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JONATHAN GOBBI

Difficile selezionare solo alcuni libri, anche perché nella nostra ricerca entrano anche cose che abbiamo letto tempo fa e che magari vengono rispolverati quando c’accorgiamo che possono contenere spunti interessanti. Per esempio alcuni mesi fa ho ripensato al racconto “Alle montagne della follia” di H.P. Lovecraft che non leggevo da almeno 10 anni, in relazione all’idea di un’architettura “altra” e non umana, oltre al tema dell’esploratore che è spesso presente nella nostra ricerca attuale. Per parlare di cose più contemporanee, ho ricevuto in regalo “Monsters, tricksters and sacred cows” di James Arnold che si sta rivelando una lettura molto interessante riguardante un’interpretazione antropologica delle dinamiche del mito all’interno della colonizzazione delle Americhe.

Devo comunque ammettere che prediligo la forma narrativa a quella saggistica, e penso che il racconto in generale possa essere molto generoso nel fornire spunti alla pratica artistica, spesso inaspettati e meno immediati. Per citare un nome tra tutti, Tommaso Landolfi con il suo “Dialogo dei massimi sistemi” mi ha fornito numerose riflessioni in una forma estremamente piacevole!

libri atp

MARCO FURLANI

Sicuramente l’autore che negli ultimi anni è stato più presente sul mio comodino è Ernst Jünger. Due testi soprattutto, Tipo Nome Forma e Cacce Sottili, perché capaci di cristallizzare in una scrittura estremamente fertile e immaginifica sia l’incanto che la trattazione filosofica. Un debito all’interpretazione del globo lo devo senza dubbio a Franco Farinelli, primo devoto alla figura di Alexander von Humboldt, da cui la nostra ricerca prende origine.

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In ultimo, testi di divulgazione scientifica e naturalistica (Lorenz, Fabre, Gould…) dove la narrazione, è capace di dare voce a un vegetale muto o al meccanismo evolutivo di un proteo e, nella lettura, è possibile compartecipare al momento dell’esplorazione, della scoperta e al manifestarsi della natura.

Alcune figure che invece recentemente stanno influenzando i nostri lavori sono Carlo Scarpa, Cesare Brandi e Herbert Bayer, che fungono da modello e riflessione riguardo l’exhibition design. I primi due sono stati oggetto di studio per la personale che attualmente si trova da Current mentre l’artista e grafico tedesco per il prossimo progetto che presenteremo al PAV di Torino per Teatrum Botanicum.

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