Fabrizio Prevedello, Studio 2019 Veduta dell’installazione presso Barriera, Torino Foto: Cristina Leoncini Courtesy Cardelli & Fontana artecontemporanea

Fabrizio Prevedello, Studio 2019 Veduta dell’installazione presso Barriera, Torino Foto: Cristina Leoncini Courtesy Cardelli & Fontana artecontemporanea

English text below

In occasione della mostra di Fabrizio Prevedello, Studio, all’ Associazione Barriera di Torino, pubblichiamo un estratto del testo del curatore Davide Daninos.
La mostra è visibile fino al 13 aprile.

Luce ovunque*

Fabrizio Prevedello è solito salutare le persone a lui care con un augurio di “buon tempo”. Non un semplice auspicio riferito alle condizioni metereologiche che incontreremo, ma una delicata esortazione affinché il tempo futuro a cui dedicheremo le nostre attenzioni sia un tempo speso bene, concentrato, senza sprechi e distrazioni, ovvero, un tempo “buono”.

Lo studio, per un’artista, non è infatti solamente lo spazio fisico dedicato alle azioni manuali, ma anche il tempo abitato dalla mente al lavoro. Entrambi sono limitati, e proprio in virtù di questi confini, danno una forma al nostro pensiero e alle nostre opere. La sensazione di aver iniziato al meglio la propria giornata di lavoro, di aver dato una forma compiuta alle proprie idee e azioni, ha la capacità di addomesticare il pensiero, ora rischiarato nella luce morbida del mattino. Tale è il regalo sincero che Prevedello augura al prossimo e che ricerca per se stesso già nelle prime luci del giorno.

Questi raggi solari, carichi di potenzialità, ritornano nella serie di sculture Colore (2017-2019), sottili lastre di marmo e onice tenute assieme da colate di piombo fuso, che ne tratteggiano i contorni irregolari. Poste sulle pareti perimetrali dello spazio espositivo, queste bifore marmoree coprono le finestre originali, filtrando la luce naturale per tradurne i colori nei toni opalescenti delle cave apuane. L’esile spessore permette infatti alla luce di attraversare la loro sottile pelle minerale, creando così dei filtri semitrasparenti, diapositive di pietra che possono ricordare in miniatura le aperture delle cattedrali gotiche. La luce pulsante dell’esterno ammorbidisce i disegni interni di questi schermi marmorei, rendendoli a tratti iridescenti, a tratti opachi, ma mai inerti.

Fabrizio Prevedello, Moduli 7 e 8 (183)   2017  ferro, legno, vernice, tessuto, vetro  220 x 200 x 120 cm  Foto: Camilla Maria Santini Courtesy Cardelli & Fontana artecontemporanea

Fabrizio Prevedello, Moduli 7 e 8 (183) 2017 ferro, legno, vernice, tessuto, vetro 220 x 200 x 120 cm Foto: Camilla Maria Santini Courtesy Cardelli & Fontana artecontemporanea

Fabrizio Prevedello, Moduli 7 e 8 (183)   2017  ferro, legno, vernice, tessuto, vetro  220 x 200 x 120 cm  Foto: Camilla Maria Santini Courtesy Cardelli & Fontana artecontemporanea

Fabrizio Prevedello, Moduli 7 e 8 (183) 2017 ferro, legno, vernice, tessuto, vetro 220 x 200 x 120 cm Foto: Camilla Maria Santini Courtesy Cardelli & Fontana artecontemporanea

La luce che filtra negli studi è un’immagine ricorrente nella storia della pittura nord-europea, dove le superfici opaline ad essere illuminate sono le pelli delle modelle, le tele ancora in lavorazione disposte sui cavalletti o le pareti delle stanze di evangelisti e santi, immersi al lavoro agli scrittoi. La luce che filtra dalle finestre dello studio di San Girolamo per esempio, ritratto nella famosa incisione di Dürer (1514), rende piena la solitudine del lavoro intellettuale ed eroica la vocazione di chi la persegue.

Le finestre di Prevedello sono generose: oltre a vivere di luce esterna, riescono a modularla per ricreare delle condizioni adatte a osservare il resto dei suoi lavori con un’illuminazione a cui essi sono abituati. “È come se i raggi del sole si infilassero dentro al lavoro”, racconta Prevedello a proposito del suo studio montano, “è come se le foglie dei boschi qui attorno riverberassero in qualche maniera anche dentro alle sculture. La caratteristica un po’ magica di questo posto, che comprende tutto il paesaggio visibile dalle finestre, è che l’energia che c’è attorno in qualche maniera è come se entrasse dentro al lavoro. La scultura è espansa tutto attorno al paesaggio”.

*Estratto da Davide Daninos, Aperto come un guscio, chiuso come un pietra in Fabrizio Prevedello, Studio, Sintesi Edizioni 2019.

