Sabato 14 maggio inaugura Urban Mining / Rigenerazioni Urbane, la mostra che comprende le opere dei 9 artisti selezionati per il  Premio Nazionale Arte Visive Città di Gallarate. A12, Luca Bertolo, Ludovica Carbotta, Ettore Favini, Luca Francesconi, Christiane Löhr, Marzia Migliora, Cesare Pietroiusti e Luca Trevisani si sono confrontati con il tema  “Il torrente Arno e la città di Gallarate”.

Premio Gallarate | Marzia Migliora, Luca Trevisani e Ettore Favini

Premio Gallarate | Ludovica Carbotta, A12, Christiane Löhr

ATPdiary ha chiesto agli artisti di presentare l’opera o la ricerca proposta per il Premio Gallarate. Seguono gli interventi di Luca Bertolo, Cesare Pietroiusti e Luca Francesconi.

Cesare Pietroiusti

Flussi (interrotti) di parole è un progetto che è consistito di una prima fase fatta in collaborazione con alcune Residenze Sanitarie Assistite e centri per pazienti nel periodo iniziale del morbo di Alzheimer. In questi centri gli ospiti si riuniscono e vengono incoraggiati dagli operatori a raccontare quello che si ricordano dei luoghi, dei lavori, degli affetti della loro vita. In seguito, le registrazioni di alcune di queste testimonianze sono state riviste e selezionate dall’artista per giungere alla formulazione di alcune brevi storie, che sono spesso caratterizzate da frammentazioni e incertezze alternate a lucide e commoventi visioni di episodi lontanissimi nel tempo.

Subito prima della mostra, infine, si avvierà un laboratorio con un gruppo di studenti del Liceo Artistico P. Candiani di Busto Arsizio per decidere i modi e i luoghi in cui trascrivere, con i gessetti colorati, sui marciapiedi, sui muri o sulle strade di Gallarate, i “Flussi interrotti di parole”: una narrazione, potente quanto incerta, che parla, per esempi, dell’intera comunità e che, presumibilmente, scomparirà alla prima pioggia.

Nel museo MaGa, invece, l’artista esporrà, sotto forma di obsoleti post-it, le trascrizioni di alcuni aneddoti riguardanti il fiume Arno (o, come familiarmente lo chiamano tutti, “l’Arnetta”), anche questi ricavati dalle storie degli anziani gallaratesi.

Luca Bertolo 

Ho preso letteralmente l’Arno come punto di riferimento. In città non ci sono accessi al fiume, dunque ho pensato di calarmi attraverso un muro di un vecchia scuola, ricoperto di piante rampicanti. Devo ricordare che l’Arno, per chi non lo avesse mai visto, è un piccolo corso d’acqua a tratti abbandonato a se stesso. Il mio progetto è cominciato quindicon la raccolta di piccoli frammenti, reperti, sassolini, sia organici – vegetali e minerali – ma anche piccoli pezzi di plastica e altri materiali artificiali di diverso genere. Ho trascorso un po’ di tempo lungo la riva e ho raccolto piccoli pezzettini che avrebbero potuto essere raccolti in qualunque parte del mondo. Dopo averli puliti da terra o sabbia, li ho messi sul mio tavolo e li ho riprodotti con matite colorate, in scala 1:1, con dei disegni molto particolareggiati. Il mio obiettivo era dedicare a queste piccoli frammenti il mio tempo, alcune ore di attenta osservazione. Il lavoro consiste dunque, da una parte una serie di disegni (che considero delle vere e proprie nature morte), che riproducono i miei ritrovamenti, su fogli di formato A4 o poco più piccoli. Questa serie sarà esposta nelle sale del MA*GA.
La seconda parte del progetto consiste nella riproduzione fotografica dei disegni, ingranditi nel classico formato da poster, tipo quelli che si vedono lungo le strade. Ne abbiamo stampati una certa tiratura e saranno diffusi nella città di Gallarate per alcuni mesi. I poster mostrano, dunque, i miei disegni ingranditi dei piccoli frammenti, senza scritte o date esplicative. Si vedranno in luoghi disparati questi grandi poster bianchi con un sassolino, una piuma… non sarà subito decifrabile il messaggio o contenuto, immagino.
Come operazione, si lega molto alla ricerca più ampia che porto avanti da molti anni, con nessi sia sociali che politici; nel caso di questo progetto, passando per una dimensione molto intima. In questo caso abbiamo un ritratto molto mediato da un’attenzione molto concentrata. Di fatto non ho scelto di fotografare i frammenti, ma bensì di raccoglierli e di disegnarli dal vero, rispettandone le dimensioni. Alla fine, la durata della prima fase del progetto è di decine e decine di ora, in cui la mia attenzione e cura è stata assorbita da questi piccoli frammenti prelevati sulle rive dell’Arno. La potenza di questa operazione, ritengo stia nell’aver dedicato così tanto tempo a qualcosa che di fatto non ha nessun valore.

