Scade entro pochissimi giorni, il 27 giugno 2014, il bando per partecipare alla XI edizione del Premio Celeste 2014. La giuria, quest’anno, è decisamente considerevole, basti pensare che è presieduta da Lorenzo Benedetti, nominato da pochi mesi direttore del prestigioso De Appel Arts Centre di Amsterdam. In palio 20.500 euro di premi in denaro e l’opportunità di esporre in numerose gallerie.

Per partecipare ?

Il comitato di selezione conta, oltre a Benedetti, Lorenzo Bruni (curatore indipendente, Base e Museo Riso), Cecilia Casorati (presidente dell’Associazione Internazionale Critici d’Arte, Italia),  Stefano Chiodi (storico e critico, fondatore di Doppiozero), Daniele De Luigi (curatore indipendente, tra i curatori del festival Fotografia Europea), Adrienne Drake (direttrice della Fondazione Giuliani), Daria Filardo (curatrice e docente d’arte allo IED), Pietro Gaglianò, studioso dei linguaggi contemporanei), Ilaria Gianni (direttore artistico alla Nomas Foundation), Chiara Pirozzi (curatrice indipendente), Silvano Manganaro (redattore della rivista Drome Magazine) e Lisa Pedicino (curatrice del Kunstraum Walcheturm, Zurigo).

La mostra finale e la premiazione si terranno presso l’Assab One di Milano, dal 15 al 23 novembre 2014.

Seguono alcune domande a Steven Music, fondatore del premio.

ATP: Che consiglio daresti ad un artista che si presta a partecipare a questo premio?

Steven Music: Sintesi e coraggio nell’opera che sceglie di presentare. Non avere paura della competizione, anzi cogliere l’occasione per un confronto con se stessi pensando come il significato dell’ultimo lavoro possa essere nuovamente interpretato. Avere la tenacia di credere in quello che si fa pensando anche al contesto della presentazione dell’opera, perciò: una buona riproduzione dell’immagine e uno statement testuale dell’opera che spiega in profondità il lavoro intrapreso – tutto questo aiuta la giuria che seleziona ‘a distanza’.

ATP: Non trovi che sia un po’ obsoleto che il premio sia diviso in categorie (fotografia, scultura, disegno ecc.)?

SM: Sono d’accordo che il crescente crossover fra media nel lavoro di molti artisti ci dovrebbe portare ad annullare il concetto della categoria, lasciando a chi si candida un grande campo aperto. Credo che un premio oggi abbia un senso quando è inclusivo della community che la supporta dando spazio (garantito grazie all’esistenza delle categorie) a tutte le voci delle lavoro artistico contemporaneo. Sta poi alla giuria fare le scelte interessanti. Il Premio Celeste accoglie nelle 4 categorie di premio qualsiasi tecnica o modalità di lavoro degli artisti che vogliono partecipare.

ATP: Una delle caratteristiche del premio è quello di riconoscere – e dunque premiare – l’innovazione e la qualità. Non credi che possa vincere anche un artista che presenta delle stampe a bulino o delle sculture a cera persa? Sarà da ricalibrare il significato di ‘innovazione’ in un senso più concettuale.

SM: Certo, il premio accoglie tutte le tecniche e modalità di lavoro possibili senza esclusioni (leggendo il bando si capisce nel dettaglio di ogni categoria cosa è ammesso; bisogna scegliere a quale delle 4 categorie si vuole candidare l’opera).  Ti faccio un esempio, l’anno scorso nella categoria Premio Pittura (che comprende anche la stampa) del Celeste Prize International ha vinto un opera ‘collage’ in cui una vecchia incisione fu rivisitata in un modo particolare  http://www.premioceleste.it/opera/ido:235733/  Il premio è nato per dare voce alle idee e pratiche degli artisti emergenti e mid-career e sarebbe impensabile non dare voce alle molteplici forme, anche eccletiche del lavoro oggi. Mi guarderei dal creare qualsiasi standard o descrizione nel bando di ciò che si cerca nelle opera candidate al premio. Lascerei alla giuria la piena libertà di esprimere la sua capacità intellettiva e di esperienza, in questo modo troveremo nelle loro scelte la condensazione della contemporaneità e dell’innovazione.

ATP:  E’ indubbio che uno dei modi per sostenere la giovane arte italiana sia quella di premiare (pochi) artisti dandogli la possibilità di emergere e di avere più visibilità. Ma i premi spesso nascono anche un fattore molto pericoloso: istigano una reazione a catena in cui, stampa, curatori, galleristi e collezionisti ‘strattonano’ il ben capitato in modo spesso acritico e a volte insensato. Immagino che sia inevitabile ma un modo per evitare questo aspetto potrebbe essere quello di investire sulla formazione (e non sulla premiazione) di un giovane talento. Cosa pensi di questo fatto?

SM: Credo che ci siano tanti modi diversi per sostenere la pratica professionale di un artista, e la modalità più efficace può essere valutata di caso in caso in base a tanti fattori diversi. La nostra scelta in Premio Celeste di premiare con denaro, rappresenta per i vincitori una responsabiltà da un lato e una libertà dall’altro. La responsabilità di avere creato un lavoro che riceve denaro quando tanti altri non ricevono nulla, e la libertà di investire in un modo fattivo nel lavoro. Aggiungo che oltre ai premi, ogni anno diamo una serie di benefits espostivi a chi partecipa al premio – la possibilità di essere scelti per una collettiva dalle 10 gallerie con cui collaboriamo. A seguito dell’annuncio dei vincitori, i professionisti ed osservatori seri si faranno le loro idee sui contenuti delle opere vincenti per apprendere ed imparare, senza sollevare polveroni che distraggono energie in primis da se stessi.

ATP: Tra le varie sezioni del premio c’è anche quella ‘del pubblico’. Perchè avete istituito questa sezione?

 SM: Questo premio è riservato alle opere finaliste e viene dato all’artista che riceve più voti dal pubblico che visita la mostra finale a Milano il giorno 15 novembre – è un modo per rendere più partecipe il pubblico, di portare attenzione sulle opere esposte, e di far conoscere i finalisti ad un pubblico più ampio. Siamo stati uno dei primi premi ad istituire il ‘voto online del pubblico’ per tutte le opere candidate, ma nel 2008 abbiamo smesso di organizzare questo tipo di attività online.

Noa Giniger,   The sorrow the joy brings - Premio Celeste 2013

Noa Giniger, The sorrow the joy brings – Celeste Prize 2013

Assab One,   Milano

Assab One, Milano

Premio Celeste 2014

Premio Celeste 2014