo significa che c’è un dinamismo interno ad una forma di stabilità: queste sono le due direttrici attorno alle quali abbiamo lavorato.

Abbiamo voluto dare continuità e stabilità a un qualcosa che continua a cambiare nel tempo. Continuità, stabilità e dinamismo sono delle direttive che vanno riscontrate non solo con l’aggiunta di nuove gallerie prestigiose, ma anche dal fatto che tutti i nostri partner, che ci accompagnano nel nostro percorso, siano tutti confermati. Così come l’Art Week è una struttura che mette insieme gli attori presenti in città da diversi anni, ai quali, da quest’anno, si aggiungono altri soggetti. Il concetto per noi più importante è quello che a questo lavoro corale dobbiamo dare continuità in relazione al dinamismo e ai cambiamenti continui dell’oggi. (…) Facevo riferimento al fatto che mettiamo in dialogo l’arte moderna, l’arte contemporanea e il design: da questo punto di vista il Miart ha una sua specificità per quanto riguarda l’ampiezza della proposta; presentiamo opere con gallerie e artisti che dal ‘900 arrivano ai giorni nostri: questa ampiezza dà una fisionomia della fiera molto precisa, proprio perché tendiamo a dare alla nostra offerta un taglio non solo contemporaneo, ma che spazia nel ‘900 italiano, e in più proponiamo artisti internazionali sia contemporanei che storici. L’obiettivo è di offrire una pluralità di voci che coinvolgano sia la ricerca del passato che la sperimentazioni legate all’oggi. Una costante che abbiamo seguito è quella di ‘mettere in relazione le cose’: prova ne sia l’impegno delle gallerie che ospitiamo di proporre dei progetti studiati come se fossero delle vere e proprie mostre in galleria. A questo proposito devo ringraziare Alberto Salvadori che si è occupato in modo scientifico della sezione Decades – nove gallerie danno vita a un percorso che attraversa il Ventesimo secolo in una scansione per decenni. Ritengo che sia fondamentale operare in modo sia scientifico che propositivo per produrre quelle che considero delle vere e proprie ‘storie’ dalle nostre sezioni in fiera. (…) La diversità geografica delle gallerie presenti quest’anno a Miart caratterizza decisamente la sezione delle proposte emergenti (Emergent: venti giovani gallerie emergenti, a cura di Attilia Fattori Franchini, Independent Curator, Londra) e questo non è un dato da sottovalutare: pensiamo a giovani gallerie che propongono altrettanti giovani artisti che magari arrivano dal Canada o dalla Turchia. Questo significa dare molta fiducia al progetto di Miart.

Campagna di comunicazione di miart 2018 /  Alessandro Sciarroni / Masbedo / Alice Schillaci / Mousse Agency

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Un’altra conferma, per noi fondamentale,  è la collaborazione con In Between Art Film – la casa di produzione per film d’artista e video sperimentali fondata da Beatrice Bulgari. Come da tradizione, più di 40 artisti, curatori, direttori di musei, scrittori e architetti internazionali saranno invitati ad animare conversazioni e tavole rotonde attorno a un tema unificante. Riuniti sotto il titolo ‘Che cosa possiamo immaginare?’ i miartalks 2018 esploreranno la dimensione dell’immaginazione come una forza che crea e trasforma la realtà e non come una fuga dal presente.
La rosa dei partner che ci accompagnano nella crescita di Miart continua a crescere; ci accompagnano anche in relazione ai Premi, fondamentali per il sostegno e la crescita della ricerca artistica. Ma sono fondamentali soprattutto per la crescita delle gallerie, in particolare quelle emergenti, e per l’incremento delle collezioni”.

Rabottini entra nel merito dei Premi. Sono confermati per miart 2018 tutti e sette i premi che hanno caratterizzato l’offerta fieristica della scorsa edizione, arricchita da una nuova rosa di giurie internazionali invitate ad assegnare i vari riconoscimenti. La lista: Fondo di Acquisizione Giampiero Cantoni di Fondazione Fiera Milano; Premio LCA per Emergent per la miglior galleria emergente; Premio Herno, in collaborazione con Herno SpA; Premio Fidenza Village per Generations, in collaborazione con Fidenza Village e Value Retail; Premio On Demand by SnaporazvereinPremio CEDIT per ObjectPremio Rotary Club Milano Brera per l’Arte contemporanea e i giovani artisti, del valore di 10.000 euro per l’arte contemporanea e i giovani artisti.

Verso la fine della presentazione, Rabottini ha sottolineato l’importanza di due novità nella Milano Art Week 2018 : “Abbiamo allargato la rete dei nostri interlocutori con gli spazi no-profit presenti in città, con l’Art Night no Profit Space (sabato 14 aprile) e l’apertura straordinaria delle gallerie milanesi nella giornata di domenica 15 aprile. Per la prima volta un’intera serata sarà dedicata a inaugurazioni, performance ed eventi appositamente organizzati da spazi non profit e progettuali come Assab One, [.BOX] Videoart Project Space, Cabinet, Dimora Artica, Edicola Radetzky, FuturDome, Mars-Milan Artist Run Space, Marsèlleria, Mega, Standards e t-space.  

