Casa Masaccio, Anime, Giulia Piscitelli, installation view, ph OKNOstudio

Testo di Valeria D’Ambrosio —

Nelle stanze che nei primissimi anni del 1400 avevano accolto il giovane Masaccio, si snoda la riflessione, acuta e personale, di Giulia Piscitelli (Napoli, 1965) sul concetto di anima, intesa come presenza evocata, accennata, interrotta ma pur sempre presente. Casa Masaccio, storico centro per l’arte contemporanea in Toscana, ospita la personale dell’artista partenopea, a cura di Rita Selvaggio, che si pone come un assaggio, dal retrogusto un po’ sospeso e intrigante, di una più ampia mostra che si terrà al Kunstmuseum di Lucerna alla fine dell’anno.

I campi ecologici dell’anima, la notoria serie di mappe manipolate con la foglia d’oro, delimitano i confini di un viaggio molto individuale che procede attraverso dieci regioni italiane progressivamente ordinate da sud verso nord e che si fondono magnificamente con le presenze auree di grandi Maestà medievali e rinascimentali. Lungo il corridoio al piano terra dello spazio espositivo, si dipana così un percorso che potremmo definire deduttivo, che parte dall’universale e dal senza tempo per condurci a un particolare fatto di esperienze quotidiane e ricordi personali. È uno svolgersi di azioni giornaliere che si trasformano in riti all’interno di un contesto sociale dal forte impatto emotivo, quasi violento.

Casa Masaccio, Anime, Giulia Piscitelli, installation viw, 1°piano, ph OKNOstudio

La trasformazione degli oggetti e della loro funzione consente la nascita di un’anima molto più complessa, arricchita dall’esperienza umana: è il caso di un inginocchiatoio, unica presenza nella mostra toscana di una serie che sarà esposta a Lucerna, in cui le tre grandi religioni monoteiste si fondono in un’utopica unione; brandelli di giubbini anti-proiettili vengono cuciti insieme per assumere le sembianze di un’accogliente pianeta sacerdotale trasformando così un oggetto di difesa in un gesto dalla forte connotazione cerimoniale; una siringa laccata in oro 24 kt è la ricostruzione esatta per materiali e dimensioni di uno dei tanti ex voto che affollano le chiese napoletane. Racconto universale di coloro che sono riusciti a liberarsi dalla dipendenza, l’opera assume le sembianze di un ready-made ri-costruito e sovra-esposto. L’artista, infatti, spinge il concetto di ready-made un passo oltre, cosicché la ricostruzione identica e la ri-funzionalizzazione di un oggetto preconfezionato assume un carattere folkloristico denso di suggestioni. I gesti evocati dalle opere in mostra trovano una raison d’etre nella loro essenza spiccatamente popolare, ma assumono anche un carattere fortemente simbolico capace di raccontare in maniera poetica e mai urlata le tante condizioni esistenziali di questi tempi.

Giulia Piscitelli, Disarmo (2019), DVD video, audio (HD 1920 x 1080) 02′ 36”, loop, Courtesy l’Artista e Galleria Fonti (Napoli) ph. OKNOstudio

Anime è una mostra-viaggio a confine tra religione e politica, domesticità e sfera pubblica, dolore e ironia, nella quale l’artista ci accompagna tessendo un fil rouge dal carattere fortemente connotato. Ciò che accomuna i lavori in mostra, pur così diversi per tecniche, supporti e origini, è il permanere della traccia, un persistere che tende, con l’inesorabile passare del tempo, a mutare, talora attenuarsi, senza scomparire mai. Così l’impronta di un corpo trasforma un lettino per massaggi in una sindone pop, mentre i resti di una pistola disintegrati in cenere vengono custoditi come reliquie da una grafite dal particolare percorso biografico. È una sedia di legno con una protesi di quattro rotelle, il dolore di un ricordo che attanaglia tutti sensi e che si eternizza attraverso la foglia d’oro, nella speranza catartica che questa possa guarire ferite e malattie come il vello dell’ariete Crisomallo.

Sono gli uomini che fanno i confini e definiscono la geografia, quegli stessi uomini che, applicando del colore su una tavola, permettono alla presenza eterea che li ha ispirati di palesarsi, lasciando così un segno permanente del loro passaggio su questa terra. San Giovanni Valdarno, il comune che ha dato i natali e ospitato Masaccio per tutta la sua fanciullezza, non possiede nessun’opera del rivoluzionario pittore ma ha ricevuto in dono da Piscitelli la sua interpretazione della Madonna in trono con Bambino e quattro angeli, in un gesto simbolico di reciproca gratitudine.

Giulia Piscitelli, Ceneri (2019), Cenere di una rivoltella in acciaio, vetro, cera lacca, argento, 8,3 x 3,6 x 5,5 cm, Courtesy l’Artista e Galleria Fonti (Napoli), ph OKNOstudio
Casa Masaccio, Anime, Giulia Piscitelli, Installation view, ph OKNOstudio
Giulia Piscitelli, Anima mia (2019), Foglia oro su pelle, sedia legno con rotelle, 82 x 44 x 52 cm, Courtesy l’artista e Galleria Fonti (Napoli), ph OKNOstudio