E’ stata presentata questa mattina al PAC di Milano l’edizione del miart 2014 La sala era gremita e puntuali alle 12 hanno preso la parola i relatori.

Apre la presentazione l’assessore alla cultura di Milano Filippo Del Corno che ha presentato “Milano come capitale di cultura e avanguardia, tradizione e sperimentazione. (…) E’ una città dove il connubio tra pubblico e privato, riesce ad offrire un approccio sistemico all’arte contemporanea e a rendere questa città sempre più internazionalmente nota e conosciuta.” Continua Del Corno: “Attraverso le varie sinergie tra spazi pubblici e privati avremo di fatto per un intero weekend, negli stessi luoghi, il pubblico dell’arte contemporanea; daremo vita ad una grande ‘festa dedicata all’arte’.”

L’assessore ha sottolineato i tre eventi offerti dal comune di Milano: la mostra dedicata a Piero Manzoni a Palazzo Reale e la personale al PAC di Regina José Galindo ‘Estoy viva’. Altro evento, incontro di pubblico e privato: la mostra ‘Year after year. Lavori su carta dalla UBS Art Collection’, alla GAM di Milano. 

Sempre per ribadire il connubio tra pubblico e privato, ha citato l’evento realizzato grazie alla Fondazione Trussardi ‘CINE DREAMS’, che sarà ospitato al Civico Planetario Ulrico Hoepli. Per tutto il weekend della fiera in questo luogo prenderà avvio questa iniziativa, che per ora però resta ancora misteriosa sui contenuti (un giornalista ha chiesto un approfondimento ma De Bellis ha prontamente ha detto “NO, per ora resta top secret!”). 

Del Corno ha sottolineato che, non essendoci un Museo d’arte contemporanea, la città vive di qualcos’altro di assolutamente “peculiare e caratteristico”: Milano ha un grande museo diffuso d’arte sia antica che moderna. Come chiosa, l’assessore ci lascia con  una Milano “arcipelago di eccellenze in continua relazioni tra loro, che tanto continuano a costruire ponti tra un isola e l’altra, tanto fanno emergere la massa critica in maniera innovativa e riconosciuta a livello internazionale.”    Dopo poche battute di Michele Perini, Presidente di Fiera Milano, prende la parola il direttore artistico di miart 2014, Vincenzo De Bellis.

“Prima di presentarvi l’edizione del miart 2014, volevo fare una breve premessa. Oltre un anno fa, se non erro l’ottobre 2012, ci eravamo incontrati in questo luogo per la presentazione di una nuova veste di miart. Mi piace ritornare indietro a quelle data perché un po’ orgogliosamente –  visto che si guardava alla nuova edizione da me curata, con un po’ di scetticismo  nei confronto un po’ per quello che stava succedendo nel paese e un po’ per il contorno del miart in quel momento -, dopo un’edizione già realizzata e con una nuova alle porte… sono convinto che ci siano stati moltissimi passi in avanti. Sono convinto che si possa e si debba fare molto meglio. Soprattutto nell’ottica del 2015…  Voglio ricordare tutto quello che è stato fatto e voglio ringraziare tutti coloro che hanno lavorato e continuano a lavorare per far si che miart migliori.   L’edizione 2014, quella che apre tra pochi giorni, avrà 148 gallerie di cui 60 internazionali. Numeri in crescita rispetto all’edizione precedente. Una crescita contingentata perché, sin dallo scorso anno, proprio in quella conferenza stampa dello scorso ottobre, vi abbiamo chiarito che le prime due edizioni non avrebbero avuto più di 150 espositori. E lo sottolineo perché ci sono due ragioni fondamentali: perché il mercato italiano può contemplare e avere tutto il mercato delle fiere internazionale; c’è la necessità di avere una fiera non di dimensioni troppo ampie. Perché queste dimensioni contenute permettono, e questa è la ragione fondamentale della fiera, che sia un successo commerciale  per gli espositori. Questo è l’obbiettivo che non abbiamo mai perso di vista, e lo dico al plurale, perché dietro al miart c’è un solido e unito team di lavoro. 

L’altro motivo che giustifica un numero limitato di espositori è quello che consente di fare una fiera di grande qualità. Intendo qualità non solo espositiva, ma anche in termini allestitivi ma soprattutto in termini di opere da poter vedere. 

Di 148 gallerie 60 sono straniere, il 10% in più rispetto all’anno scorso. Non spingiamo verso l’esterofilia – per quanto agli italiani si sia sempre tacciato di esserlo -, ma la nostra è una volontà di aprirsi … succederà soprattutto nel 2015, quando Milano ospiterà il mondo intero con l’Expo. Tutti i mondi produttivi devono andare in questa direzione,   a maggior ragione anche il mondo dell’arte deve spingersi in questa direzione (…)

Le sezioni della fiera sono le stesse dell’anno scorso: Established (suddivisa al suo interno in Master, Contemporary e la nuova First Step per la gallerie giovani); Emergent, che ospita 20 gallerie d’avanguardia – nate non oltre 5 anni fa – e focalizzate sulla ricerca sui giovani artisti; Object, dedicata alle gallerie attive nella promozione di oggetti di design contemporaneo concepiti in edizione limitata e fruiti come opere d’arte. Quest’anno presenteremo questa sezione con più forza e maggiore qualità. E poi THENnow (curata da Giovanni Carmine e Alexis Vaillant),   che ritengo essere, per il successo dell’anno scorso, il centro della fiera. E’ una sezione curatoriale dove, su invito, sono messi a confronto un artista storico e uno appartenente a una generazione più recente. Il motivo per cui spendo qualche parola in più, deriva dal fatto che, non solo è stata la sezione più apprezzata sia dal pubblico dei visitatori che da quello degli addetti ai lavori, ma sia perché, in piccolo, THENnow, racconta quello che Milano è in grande scala: questo continuo rimando tra passato e presente. E’ una qualità che miart vuole sottolineare. Milano è riconosciuta all’esterno per essere la città di Manzoni e Fontana (per fortuna è ricordata anche per altri motivi); siamo ricordati con questi due grandi nomi. E’ giusto sottolineare in una fiera questo aspetto: miart ha la possibilità di avere sia il più alto numero di gallerie d’arte contemporanea italiana sul territorio nazionale, ma anche le gallerie di moderno (forza enorme, basti pensare che il moderno italiano è guardato all’estero con molta ammirazione)”.

De Bellis si dilunga un po’ a parlare dell’importanza della sezione moderna del miart – Masters Established curata è curata da Donatella Volontè – che quest’anno vede la presenta di 10 stand monografici dedicati a dei grandi maestri dell’arte italiana. 

Rispetto all’anno scorso c’è Conflux, curata da Abaseh Mirvali: focus su cinque gallerie e rispettivi artisti, provenienti dai nuovi mercati. Le gallerie presenti in questa sezione provengono da Dubai, Berlin-Karlsruhe, