Gutkina, GMG, BOYS OBJEKT

Gutkina, GMG, BOYS OBJEKT

La mostra, a cura di Lorenzo Balbi e Suad Garayeva-Maleki, prende in considerazione il periodo post Rivoluzione d’Ottobre, nel contesto sociale che origina dall’era sovietica e dalla caduta del Muro di Berlino. Coerentemente con un’impostazione curatoriale che dal 2018 vedrà gli spazi di Villa delle Rose coinvolti in progetti espositivi di respiro internazionale, It’s OK to change your mind! vuole offrire una possibile lettura dell’arte contemporanea russa e un nuovo punto di vista sull’eredità delle avanguardie di inizio Novecento attraverso le opere di ventuno artisti e collettivi che utilizzano differenti media, provenienti dalla Collezione Gazprombank.

Come rilevato da Bart De Baere, direttore del M HKA, Museo d’Arte Contemporanea di Anversa e autore di uno dei testi in catalogo, sebbene la Russia sia stata una delle culle dell’arte moderna e possa vantare oggi una comunità artistica variegata, intellettualmente stimolante e visivamente sofisticata, non vi è sufficiente consapevolezza a livello internazionale della straordinaria vivacità della sua produzione contemporanea.
In un periodo di incertezza politica e di turbolenza sociale, in cui manifestazioni e gesti quotidiani apparentemente apolitici diventano rappresentazione della spinta al cambiamento, la protesta assume le forme dell’astrazione.
La mostra delinea l’ampio spettro delle differenti posizioni in campo artistico, da quelle che si interrogano su sfide individuali e utilizzano forme espressive prettamente locali a quelle che esplorano il sogno distopico di costruire una realtà alternativa.
Mentre le avanguardie russe del secolo scorso richiedevano un’azione concentrata, diretta verso un preciso obiettivo, oggi l’energia artistica sembra essere più diffusa e indeterminata. Molte opere emanano un’aura di sospensione nel tempo e nello spazio, in uno stato di perpetua attesa di un futuro migliore. Sentimenti nostalgici descrivono il desiderio di una società pacifica e più equa mentre la nuova identità russa viene negoziata attraverso la giustapposizione di vecchie tradizioni alla cultura giovanile globale del presente.
Evocando a volte la filosofia del Cosmismo russo, secondo la quale colonizzare lo spazio condurrebbe all’immortalità, un modo per conquistare un nuovo inizio diventa possibile spostandosi dall’ordinario verso un dominio diverso, spesso post-umano. Numerosi lavori in mostra si riappropriano delle potenti forme architettoniche dell’avanguardia per decostruirle nei blocchi che costituiscono il nuovo ordine mondiale. L’architettura, di conseguenza, agisce sia come sostituto di umanità nel suo habitat più intimo che come messa in scena per la nuova rappresentazione sociale.
Gli artisti in mostra, insieme, annunciano uno spostamento paradigmatico nonostante la confusione e l’incertezza che la loro generazione si trova a fronteggiare. Il titolo It’s OK to change your mind!, suggerito dall’omonimo lavoro di Svetlana Shuvaeva, a sua volta preso in prestito dal popolare slogan di una campagna della multinazionale IKEA, evidenzia il senso di gioco insito nella pratica artistica attuale. (estratti da comunicato stampa).