Matilde Cassani, immagine di ricerca

Matilde Cassani, immagine di ricerca

Il programma di ar/ge kunst del 2018 si compone di quattro progetti di mostra integrati da un public program dedicato ad ogni mostra che prevede lectures, workshops e performances.

L’intero programma articolerà un discorso intorno a ricerche artistiche che guardano alle tensioni tra politiche d’identità e processi d’ibridizzazione sempre a partire da un approccio storico e in favore di modalità di pensiero non eurocentriche.

La mostra dell’artista e architetto di base a Milano, Matilde Cassani (23.02-05.052018) conclude il One Year-Long Research Project / Third, terzo episodio del programma di residenza di ar/ge kunst, quest’anno co-organizzato con Künstlerhaus Büchsenhausen, Innsbruck, che ha portato la Cassani a sviluppare una nuova ricerca nella macro-regione a cavallo del confine Italo-Austriaco; un territorio che l’artista ha esplorato osservando lo sport del cricket, gioco inglese esportato in tutte le nazioni del Commonwealth durante il colonialismo e rientrato in Europa attraverso la pratica delle nuove comunità ospiti.

Il 18 Maggio inaugurerà la prima mostra personale italiana del collettivo Slavs and Tatars, di base a Berlino e che da dieci anni si definisce e opera come ‘a faction of polemics and intimacies devoted to an area east of the former Berlin Wall and west of the Great Wall of China known as Eurasia’. In parallelo alla mostra, che presenterà un progetto appositamente pensato per ar/ge kunst, si terrà un tour in Italia in collaborazione e co-produzione con altre istituzioni, in cui Slavs and Tatars presenterà la propria ricerca sulla lezione performativa.

Slavs and Tatars, Bicephalic, 2017. Screenprint on paper, 68 x 94 cm

Slavs and Tatars, Bicephalic, 2017. Screenprint on paper, 68 x 94 cm

La stagione autunnale porterà avanti la collaborazione col collettivo franco-italiano Islands Songs (Nicolas Perret & Silvia Ploner), dopo la presentazione del settembre 2017 in collaborazione con il festival Transart. In questa seconda occasione (07.09 – 10.11.2018), il progetto di mostra porterà avanti la ricerca sul suono del collettivo attraverso l’articolazione di momenti performativi e formati discorsivi. A partire dalla recente produzione Singin Microbes and Other Spirits, realizzato con l’antropologo e biologo César Enrique Giraldo Herrera per EVERY TIME A EAR DI SOUN’, programma radio di Documenta 14, Perret e Ploner inviteranno il pubblico a ripensare le nozioni di personhood e identità, categorie ritenute stabili secondo il pensiero occidentale. 

ISLANDS SONGS research image

ISLANDS SONGS research image

L’ultima mostra del 2018 (inaugura il 23.11.), vedrà il ritorno dell’artista Nigeriana di base a Bruxelles Otobong Nkanga dopo la sua partecipazione alla collettiva Prologue Part II – La Mia Scuola di Architettura (Novembre 2013) ad ar/ge kunst. Con la sua prima mostra personale in Italia, Otobong Nkanga darà continuità alla sua più recente ricerca sui rapporti neo-coloniali tra comunità, paesaggio e materie prime, con un progetto di mostra ripensato appositamente per Bolzano che coniugherà la sua ricerca più installativa con momenti performativi. 

Otobong Nkanga Social Consequences II book

Otobong Nkanga Social Consequences II book

Parallelamente il public program vedrà la continuazione della serie di presentazioni La Mia Scuola di Architettura (iniziato nel 2013), con la novità che i relatori saranno invitati da tre curatrici ospiti: Frida Carazzato, Museion, (Bolzano); Simone Mair, ar/ge kunst/BAU, (Bolzano); Nina Tabassomi, Taxispalais Kunsthalle Tirol, (Innsbruck).

Il programma è a cura del direttore artistico Emanuele Guidi.