Fabrizio Prevedello, Colore (202)  2017 marmo, onice, piombo  30,5 x 20,5 x 2,5 cm Foto: Dario Lasagni Courtesy Cardelli & Fontana artecontemporanea

Fabrizio Prevedello, Colore (202) 2017 marmo, onice, piombo 30,5 x 20,5 x 2,5 cm Foto: Dario Lasagni Courtesy Cardelli & Fontana artecontemporanea

Fabrizio Prevedello, Colore (201)  2017 Veduta dell’installazione presso Barriera, Torino Foto: Cristina Leoncini Courtesy Cardelli & Fontana artecontemporanea

Fabrizio Prevedello, Colore (201) 2017 Veduta dell’installazione presso Barriera, Torino Foto: Cristina Leoncini Courtesy Cardelli & Fontana artecontemporanea

Fabrizio Prevedello – Studio

Curated by Davide Daninos
March 15-April 13, 2019
Associazione Barriera, Turin

Light everywhere*

Fabrizio Prevedello is wont to say buon tempo**, when bidding adieu to people he cares for. More than an idle wish for the weather we may encounter, his is a delicate exhortation for us to direct our attention and our time to some useful purpose, with concentration, and no distractions. For an artist, the studio is not just the physical space for manual labor, it’s also the time occupied by the mind at work. Both have their limits, and due to these restrictions we shape our thoughts and work. The feeling of getting the day started in the best possible way, the sensation that derives from giving tangible form to our ideas and actions are capable of calming our mind, which has now cleared in the gentle morning light. This is the gift Prevedello sincerely wishes his neighbor and what he seeks himself as the sun begins to rise.

Fabrizio Prevedello, Senza titolo (253)  2018 ferro, marmo, ardesia, rame  37,5 x 30 x 8,5 cm  Foto: Camilla Maria Santini Courtesy Cardelli & Fontana artecontemporanea

Fabrizio Prevedello, Senza titolo (253) 2018 ferro, marmo, ardesia, rame 37,5 x 30 x 8,5 cm Foto: Camilla Maria Santini Courtesy Cardelli & Fontana artecontemporanea

Charged with potential, these very sunbeams, return in his series of sculptures entitled Colore (2017-2019): thin slabs of marble and onyx bonded by castings of molten lead that draw their irregular edges. Displayed on the perimeter walls of the exhibition space, these double-arched marble screens cover the building’s original windows, translating the natural light colors into the opalescent tones of Apuan Alps marble quarries. Their slenderness lets the light pass through the thin mineral skin as if they were translucent filters, “color slides” of stone that suggest the shape of Gothic cathedral windows. The pulsing light from outside softens the internal drawings of these marble windows, rendering them sometimes iridescent, sometimes opaque, but never inert. Filtered light that fills a studio is a recurring image in the history of Northern Europe painting, where the opaline surface illuminated is the skin on a model’s face, unfinished canvases still on their easels, or the walls of rooms inhabited by evangelists and saints bent earnestly over their desks. The light that filters in from the windows of the studio of Saint Jerome captured in the famous etching by Dürer (1514), for example, replenishes the solitude of intellectual work and renders such vocation heroic.

Fabrizio Prevedello, Corner (258) 2019 cemento armato, ardesia 220 x 120 x 80 cm Foto: Camilla Maria Santini Courtesy Cardelli & Fontana artecontemporanea

Fabrizio Prevedello, Corner (258) 2019 cemento armato, ardesia 220 x 120 x 80 cm Foto: Camilla Maria Santini Courtesy Cardelli & Fontana artecontemporanea

Prevedello’s windows are generous, too: in addition to living off the daylight, they also modulate it to create the right conditions for the observation of the rest of the works in the lighting to which they are accustomed. “It’s as if the sun’s rays permeated the works,” says Prevedello referring to his mountain studio, “as if the leaves on the trees in the woods around here were somehow reverberating inside the sculptures as well. What’s a little bit magical about this place and everything you can see from the windows is the way that all the energy seems to flow into the works. The sculpture is expanded all around the landscape.”

*Excerpt from Davide Daninos, Open Like a Shell, Closed Like a Stone, in Fabrizio Prevedello, Studio, Sintesi Edizioni 2019.

**In Italian, “buon tempo” indicates both good time and nice weather.

Fabrizio Prevedello, Corner (262)  2019 cemento armato, ferro, marmo, gomma, alluminio 220 x 120 x 80 cm Foto: Camilla Maria Santini Courtesy Cardelli & Fontana artecontemporanea

Fabrizio Prevedello, Corner (262) 2019 cemento armato, ferro, marmo, gomma, alluminio 220 x 120 x 80 cm Foto: Camilla Maria Santini Courtesy Cardelli & Fontana artecontemporanea

Alpi Apuane Foto: Fabrizio Prevedello

Alpi Apuane Foto: Fabrizio Prevedello

Alpi Apuane Foto: Fabrizio Prevedello

Alpi Apuane Foto: Fabrizio Prevedello

Fabrizio Prevedello, Studio 2019 Veduta dell’installazione presso Barriera, Torino Foto: Cristina Leoncini Courtesy Cardelli & Fontana artecontemporanea

Fabrizio Prevedello, Studio 2019 Veduta dell’installazione presso Barriera, Torino Foto: Cristina Leoncini Courtesy Cardelli & Fontana artecontemporanea