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E mentre entro nello spazio Peep-Hole, Renata Lucas si sposta dal salotto alla camera accendendo la luce nella sua casa a Rio de Janeiro. Ho avuto dunque la fortuna di captare l’invisibile presenza dell’artista mentre, a migliaia di chilomentri di distanza, deambulava da un vano all’altro.
Renata Lucas – in occasione della sua prima mostra italiana Third Time da Peep-Hole – ha deciso di intervenire sullo spazio traccinado un percorso esistenziale segnato dall’accendersi e dallo spegnersi di una serie di neon posti sul soffitto.
L’artista ha trasformato lo spazio espositivo collegandolo alla sua casa di Rio De Janeiro  mediante un sofisticato impianto di domotica ( la scienza interdisciplinare che si occupa dello studio delle tecnologie atte a migliorare la qualità della vita nella casa e che, grazie ad un sistema compiuterizzato, coordina tecnologia e apparati elettrici v. wiki). Ha creato così un  sistema ‘a distanza’ che suggerisce la sua presenza. 
Sul soffitto dello spazio si intuisce una sorta di piantina in cui diversi fili elettrici creano un reticolo o sistema d’illuminazione. Durante i 10 minuti che ho trascorso nello spazio, si è acceso un neon. Mi hanno spiegato che tutto lo spazio non ha altre fonti luminose se non quelle analoghe all’abitazione della Lucas. 
Pensando che ci sono solamentre 3 ore di fuso orario, è abbastanza verosimile che l’artista abbia dei ritmi di vita abbastanza simili ai nostri in Italia. 
L’ispirazione per questo lavoro giunge da lontano. “Questo lavoro ha avuto origine molto tempo fa, quando ho scoperto che la Statua del Cristo Redentore, posta sulla cima del monte Corcovado a Rio de Janeiro, era stata illuminata dall’Italia al momento della sua inaugurazione, di cui tra l’altro quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario (12 ottobre 1931). Si suppone, anche se non vi è notizia certa, che Guglielmo Marconi abbia utilizzato le onde radio per attivare le luci del Cristo dall’altra parte dell’Oceano Atlantico – c’è chi dice da Roma, chi da Napoli e chi da Coltano (Pisa). (…) Non mi importa se l’evento si sia realmente verificato, quello che mi affascina è l’idea che esso non sia avvenuto nè nel tempo del luogo d’origine del segnale, nè in quello del luogo di destinazione, ma che sia rimasto sospeso in qualche punto dello spazio e del tempo, una sorta di  ‘terzo tempo’ tra i due paesi. Così ho pensato di sovrapporre le due architettura solo attraverso gli impianti elettrici, facendo dei due edifici un unico spazio, contro ogni logica fisica, facendoli ‘operare’ insieme in una sorta di ‘terza posizione’ nello spazio e nel tempo.” Renata Lucas
Vincenzo De Bellis, presente al momento della mia visita, mi ha anche racontato che c’è una coincidenza tra lo spazio Peep-hole e l’abitazione della Lucas. Mentre l’artista è da pochissimo tempo che vive nella nuova abitazione a Rio de Janeiro, i Peep-hole hanno iniziato a fare il conto alla rovescia per lasciare lo spazio espositivo in via Panfilo Castaldi. L’intervento della Lucas è il primo di tre che connoteranno lo spazio fino a luglio 2012, mese che segna il definitivo trasloco dei Pee-hole in un nuovo spazio. 
Renata Lucas  – Third Time  
Peep-Hole, Milano
Fino al 4 febbraio 2012