Alberto Moravia, Non so perchè non ho fatto il pittore. Scritti d'arte 1934-1990, Bompiani, 2017


Alberto Moravia, Non so perchè non ho fatto il pittore. Scritti d’arte 1934-1990, Bompiani, 2017

ALICE VISENTIN 

Lavorando ascolto sempre la radio. La radio è la mia principale fonte di titoli dei libri che, trascritti su foglietti, vado a comprare in libreria.

Quando leggo un libro finisce sempre che, terminata la lettura il libro diventa un brandello di fogli scritti e sottolineati multicolor, le copertine sporche.
Non sono una a cui prestare libri.

Da piccolina amavo i saggi. Ora amo i romanzi e le storie che parlano di umanità e vita. Cerco quella sensazione di iper fascinazione che si ha, specialmente da bambini, di fronte ad un oggetto bello e misterioso che si vorrebbe far proprio.

Da un testo apparso su La Lettura di Asier Altuna:

“Txintxua è una parola che riporta all’infanzia. Mi piacciono molto le sue sonorità e la sua forza. Non si trova sul dizionario; c’è solo la radice txintxo, che in euskara (basco) significa buono/ buona, serio, perbene. L’ho scelta perché la cosa che più apprezzo è incontrare persone generose, affidabili, genuine. Lo stesso tipo di persone che mi piace vedere al cinema. Ci sono film con personaggi txintxuas, memorabili. Come il Totò di Miracolo a Milano di Vittorio d Sica: Un giovane generoso che non esita a fare bene agli altri. Viviamo in una società dove trionfa il furbo, il corrotto, il potente, il ricco. Io scommetto su un altro tipo di eroe: buono, positivo, imprevedibile, innocente, un personaggio txintxuas Che ci faccia credere che un altro mondo è possibile.”

Da “Esplosione della maniera”, in Alberto Moravia, Non so perché non ho fatto il pittore. Scritti d’arte [1934_1990]

“La vitalità esclude la visione del mondo, perché la visione del mondo si forma e si sviluppa a partire dall’abbandono del terreno sicuro della vitalità. e chi rimane fedele alla vitalità non può aspirare a forgiarsi una visione del mondo. Al livello della vitalità, non c’è ancora il mondo degli uomini con le sue convinzioni e la sua storia; esso è sottinteso però nella vitalità e per questo, a conti fatti, è inutile parlarne. Chi crede nella vitalità, non credo propriamente a nulla pur credendo a tutto. Cioè a nulla di veramente umano. Crede invece in un dato irriducibile, originario, primitivo e fermo che, curiosamente, porta, in arte, all’eclettismo, al culturalismo e soprattutto al formalismo. Naturalmente, non si allude qui al formalismo calligrafico e decorativo, bensì al culto pluralistico delle forme intese come pure proliferazioni dello slancio vitale.”

 

Elémire Zolla, Le meraviglie della natura. Introduzione all'alchimia, 1951

Elémire Zolla, Le meraviglie della natura. Introduzione all’alchimia, 1951

 

Elémire Zolla, Le meraviglie della natura. Introduzione all'alchimia, 1951

Elémire Zolla, Le meraviglie della natura. Introduzione all’alchimia, 1951

Elémire Zolla, Le meraviglie della natura. Introduzione all'alchimia, 1951, p.153

Elémire Zolla, Le meraviglie della natura. Introduzione all’alchimia, 1951, p.153

Luciano Fabro, Arte torna arte. Lezioni e conferenze 1981-1997, Einaudi, 1999

Luciano Fabro, Arte torna arte. Lezioni e conferenze 1981-1997, Einaudi, 1999

Luciano Fabro, Arte torna arte. Lezioni e conferenze 1981-1997, Einaudi, 1999, p. 33

Luciano Fabro, Arte torna arte. Lezioni e conferenze 1981-1997, Einaudi, 1999, p. 33

Collezione della rivista Aut Aut, fondata nel 1951 da Renzo Paci con Redattore Capo Gillo Dorfles

Collezione della rivista Aut Aut, fondata nel 1951 da Renzo Paci con Redattore Capo Gillo Dorfles

Alice Visentin

Alice Visentin

Rubrica seguita da Lisa Andreani —