Marino Marini, L'angelo della città, 1948 (fusione del 1950?), bronzo, 175 x 176 x 106 cm. Collezione Peggy Guggenheim, Venezia

Marino Marini, L’angelo della città, 1948 (fusione del 1950?), bronzo, 175 x 176 x 106 cm. Collezione Peggy Guggenheim, Venezia

Marino Marini. Passioni visive | 27 gennaio – 1 maggio 2018

Dopo Palazzo Fabroni a Pistoia, la Collezione Peggy Guggenheim sarà la seconda tappa della mostra Marino Marini. Passioni visive, con un allestimento in parte differente. Accanto all’ampio corpus di opere di Marino Marini (1901-80), anche una selezione di lavori di artisti come Giacomo Manzù, Henry Moore, Pablo Picasso, Auguste Rodin e altri, nonché oggetti d’arte etrusca e sculture italiane del XV secolo. La mostra intende contestualizzare l’opera di Marini in un panorama storico-artistico più ampio e stabilire così un dialogo più ravvicinato e innovativo tra il suo lavoro e la tradizione scultorea cui l’artista fa riferimento. Marino Marini. Passioni visive offrirà una rilettura inedita, e in qualche caso provocatoria, dei temi affrontati dallo scultore pistoiese che travalica le gabbie della cronologia e dei generi scultorei. A cura di Barbara Cinelli e Flavio Fergonzi.

Josef Albers in Messico | 19 maggio – 3 settembre 2018

Saranno esposte per la prima volta al pubblico fotografie e foto-collage, insieme a una significativo nu-cleo di dipinti, di Josef Albers (1988-1976) appartenenti al Museo Solomon R. Guggenheim di New York. La mostra include inoltre un gruppo selezionato di foto-collage sul Messico e dipi000nti concessi dalla Fondazione Anni e Josef Albers, raramente esposti, che permetteranno di contestualizzare ulte-riormente questa poco conosciuta produzione artistica di Albers. Albers in Messico sarà l’occasione per analizzare la significativa influenza che i siti archeologici e i monumenti del Messico esercitarono sull’artista tedesco, evidenziandone l’interesse per la geometria e gli elementi formali dell’architettura precolombiana. Al tempo stesso, l’impegno di Albers nello studio dell’arte e dell’architettura messicani lo identifica quale precursore nella storia dell’arte americana del secondo dopo guerra, quando artisti a lui successivi come Donald Judd, Ad Reinhardt e Robert Smithson guardarono alle antiche tradizioni con una nuova sensibilità e auto-consapevolezza. La Collezione Peggy Guggenheim ospiterà la mostra successivamente al Museo Solomon R. Guggenheim di New York. A cura di Lauren Hinkson.

1948: la Biennale di Peggy Guggenheim | 25 maggio – 25 novembre 2018

Il 2018 segna il 70° anniversario dell’esposizione della collezione di Peggy Guggenheim all’interno delle sale del Padiglione Greco alla XXIV Biennale di Venezia. La prima volta in assoluto che la collezione della mecenate veniva esposta in Europa. Nelle Project Rooms del museo viene ricreato l’ambiente del Padiglione, allestito in quell’occasione dal celebre architetto veneziano Carlo Scarpa.

Osvaldo Licini 1894 – 1958 | 22 settembre 2018 – 14 gennaio 2019

La mostra celebra i 60 anni della scomparsa di Osvaldo Licini 1894 – 1958): era il 1958 quando l’artista, sotto l’egida promozionale del critico d’arte amico di Peggy Guggenheim, Giuseppe Marchiori, vinse il gran premio internazionale per la pittura alla XXIX Biennale di Venezia dove aveva presentato 53 opere – eseguite tra il 1925 ed il 1958 – in una sala personale allestita da Carlo Scarpa. Tra le figure di massimo spicco nel panorama artistico della prima metà del XX secolo, dopo l’esperienza figurativa, Licini ab-bandona ogni residuo realista, per dedicarsi interamente all’astrattismo. Con oltre 80 opere, la mostra alla Collezione Peggy Guggenheim porta in scena quella pittura che per Licini era l’arte dei colori e dei segni, dove questi ultimi esprimevano la forza, la volontà, l’idea e la magia.

Osvaldo Licini, Castello in aria, 1933-1936. Collezione Augusto e Francesca Giovanardi

Osvaldo Licini, Castello in aria, 1933-1936. Collezione Augusto e Francesca Giovanardi