Ra di Martino,   Authentic News of Invisible Things,   Museion Project Room,   2014 Courtesy of the artist

Ra di Martino, Authentic News of Invisible Things, Museion Project Room, 2014 Courtesy of the artist

Venerdi 26 Settembre ha inaugurato Authentic News of invisible Things, mostra personale di Rä di Martino ospitata nella Project Room di Museion

La mostra in realtà non si trova nell’usuale spazio dedicato alla project room a piano terra, a fianco del Museion Passage, ma per volere di Pierre Bal-Blanc – curatore della mostra “Soleil Politique”, inaugurata lo stesso giorno – è stata allestita nell’adiacente Casa Atelier. Questo spostamento, questa “rottura attiva”, per citare le parole di Letizia Bragaglia, fa parte di un discorso più ampio riguardante il ruolo che dovrebbe svolgere un museo all’interno di una comunità, e che viene affrontato dal curatore nella sua mostra. Lo spostamento è dovuto ad un suo interrogarsi su quale sia l’effettivo ruolo di una project room. “Per me la project room è una sezione molto datata, proveniente dagli anni ’90, in cui i musei, cercando di tenere il passo dettato dagli art centers, cercano di includere delle opere prodotte dalle nuove generazioni”, ha precisato Pierre Bal-Blanc. “Negli anni è diventato una sorta di spazio standardizzato, è questo è molto pericoloso perchè divide le generazioni e isola i processi”Rä di Martino, nel suo processo e nella sua pratica artistica, dialoga con “Soleil Politique” per lo sguardo diverso sulla realtà, la storia e la narrazione che accompagna molti altri artisti presenti nella mostra.

Gli artisti invitati nella Project Room di Museion lavorano sul territorio, e nel territorio di Bolzano si trova la sede principale dell’Iveco DV (Iveco Defence Vehicle), che produce carri armati. 

La ricerca di Rä di Martino ha un forte legame con il cinema e si concentra sul concetto di backstage, sulle rovine, sugli scenari che costituiscono la nostra memoria collettiva. Attraverso una ricerca su materiale d’archivio, principalmente in quello dell’Imperial War Museum di Londra, l’artista ha scoperto un fatto curioso: nella tattica militare di depistaggio visivo nota con il termine di “camouflage”, dalla Prima Guerra Mondiale fino ai giorni nostri, per ingannare l’esercito nemico si usa inscenare dei finti paesaggi militari, che comprendono anche dei finti carri armati – denominati in gergo “dummy tanks”. Questi nella Prima e Seconda Guerra Mondiale venivano costruiti con delle anime in legno, molto semplici e leggere per essere facilmente trasportate e montate, poi ricoperte con tessuti o altri materiali. 

Se la guerra utilizza delle messe in scena, il cinema tende invece ad utilizzare carro armati veri: per realizzare i film vengono affittati quelli veri direttamente dall’esercito. L’artista ha attivato proprio questo processo, chiedendo in prestito all’Esercito Italiano un vero carro armato, che ha fatto passare in una giornata qualunque per il centro storico di Bolzano. La mostra è composta da una fotografia che ritrae due ragazzini che guardano il vero carro armato a Bolzano e da un’installazione composta da due video. Fuori dalla Casa Atelier poi c’è una struttura di legno molto astratta, che in realtà è il telaio di un dummy tank riprodotto sempre a partire da materiale d’archivio.

Nella video installazione il passaggio dal documento storico alla fiction può essere analizzato su tre livelli distinti: il primo è il video del 1918 ritrovato nell’archivio dell’Imperial War Museum, in cui vediamo un gruppo di civili di Lille che esce da una chiesa e guarda incuriosito un carro armato finto dell’esercito tedesco abbandonato in strada. “Io lavoro sempre sul come la finzione ritorna nella realtà e cambia le conseguenze dei fatti reali”, ci racconta Rä. “Mi ha colpito molto la scoperta l’esistenza di questi carri armati finti, di legno, che comunque hanno contribuito a cambiare gli eventi. In questo video vediamo le facce di persone che escono in strada, finita una guerra, e si trovano davanti questo giocattolo che i tedeschi hanno usato per fingere di essere più forti di quelli che erano. Siccome il mio ultimo progetto si concentrava su delle rovine abbandonate di set cinematografici, strani esseri di legno nel deserto in Tunisia e in Marocco, il video rappresenta un buon collegamento perchè questi sono veramente dei props teatrali che hanno prodotto conseguenze sulla realtà e producono ancora conseguenze. Tuttora sono prodotti carro armati finti, realizzati  molto meglio in vetro-resina. A Torino, dove vivo, c’è un signore che negli anni ’90 è diventato milionario facendo questi carro armati vuoti, in vetro-resina, che poi vendeva per la Guerra del Golfo”.  

Il secondo livello è un remake del video d’archivio realizzato quest’anno a Bolzano: l’artista ha fatto ricostruire il dummy tank e ha girato un video con delle comparse in abito d’epoca, in cui la finzione, già palese per la presenza del carro armato di cartone, è resa ancora più evidente da un operatore che entra nell’inquadratura sventolando un fumogeno rosso. “La cosa buffa”, continua Rä, “è che nel video originale si vede la gente che ride e guarda il cameraman, perchè sicuramente stavano rifacendo la scena. Ai tempi le cineprese erano molto lente, quindi spesso veniva chiesto di ricreare più volte quello che era appena accaduto. Quindi il video d’archivio è più finto del mio, che è già veramente molto finto”.

Nel terzo livello Rä di Martino ha fatto circolare nel centro di Bolzano un vero carro armato Iveco senza darne comunicazione agli abitanti, riprendendo la reazione spontanea dei passanti tramite una serie di telecamere nascoste. “Oggi, vedendo passare un simbolo bellico in una delle nostre città, nessuno pensa a un’entrata in guerra, eppure in paesi geograficamente non troppo lontani da noi è così”

Testo di Matteo Mottin

Fino all’11 Gennaio 2015.

museion.it

Ra di Martino,   The Fog #1,   2014,   Museion Project Room,   Courtesy Galleria Monitor,   Roma & Copperfield Gallery Londra

Ra di Martino, The Fog #1, 2014, Museion Project Room, Courtesy Galleria Monitor, Roma & Copperfield Gallery Londra

Ra di Martino,   The Fog #1,   2014,   Museion Project Room,   Courtesy Galleria Monitor,   Roma & Copperfield Gallery Londra

Ra di Martino, The Fog #1, 2014, Museion Project Room, Courtesy Galleria Monitor, Roma & Copperfield Gallery Londra

Ra di Martino,   Authentic News of Invisible Things,   Museion Project Room,   2014 Courtesy of the artist

Ra di Martino, Authentic News of Invisible Things, Museion Project Room, 2014 Courtesy of the artist