Tomaso De Luca - Coreografia per un libro

Tomaso De Luca – Coreografia per un libro

Coreografia per un libro

“I libri fanno polvere” diceva mia nonna, con tono affermativo, assoluto, pregno di un’ignoranza contadina pressoché inscalfibile. Mia madre, che invece ha letto tanto, tantissimo, tutto (tranne i libretti delle istruzioni, quando ancora esistevano), dice che i libri salvano l’anima. Le ho rubato qualche romanzo, qualche introvabile testo teatrale, le chiedo sempre di correggere le bozze dei testi che scrivo. Da mio padre invece ho preso i manuali di filosofia. Dall’ultimo mio trasloco ho portato con me solamente i libri, che ora stanno negli scatoloni, in cantina, in attesa del prossimo approdo sicuro.

Ho trasformato la cantina in una personale variazione di Fahrenheit 451, dove i libri sono stati rinchiusi e cancellati nell’anonimato delle scatole di cartone, inarrivabili. Mi sono forzato a ricordarli più che posso, nell’attesa di un plotone di esecuzione che li elimini per sempre o di un movimento partigiano che li porti in salvo. Nel mio bagaglio fisico sono ammesse solo poche pagine ora, brandelli sparsi, leggeri, i più importanti, di una cultura rattoppata. Sarebbe un sogno ricordarseli tutti a memoria.
Sarebbe anche il sogno di mia nonna. Un sogno per scaffali senza polvere.

Così mi sono forzato a costruire testi senza più note, lemmi e citazioni, materiali su cui, in passato, ho fondato una traballante carriera scolastica e una discreta parlantina. Mi sono dovuto abituare a continuare da solo, senza i miei libri, frequentabili solo in una versione nebulosa e immateriale, mnemonica, come fossero un arto fantasma. È stato come se, di punto in bianco, mi fosse mancata una gamba.

Tomaso De Luca - Coreografia per un libro

Tomaso De Luca – Coreografia per un libro

Ho perso qualcosa che era essenziale e che ora non lo è più. Non ne ho più bisogno, come se avessi perso una terza gamba, una gamba che fino ad ora non mi ha permesso di camminare, che mi ha trasformata in un tripode stabile. Ho perso la terza gamba. Così sono tornata ad essere la persona che non sono mai stata, sono tornata ad avere qualcosa che non ho mai avuto: due sole gambe. So che l’unico modo che ho per camminare è con due gambe, ma sento l’inutile assenza di una terza gamba. E mi terrorizza. Quella era la gamba che mi rendeva semplice sapere dov’ero, grazie alla quale non dovevo nemmeno badare a me stessa. Due gambe che camminano, senza una terza che ti trattiene. E io voglio essere trattenuta. Non so che farmene della terrificante libertà che potrebbe distruggermi.

Poco prima di lasciare New York per la prima volta, il mio amico Joey mi regalò l’edizione inglese de La Passione Secondo G.H., di Clarice Lispector. Durante gli ultimi giorni in città girovagavo senza meta, registrando sul telefono i brani del libro. Il paragrafo che ho trascritto qui sopra l’ho registrato a Chelsea se non ricordo male, camminando e leggendo ad alta voce nel microfono. Mi si sente parlare con la proverbiale patata in bocca, contornato dal brusio di sottofondo, dalle immancabili sirene e da una miriade di altre interferenze. Una volta tornato ho dovuto riporre il libro in una delle scatole, dove è rimasto. Nemmeno Joey lo sento da un po’, spero sappia che gli voglio bene.

Mentre scrivevo della gamba mancante mi sono ricordato della registrazione. Ho tradotto quello che potevo, alla buona, quasi sicuramente sostituendo dei termini, saltando qualche parola e, oltretutto, inserendo una punteggiatura del tutto arbitraria. Non l’ho virgolettato per pura reverenza nei confronti della Signora Lispector, ma il contenuto è più o meno lo stesso. Immagino sia da considerare anche questa, per quanto sbilenca, una citazione. Ma è probabile che abbia aggiustato la sua poetica alla mia, curvandola, sprimacciandola, sedendomici sopra come si farebbe sulla poltrona di qualcun altro, modificando la conca perfetta che ha accolto una schiena altrui per i decenni precedenti. Mi sono comportato da ospite invadente, da proprietario di seconda mano, da stronzo qualunque di B&B. La filologia è andata in malora, i diritti d’autore belli che calpestati. Ho messo in atto un Fahrenheit sbadato, con lacune, incomprensioni, balbuzie, conati. Non ho salvato niente dalle fiamme o dalla cantina, non ho offerto alcun servizio all’umanità.

Tomaso De Luca - Coreografia per un libro

Tomaso De Luca – Coreografia per un libro

Purtroppo non sono mai stato bravo a ripetere a pappagallo, anche quando mi facevano imparare Leopardi a memoria. Se lo avessi sputato dentro un registratore, mentre camminavo su un marciapiede affollato, per poi riascoltarlo anni dopo, avrei potuto riascoltare L’infinito con i rumori del traffico, della circonvallazione, dell’acqua che bolle…Cosa c’è di più infinito di questo?

Da quando i miei libri sono nella loro cripta temporanea, ciò che mi è stato possibile frequentare è il peso del testo. Lo posso praticare, assorbire, esercitare. Senza più libri, senza più la gamba che non mi serviva, il peso è quadruplicato. Il peso dell’arto fantasma.
Nel Fahrenheit storto che mi sono inventato, più che della memoria ho realizzato di aver bisogno del corpo: il testo va ballato, compreso e tradotto per tutti gli organi che mi compongono e per quelli che non ci sono più. Mi sono dovuto inventare una coreografia per un corpo a tre gambe.

(Mi prendo la responsabilità di tutto questo, Signora Lispector, Signor Ginzburg, Signor DeLillo. Spero capirete, nonostante tutto.)

*piccolissimo compendio di libri:

Cosa Può un Corpo? Lezioni su Spinoza, Gilles Deleuze
Il formaggio e i vermi, Carlo Ginzburg
Rumore Bianco, Don DeLillo
Cuore di tenebra, Joseph Conrad
Il desiderio preso per la coda, Pablo Picasso
Poesie, Jean Genet
Una stanza tutta per sé, Virginia Woolf
The Passive Vampire, Gherasim Luca
Eliogabalo, Antonin Artaud
Privacy and Publicity, Beatriz Colomina
Il mondo dell’oggetto evocativo, Christopher Bollas
Operette Morali, Giacomo Leopardi
Sulla Scultura, Henry Moore
Il secco e l’umido, Jonathan Littell

Tomaso De Luca - Coreografia per un libro

Tomaso De Luca – Coreografia per un libro

Tomaso De Luca - Coreografia per un libro

Tomaso De Luca – Coreografia per un libro

Rubrica seguita da Lisa Andreani —