E’ stato lanciato pochi giorni fa il Premio Terna 05, dedicato quest’anno al tema della solidarietà: “Essere o non Essere. Con gli Altri. La Rete Sociale a regola d’Arte”. Il concorso –  è bene ricordarlo – e? aperto a tutti gli artisti maggiorenni, di qualunque nazionalita?, che operano in Italia. Possono concorrere: installazioni, pittura, scultura, fotografia, light box e video arte. A disposizione 30 giorni, a partire da oggi, per candidare le proprie opere su www.premioterna.com. Il bando scade il 14 novembre.

I curatori del Premio sono Cristiana Collu, Direttrice del Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, e Gianluca Marziani, Direttore di Palazzo Collicola Arti Visive a Spoleto, in collaborazione con giovani curatori per una ricerca mirata sul territorio, nelle gallerie e nei centri di tendenza, alla scoperta dei nuovi talenti.

? Comunicato Stampa Premio Terna 05

? Bando Premio Terna 05

? Come partecipare e premi

 

Alcune domande alla curatrice del premio, Cristiana Collu

ATP: La quinta edizione del Premio Terma ha come tema la solidarietà: “Essere o non essere. Con gli altri, La Rete Sociale a regola d’Arte”. Che consigli daresti agli artisti che partecipano nell’affrontare un tema così vasto?

Cristiana Collu: Mi sembra essenziale l’autenticità delle emozioni e del pensiero, della sensibilità e della consapevolezza in relazione a questo tema, che può già far parte del loro percorso e delle loro indagini in maniera palese. Oppure può essere rintracciato ed emergere con chiarezza, oppure ancora può essere una scelta di campo precisa offerta proprio dal Premio. In questo caso il risultato potrebbe essere incerto ma comunque estremamente interessante per noi che intendiamo stimolare la ricerca in questa direzione e apprezziamo la sperimentazione e chi si misura con coraggio con le proprie capacità e i propri limiti.

ATP: Perchè avete scelto un tema legato al sociale?

C.C.: Negli anni scorsi abbiamo esplorato diverse tematiche che con il sociale in senso lato hanno sempre avuto a che fare, questa volta però la domanda è più diretta e senza dubbio riflette non solo la percezione di una necessità di attenzione e sensibilità più definita ma corrisponde al concetto di rete più volte declinato in questi anni: connettività, interconnessioni, trasmissione che però non deve lasciare fuori nessuno. La maglia della rete si stringe, quasi a diventare un tessuto compatto e omogeneo. La rete dunque non più come un setaccio ma come un collante che tiene tutti uniti e sostiene la comunità.

ATP: Rispetto agli anni scorsi, avete ridotto il tempo di iscrizione. C’è un motivo particolare?

C.C.: C’è una riflessione sul cambiamento, su quanto del Premio deve rimanere costante e quanto invece deve modificarsi in sintonia con le trasformazioni costanti del nostro vivere quotidiano. In questa occasione direi che le parole d’ordine sono state concentrazione (nel senso di concentrare, ridurre, fare sintesi ad altà densità), velocità, rigore e chiarezza.

ATP: Questa quinta edizione ha le stesse caratteristiche delle edizioni precedenti o ci sono delle differenze?

C.C.: Le stesse caratteristiche di ricerca dei nuovi linguaggi espressivi che si sviluppano a volte in modo sotterraneo per poi emergere nell’ambito di una visione collettiva, come quella che offre la vetrina di questo premio. Inoltre, manteniamo la sfida della libera iscrizione, il contest è aperto a tutti, non servono altri requisiti che non la maggiore età.

ATP: Dopo cinque anni, hai notato delle evoluzioni nelle proposte degli artisti partecipanti?

C.C.: I temi proposti hanno necessariamente segnato delle evoluzioni e chi si è misurato con il Premio anche in più edizione ha dimostrato la capacità di restituire la propria proposta in modo più maturo e consapevole. I premi, i concorsi, le residenze, tutto ciò che ci mette alla prova prima di tutto con noi stessi è sempre di grande ricchezza e questa non si traduce in un di più ma di solito in una nuova abilità: riuscire a concentrarsi e concentrare, togliere per aggiungere.

Anna Franceschini,   You Must Believe It to See It (Le Tempestaire),  16mm film,   color – mute  /  Premio Terna 04 (courtesy Premio Terna)

Anna Franceschini, You Must Believe It to See It (Le Tempestaire), 16mm film, color – mute / Premio Terna 04 (courtesy Premio Terna)

Marco Belfiore,   Clown White,   video animazione /  Premio Terna 04 (courtesy Premio Terna)

Marco Belfiore, Clown White, video animazione / Premio Terna 04 (courtesy Premio Terna)