© Luca Bertolo

© Luca Bertolo

Luca Bertolo - Ricerca sull'Arno di Gallarate 2016

Luca Bertolo – Ricerca sull’Arno di Gallarate 2016

Luca Francesconi

Luca Francesconi, all’interno del suo lavoro si è interessato a due diverse questioni: quella legata agli elementi naturali, alla loro lenta ciclicità e quella legata ai rituali, alle abitudini e alle forme sociali che caratterizzano il nostro vivere comune: questo enorme patrimonio di storie, tradizioni, forme e materie è spesso alla base della sua ricerca.  In continuità con questa pratica, sono nati due differenti interventi, uno al MA*GA ed uno all’interno di un piccolo museo di archeologia e storia locale di Gallarate, il Museo della Società degli Studi Patri. L’artista ha realizzato un’installazione per la sezione archeologica di quel museo: Francesconi ha raccolto dal letto del fume e levigato una serie di pietre, oggetti modesti e semplicissimi che attraverso quest’azione di spostamento rinnovano l’interesse sul nostro più lontano passato.

Al MA*GA Francesconi prosegue questo lavoro ampliando la riflessione attorno ai saperi della cultura materiale, di quella contadina e la loro permanenza nell’arte contemporanea. Il rapporto tra lavoro, natura e uomo è infatti cruciale nell’opera Senza titolo (uomo curvo), 2014 in cui al corpo metallico di questo personaggio corrisponde una testa vegetale da cambiare e sostituire a seconda delle diverse coltivazioni di stagione.

Luca Francesconi - I Sassi dell’Arno,   2016 copia

Luca Francesconi – I Sassi dell’Arno, 2016 copia

Luca Francesconi - Senza Titolo (uomo curvo),   acciaio inossidabile 2014 copia

Luca Francesconi – Senza Titolo (uomo curvo), acciaio inossidabile 2014 copia

Segue il programma degli incontri di Sabato 14 Maggio 2016

Urban Mining / Rigenerazioni Urbane –  XXV Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate

SABATO 14 MAGGIO 2016
INAUGURAZIONE dalle ore 10.30 alle 15.30
Museo MA*GA, via E. De Magri 1

Il fiume, la città, la gente
Dibattito intorno alle opere della XXV edizione del Premio Nazionale Arti Visive  Città di Gallarate con gli artisti e i curatori della mostra.

— ore 10.30/11.30
Città – A12, Ludovica Carbotta, Luca Trevisani con la partecipazione straordinaria di Ugo La Pietra. Coordina Adachiara Zevi

— ore 11.30/12.30
Natura – Christiane Löhr, Ettore Favini, Luca Bertolo. Coordina Michele Dantini

— ore 14.30/15.30
Comportamento – Luca Francesconi, Marzia Migliora, Cesare Pietroiusti. Coordina Carolina Italiano

— ore 16.30/18.30
Inaugurazione delle opere in città e per le vie del centro performance danzate
curate da Rosita Mariani e Simone Magnani per Proscaenium.

— ore 19.00
Museo MA*GA, via E. De Magri 1
Inaugurazione della XXV Edizione del Premio  Nazionale Arti Visive  Città di Gallarate Urban Mining. Rigenerazioni urbane alla presenza delle autorità.
A seguire risottata della Pro Loco di Gallarate.

— Ore 21.00
Azioni coreografiche curate da Stefania Trivellin e videoperformance danzata
ideata da Massimiliano Volpini per Proscaenium.

— ore 22.00
Punto Zero, light and sound live performance, a cura di Otolab.

Ingresso Gratuito