madeinfilandia 2014

madeinfilandia 2014

Ha avuto termine domenica 15 giugno la quinta edizione del progetto di residenza Madeinfilandia, che vedeva coinvolti più artisti in una ex filanda nel piccolissimo comune toscano di Pieve a Presciano. Qui i residenti hanno potuto entrare in strettissimo contatto tra di loro, grazie ad una condivisione quotidiana e costante del farsi giornaliero, in una dimensione isolata, sia per il carattere di separazione che qui si ha nei confronti del mondo contemporaneo e dei suoi ritmi, sia per la peculiarità di “isola” che questa circostanza ha intrinseca, isola mentale e fisica, ideativa e progettuale, in cui si è con sé tra più.

Gli artisti chiamati dagli organizzatori Luca Pancrazzi, Claudio Maccari, Elena El Asmar, Francesco Carone, Eugenia Vanni, Serena Fineschi e Loredana Longo hanno avuto a disposizione un breve periodo di tempo per creare qui un lavoro che in qualche modo potesse inserirsi nel contesto ed integrarsi con la struttura dell’edificio e le caratteristiche di questo luogo a sé.

Lo spazio ha inaugurato giovedì 12 giugno, con la Fiera del Libro d’Arte, che proponeva libri d’artista, libri-catalogo di molti artisti presenti, libri di Madeinfilandia e libri vari di artisti contemporanei tra i più ricercati da Amedeo Martegani, tra cui anche le sue edizioni A&M Bookstore. Nel medesimo giorno si è tenuto anche un talk sulla figura di Andrey Tarkovsky, guidato dalla curatrice Michele Eremita e dal letterato-scrittore-fotografo Andrea Ulivi, nonché amico del regista stesso.

Madeinfilandia2014 ph Calugi

Madeinfilandia2014 ph Calugi

Quantunque il progetto sia sempre stato aperto al pubblico a partire da domenica 8, tant’è che chi volesse poteva interagire con gli artisti e/o aiutarli ed assisterli, venerdì 14 ha avuto luogo la vera e propria inaugurazione dello spazio con, dunque, la possibilità di visitare tutte le installazioni che qui e per qui sono state create. Sempre a Madeinfilandia ha inaugurato anche la mostra Edito Inedito, curata da Francesco Carone in una piccola stanza dello spazio. Gli artisti invitati per tale esposizione sono Emanuele Becheri, Luca Bertolo, Francesco Carone, Christian Chironi, Carlo Guaita, Adriano Nasuti-Wood, Marco Neri e Luca Pancrazzi. Tra le opere presentate si ricordi la colonna vertebrale a terra costituita da decine di edizioni tutte diverse di uno stesso romanzo di Moby Dick (opera di Carone), in cui quindi l’opera bibliografica edita diviene una nuova opera inedita, o il manifesto di Pancrazzi che propone i dieci titoli di libri d’artista scelti da altrettanti artisti, su richiesta dell’ideatore stesso, che poi erano stati esposti qualche anno fa nel bookshop del Palazzo delle Papesse di Siena. Sempre venerdì si è tenuta la proiezione del video La Certifica delle Mani (2013) di Luigi Presicce (trasmessa anche nei due giorni successivi) e la performance Everyone Gets Lighter dei Kinkaleri, in cui veniva insegnato al pubblico un alfabeto fisico, al limite tra danza e riti ancestrali, con la volontà di scardinare le tesi secondo cui solo le parole siano il mezzo primo o l’unico efficace per la comunicazione, avvalorando invece un modo di fare e di comunicare a sé, interamente connesso con la realtà che ci sta intorno, con la quale si entra in relazione tramite movimenti e coreografie. Sabato 14 e domenica 15 hanno avuto luogo un dialogo sul potere e la pornografia gestito da Pietro Gaglianò e accompagnato dal musicista Nicola Pedroni; un reading fatto da più artisti (tra cui Elisabetta di Maggio, Marco Andrea Magni e Francesco Lauretta) del libro In Pasto al Presente di Concetta Modica (e da lei supervisionato); una processione (con tanto di lumini) guidata e ideata da Adalberto Abbate verso una piccola cappella del paese, in cui l’artista ha integrato l’immagine di Cristo qui esposta con una fotografia presa dalla carta d’identità di un operaio di una industria per la creazione d’eternit; un coro guidato dal compositore Francesco Oliveto ed eseguito da tutti gli artisti residenti (o non) intonanti Bach; la proiezione del film Gli Uccelli di Alfred Hitchcock, sulla cui pellicola Oliveto ha impresso per la prima volta l’audio ad un film natone privo, grazie ad uno studio attento e meticoloso sulle voghe musicali e tonali del tempo.