L’ultimo aspetto a cui Rabottini accenna è la campagna di comunicazione. “Ogni anno ci teniamo a proporre una campagna che sia non solo ‘comunicazione’, ma anche un’espressione mediante le immagini dei concetti della fiera stessa. Quest’anno abbiamo fatto un passo avanti in questa direzione. La nostra campagna si chiama PRISMA: è il frutto della collaborazione tra il coreografo Alessandro Sciarroni, il duo di video-artisti Masbedo e la fotografa Alice Schillaci, riuniti sotto la direzione artistica di Mousse Agency, in un connubio di discipline artistiche per la prima volta riunite insieme per la campagna promozionale di una fiera, tra performance e immagine in movimento. Quest’anno abbiamo cercato di raccontare l’arte attraverso l’arte. La campagna avrà molti aspetti diversi, da quella fotografica a quella video; in fiera ci sarà un ambiente immersivo da attraversare; mercoledì 11 aprile e giovedì 12 aprile ci sarà una performance serale della durata di 60 minuti presso il Triennale Teatro dell’Arte, dove il dialogo innescato in questi mesi tra il coreografo Alessandro Sciarroni e il duo di video-artisti Masbedo sfocerà in un’azione live tra spettacolo e immagine in movimento”.

Campagna di comunicazione di miart 2018 /  Alessandro Sciarroni / Masbedo / Alice Schillaci / Mousse Agency

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LE GALLERIE —
miart 2018 presenta 186 gallerie internazionali (+ 6% rispetto all’edizione 2017; 62 su 186 partecipano alla fiera per la prima volta, con un’incidenza del 32% sul totale) che rappresentano un ampio ventaglio qualitativo dell’offerta di arte moderna e contemporanea e del design in edizione limitata.

In crescita la presenza di gallerie straniere che quest’anno partecipano alla fiera milanese: saranno infatti 77 le gallerie estere – il 41% del totale – provenienti da 19 paesi oltre l’Italia (Austria, Belgio, Brasile, Canada, Danimarca, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Hong Kong, Israele, Romania, Spagna, Sudafrica, Stati Uniti, Svizzera, Turchia, Ungheria).

Tra le molte gallerie che partecipano a miart per la prima volta spiccano prestigiosi nomi internazionali quali, tra gli altri, Andersen’s Contemporary (Copenhagen), Thomas Dane Gallery (Londra – Napoli), Dvir Gallery (Tel Aviv – Bruxelles), Gagosian (New York – Los Angeles – San Francisco – Londra – Parigi – Roma – Atene – Ginevra – Hong Kong), Kalfayan Galleries (Atene),  Peter Kilchmann (Zurigo), Edouard Malingue (Hong Kong – Shanghai), ProjecteSD (Barcellona), Almine Rech (Parigi – Bruxelles – Londra – New York), Rodeo (Londra), Studio Trisorio (Napoli), Amanda Wilkinson (Londra).

Confermano la loro presenza dopo aver partecipato alle precedenti edizioni numerose importanti gallerie internazionali, tra cui A Arte Invernizzi (Milano), A Gentil Carioca (Rio de Janeiro), Alfonso Artiaco (Napoli), Bortolami (New York), Galerie Isabella Bortolozzi (Berlino), Campoli Presti (Londra – Parigi), ChertLüdde (Berlino), Clearing (Bruxelles – New York – Brooklyn), Galleria Continua (San Gimignano – Pechino – Les Moulins – Havana), Raffaella Cortese (Milano), Monica De Cardenas (Milano – Lugano – Zuoz), Massimo De Carlo (Milano – Londra – Hong Kong), Gladstone Gallery (New York – Bruxelles), Rodolphe Janssen (Bruxelles), Kaufmann Repetto (Milano – New York), König Galerie (Berlino – Londra), Andrew Kreps Gallery (New York), Galerie Emanuel Layr (Vienna – Roma), Galerie Lelong (Parigi – New York), Mai 36 (Zurigo), Giò Marconi (Milano), Meyer Riegger (Berlino – Karlsruhe), Massimo Minini (Brescia), P420 (Bologna), Galerija Gregor Podnar (Berlino), Lia Rumma (Milano – Napoli), Richard Saltoun (Londra), Sprovieri (Londra), T293 (Roma), Vistamare – Vistamare Studio (Pescara – Milano), Galerie Jocelyn Wolff (Parigi), Zero… (Milano).

Un significativo contingente di gallerie attive nella promozione e valorizzazione dell’arte moderna e del secondo dopoguerra include nomi prestigiosi, tra cui Cardi (Milano – Londra), Cortesi (Lugano – Londra – Milano), Galleria dello Scudo (Verona), Grossetti Arte (Milano), Ernst Hilger (Vienna), Mazzoleni (Londra – Torino), Montrasio Arte (Milano – Monza), Repetto Gallery (Londra), Robilant + Voena (Milano – Londra – St. Moritz), Gian Enzo Sperone (Sent – New York), Studio Marconi (Milano), Tega (Milano), Tornabuoni Arte (Firenze – Londra – Milano – Parigi), Michael Werner (New York – Londra).

miart è anche l’unica fiera ad avere al suo interno una sezione dedicata al design d’autore e da collezione: anche quest’anno la sezione Object conferma la partecipazione di influenti gallerie e di nuovi ingressi internazionali, tra cui Ammann Gallery (Colonia), Atelier Jespers (Bruxelles), Elisabetta Cipriani Wearable Art (Londra), Galleria Rossella Colombari (Milano), Galleria Luisa Delle Piane (Milano), Dimoregallery (Milano), Erastudio Apartment Gallery (Milano) e Galleri Feldt (Copenhagen).

— Gallerie e sezioni — miart2018

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