Andrea Romano, Kenny Rogers, 2012. PVC. Cm 45 x 45 x 50. Foto è di Mathilde Agius

Namsel Siedlecki, Albero

Luca De Leva

Helena Hladilova

Giulio Del Ve, Sordi e maleducati, 2012, gesso, dimensioni variabili

Giovanni Oberti, Senza titolo (8), 2010 – Deumidificatori, aria, acqua, polvere. Dimensioni variabili

Gian Andrea Poletta, Untitled (Moon Walk), 2012, Nike Air Vortex, Dildo

Manuel Larrazàbal Scan_o, Senza Titolo (variazioni), 2012, pennarello e acqua su carta, 200×150 cm

Gemma Noris, 1 by 1, 2012 Video HD, color, loop. 7’48’

Danilo Correale

Emiliano Pistacchi, I´m gonna build a caste that touches the clouds not to get closer to god but to get further from y´all!, 2012, cardboard, floor paint, water

Tutto è cominciato con un giovane artista in residenza  presso gli Atelier Bevilacqua a Venezia, che ha coinvolto altri artisti, in particolare lo spazio non-profit GUM Studio . Lui è Gianandrea Poletta, che con altri 10 artisti, ha dato via alla mostra che inaugura questa sera 25 settembre presso la Fondazione Bevilacqua la Masa con sede in Piazza San Marco. Il titolo della mostra, RECORD, può assumere in questo contesto una varietà palisemica intrigante: nello sport è da intendere con ‘primato’ (battere un record); in un contesto storico significa registrare, documentare; in discografia significa incidere un LP, un disco…

Alcuni temi (semplificati) in mostra: la lotteria di Danilo Correale; gli oggetti esistenziali gonfiabili di Luca de Leva; il valore degli oggetti e il ‘mito’ della gazza ladra su cui lavora  Helena Hladilova; le superfici (umide) specchianti di Giovanni Oberti; Nike, vibratori e Michael Jackson per  Emiliano Pistacchi; le differenti leggi fisiche nella quotidianità di Gianandrea Poletta; Carpaccio e l’azione di impermeabilizzare le navi di Giulio del Vel;  la complessità degli oggetti comuni nell’opera di Namsal Siedlecki; gli accanimenti segnici nelle opere su carta di  Manuel Larrazàbal Scan_o; Romanticismo grattachecca per Andrea Romano; tentativi per ‘normalizzare’ dei prati di Gemma Noris.  

Gum Studio presenta così la mostra:

Non si può scegliere quando avere un’idea. La sua inafferrabilità ci impedisce una vera e propria conoscenza dell’atto ideativo. Di fronte al poter pensare c’è una sorta di assenza che obbliga all’attesa. Essere presenti nell’attimo rivelatore. Nel momento della sua manifestazione, non si sceglie tra le possibilità ma le si lascia essere, le si registra per quello che sono. La scelta è un’azione secondaria. Un’idea pura, primaria non necessità di una scelta, si offre compiuta, pronta a essere colta e tramutata da intuizione a reale. L’attesa dell’arrivo è l’atto creativo stesso.  Avere tutto il tempo del mondo per percepire l’istante che diventa infinito. La sua enunciazione è una necessità vitale. L’arrivo stesso dell’idea è quasi un oggetto, quasi un’immagine. La volontà di renderlo compiuto, di registrarlo, è un atto di generosità verso il prossimo. L’istante rivelatore, assoluto, è anche un attimo specifico, sempre diverso. Segno di una differenza. La possibilità di pensare non appartiene a chi la raggiunge poiché possiede la capacità di manifestarsi in ognuno di noi, eppure ogni idea è nella sua essenza specifica e irriducibile ad altre. Segno di questo piuttosto che l’altro, differenziale che evidenzia il mutare dell’esistenza, consapevolezza del nostro stare al mondo. Record è un tempo specifico, un attimo che appartiene a uno solo, ognuno ha il proprio. Record è la registrazione di questo istante, puro, semplice, potenzialmente identico a tutti gli altri nel flusso del tempo e tuttavia unico, irriducibile ai suoi simili.

Aperta fino al 21 Ottobre Fondazione Bevilacqua La Masa Galleria di Piazza San Marco Venice

Gli artisti: Danilo Correale, Luca De Leva, Giulio Del Vecchio, Helena Hladilova, Gemma Noris, Giovanni Oberti, Emiliano Pistacchi, Gianandrea Poletta, Andrea Romano, Manuel Larrazàbal Scan_o, Namsal Siedlecki

http://gumstudio.org