Luca Scarabelli ph Luca Pancrazzi

Luca Scarabelli ph Luca Pancrazzi

Per quanto riguarda gli artisti residenti più in particolare, propongo ora nomi ed opere. Al piano terra della struttura (comprendente e spazi interni e spazi esterni) Stefano Arienti ha esposto un’opera già concepita nel ’96/’97 per una mostra assieme ad Hossein Golba nella collezione Goria a Santomato presso Pistoia e qui realizzata nuovamente. Essa consiste in calchi di parti del corpo dell’artista stesso e di altre persone presenti in residenza, eseguiti tramite carta d’alluminio per alimenti, riproponendo attraverso un materiale delicato e volatile (o forse volante – non a caso l’opera prima esposta all’esterno aveva “preso il volo” durante un temporale) ciò che nell’antichità era offerto dall’arte attraverso enti massicci e pesanti, quali marmo e bronzo. Sempre di Arienti è Studio per Stimmung, un’installazione in cui egli mette a disposizione una parte della sua collezione di CD audio, “con più di duemila dischi provenienti da ogni parte del mondo e divisi per continenti” (cit. S. A.), ascoltabili dal suo pc grazie a delle cuffie. Nella stessa stanza si ha Spiritualità dell’arte, Spiritualità religiosa di Giulio Lacchini; i ritratti-dipinti di alcuni partecipanti di Madeinfilandia 2014 (tra cui Loredana Longo, Pietro Gagnianò e Serena Fineschi) realizzati da Degal; Natura Preziosa dell’orafa Sonia Marcacci, che presenta a parete una composizione naturale in cui la natura ha naturalmente realizzato dei simil-gioielli scalfiti nel legno; Mago di Luigi Presicce, un disegno in cui l’artista realizza schematizzato il volto di un mago, in bilico tra l’animalesco e il diabolico, posto sul bordo dello schienale di una sedia antica e consunta e poggiata al muro, sulla cui seduta è stato posizionato una canna di bambù che si fa flauto, elemento presente di quell’essere assente che il ritratto ricrea. H.H. Lim presenta Flying Image, in cui chiude una fotografia che lo ritrae in un tuffo nella piscina della filanda -quasi fosse un volo nell’acqua che strizza l’occhio al volo nel vuoto di Yves Klein- all’interno di un libro, che poi attorciglia e lega a tre piccole canne lignee che ne diventeranno piedistallo, ed Everyday is Sunday, un ritratto umano dipinto a parete tramite una linea nera, accompagnato da un paesaggio da lui disegnato su carta e poi accartocciato. Luca Scarabelli propone un discorso che dialoga con una delle sue passioni, il ciclismo: incide i nomi dei due ciclisti Gino e Fausto sulla corteccia di un albero esterno, a ridosso di una delle uscite dello spazio, e la parola “Arrivo” su un altro albero, invece nascosto e pressoché invisibile allo spettatore, alla quale corrisponde, al piano superiore, e longitudinalmente, il posizionamento di due borracce sul davanzale di una finestra diametralmente opposta all’incisione suddetta. Sempre all’esterno si ha Wood 4. Passaggio alla Filanda di Francesco de Grandi, che sulle pareti interne di una piccola struttura realizza dei dipinti attraverso un materiale fosforescente e neon al wood, dando quindi luce e corpo all’opera solo al giungere del tramonto. Mirko Canesi, invece, nell’opera Fall and Rising, Fall and Rising, Fall and Rising sfrutta una cavità naturale di un albero sostituendo la corteccia mancante con gesso e stucco, per poi dipingerlo e ricreare un marmo metà bianco e metà nero, con la volontà di dare forma ad una natura altra al posto di una natura mancante di per sé. Passando per Anche oggi sono felice di Sergio Breviario, Tasso di Luca Caccioni, Kenzo di