Gina Klaber Thusek Danza macabra, 1977 Courtesy: Palais Mamming Museum, Merano – Cultura in movimento: Merano 1965-1990 27 febbraio – 13 giugno 2021 A cura di: Markus Neuwirth, Ursula Schnitzer

Dopo un 2020 contraddistinto dalle chiusure e dalla programmazione digitale e multimediale, Kunst Meran Merano Arte riparte con un programma ibrido, tra eventi in presenza e in virtuale, per celebrare e raccontare i 25 anni dell’associazione e i 20 anni della sede. 3 progetti che mostrano, come sottolinea Anna Zinelli, “la continua ricerca e interesse nei confronti della storia del territorio, dell’interdisciplinarità ma con uno sguardo al futuro, considerando una serie di tematiche attuali sul piano sociale e politico”. 

Il primo progetto primaverile è Cultura in movimento: Merano 1965-1990 – a cura di Markus Neuwirth e Ursula Schnitzer – che prevede una pubblicazione editoriale inedita, una mostra collettiva e un programma digitale. Ursula Schnitzer parla di “un progetto che è molto di più di un progetto, è l’esito di una lunghissima ricerca pluriennale sul territorio con lo spirito e l’obiettivo di valutare la qualità dei protagonisti del panorama locale, sia più maturi che giovani”. Grazie alla catalogazione e ai lasciti – come l’archivio fotografico di Oswald Kofler, il lascito dell’artista Regina Klaber Thusek o quello dell’architetto Willy Gutweniger – è stato possibile approfondire artisti e progetti che hanno caratterizzato il periodo compreso tra il 1965 e il 1990. Il volume che è nato da questa ricerca, reso possibile grazie alla collaborazione con Davide Perbellini e la fotografa Elisabeth Hölzl, è l’esito di altre due pubblicazioni precedenti – F come Fellin (2010) e Prospettive di futuro: Merano 1945-1965 (2012) – inteso come un “ulteriore step nell’approfondimento della cultura regionale”. Dalla pubblicazione si è poi sviluppata la collettiva: “i 37 saggi spaziano dagli approfondimenti monografici al teatro, dalla musica a tanti altri aspetti che nella loro complessità mostrano l’intreccio tra i protagonisti dei diversi ambiti culturali. La collettiva conta 43 artisti e più di 100 opere che mostrano l’internazionalità e l’apertura verso linguaggi e culture diverse, nonché l’incontro tra due diverse generazioni”.  Cultura in movimento si completa in un ricco programma, Salon Kunsthaus, sia in digitale, con una serie di conferenze, che in presenza – qualora la situazione sanitaria lo permetterà –  con passeggiate e incontri con gli artisti. 

Anton Frühauf Spilla in corteccia, 1985-1990 Collezione privata Foto: Martin Messavilla – Cultura in movimento: Merano 1965-1990 27 febbraio – 13 giugno 2021 A cura di: Markus Neuwirth, Ursula Schnitzer
Hermann Nitsch Manifesto per mostra a Merano, 1990 Courtesy: Franz Pichler – Cultura in movimento: Merano 1965-1990 27 febbraio – 13 giugno 2021 A cura di: Markus Neuwirth, Ursula Schnitzer

Il secondo progetto estivo, intitolato L’arte è percezione del futuro, nasce per celebrare l’anniversario di Kunst Meran partendo da un quesito: “Con che obiettivo abbiamo cercato di presentare e abbiamo presentato e promosso la produzione e la discussione sull’arte?”. A questa domanda sono chiamati a rispondere, in un progetto collaborativo e interdisciplinare, curatrici e curatori che in passato hanno curato più di un’esposizione negli spazi di Merano Arte. Il leitmotiv della mostra collettiva è l’arte e la percezione del futuro: i curatori, pensando al ruolo che arte e architettura hanno nella e per la società contemporanea, stanno elaborando una serie di tematiche – società ed etica, trasformazione digitale, genere e cura, speculazione immobiliare e mancanza di una dimora, per citarne alcune – e sfide su cui riflettere. Ogni curatore lavorerà singolarmente e collettivamente: sarà infatti chiamato ad allestire una sala all’interno dello spazio, riflettendo al contempo sulle possibili relazioni e legami tra le singole posizioni. 

Chiude la mostra autunnale The poetry of translation, curata da Judith Waldmann. “La mostra – il cui titolo è ancora provvisorio – occuperà l’intero spazio espositivo e tutti e tre i piani, coniugando opere contemporanee multimediali alla documentazione storica, in una collettiva realizzata in collaborazione con artisti nazionali e internazionali e con altre istituzioni culturali. The poetry of translation è la prima mostra in cui posso avvicinarmi al multilinguismo dell’Alto Adige e alla diversità delle lingue”. Il dualismo linguistico e culturale, sorta di filo rosso che unisce l’intera programmazione del 2021, è un tema dibattuto e che presenta problematiche e potenzialità, indagato sia nella forma della traduzione linguistica che multimediale. Emblematico in tal senso lo spettacolo, messo in scena a Bolzano nel 1980, Teste tonde e teste a punta di Berthold Brecht: le teste tonde e quelle a punta parlano due lingue diverse, generando una confusione e una difficoltà comunicativa che sembra di difficile risoluzione. “La traduzione può essere intesa come fonte di creatività e poesia ma anche come incomprensione ed esclusione: partendo dalla traduzione da una lingua all’altra, si passa alla traduzione in media diversi, come la musica. Cosa succede quindi se i visitatori della mostra non sanno come leggere un codice di segni?”.

Rudolf Stingel Untitled, 1989 Courtesy: Rudolf Stingel – Cultura in movimento: Merano 1965-1990
Annika Kahrs, Playing to the Birds, HD-Film, Color, Sound, 14 Min, 2013, Courtesy the artist and Produzentengalerie Hamburg

Cultura in movimento: Merano 1965-1990
A cura di Markus Neuwirth, Ursula Schnitzer 
Febbraio – giugno 2021

L’arte è percezione del futuro
A cura di Valerio Dehò, Luigi Fassi, Sabine Gamper, Andreas Kofler, Günther Oberhollenzer, Anne Schloen, Magdalene Schmidt, Susanne Waiz (Direzione del progetto: Martina Oberprantacher, Ursula Schnitzer) 
giugno – ottobre 2021

The poetry of translation
A cura di Judith Waldmann 
ottobre 2021 – gennaio 2022 

Kunst Merano – Merano Arte