Keno Tang e Azzurro di Davide Bertocchi (un vinile della canzone omonima il cui foro diviene l’entrata di una casetta per uccelli), si ricordino la performance Aldiquà di Adriano Nasuti-Wood, consistente nel far emettere un fischio costante e non periodico e un segnale luminoso da un performer al di là, appunto, del campo che fronteggia la filanda, a ridosso del bosco là cominciante. Altra performance è stata Entità Risonante dei Bianco-Valente, che hanno creato un’antenna umana attraverso due/tre spettatori, che, tenendosi mano per mano e ruotando attorno ad una radio (come una lancetta d’orologio ruota attorno al centro dello stesso) potevano ricevere segnali da più radio di più paesi, giungendo addirittura a segnali giapponesi, attraverso un cavo uscente dalla radio stessa. Andrea Contin presenta, al piano terra, Variabile (partendo da zero), una pesa da cucina che misura il getto d’aria prodotto da un ventilatore a parete posizionato sopra di essa, opera dialogante con Zero, sempre di Contin, ma posizionata al piano superiore, che consiste in una pesa-persona con sopra di essa alcune pietre trovate alla filanda, il cui peso fa compiere un giro completo alla lancetta della bilancia, che parte da zero e ritorna ad esso. Rimanendo sempre al piano superiore, Elisabetta di Maggio presenta The secret life of plants, un grande tavolo che vuole riprodurre lo studio proprio dell’artista, sfiorando quasi un mondo irreale e magico, quasi il laboratorio di una wunderkammer (ma senza teca): foglie essiccate e ritagliate, insetti vari ritrovati, farfalle tese su uno spillo, carte giapponesi color pastello. Giulia di Lenarda presenta Piano di Volo, un’installazione con una fotografia a parete, scattata durante un viaggio sull’aereoplanino di Arturo Ghezzi (proprietario della filanda) seguendo il corso del fiume che passa nei pressi della località, e un plinto su cui è stato posizionato il libro con tutta la documentazione fotografica di tale viaggio. Marco Andrea Magni propone invece due opere: Gli adoratori silenti è una lampadina di colore rosa-incarnato incipriata di pigmento di falena che è stata inserita in un porta lampade a soffitto, già esistente, sulla scalinata che porta al piano superiore; mentre L’incoronazione del paggio infedele è una scultura a forma ottagonale (internamente vuota), che sfiora il pavimento, dalla struttura magnetica, che ha attratto migliaia di monete ramate di 1 centesimo ed alcuni meteoriti – quasi fossero una seconda pelle: è un doppio lancio del desiderio, uno slancio nel vuoto dello stesso e una zona che si fa confine, come nel film Stalker di Tarkovskij. Ricordo poi l’elefantiaco wallpainting per Ascanio Sobrero di Andrea Marescalchi e il discorso intimo e suggestivo fatto da Giovanni de Lazzari, che in Taccuino presenta diversi disegni fatti su fogli A4 di carta su cui sono visibili le pieghe di una precedente loro chiusura, che, se seguite, portano ad accostare i lembi per ridurli a piccoli rettangoli di carta tascabili. Di Elisa Macellari, invece, sarà possibile visualizzare le illustrazioni di opere e momenti della filanda sul catalogo finale che verrà stampato e distribuito nei prossimi mesi.

Marco Arrigoni

Luigi Presicce ph Calugi

Luigi Presicce ph Calugi

Francesco De Grandi ph Elena El Asmar

Francesco De Grandi ph Elena El Asmar

Marco Andrea Magni,   L'incoronazione del paggio infedele

Marco Andrea Magni, L’incoronazione del paggio infedele

Andrea Contin ph Calugi

Andrea Contin ph Calugi

canedicoda madeinfilandia 2014

canedicoda madeinfilandia 2014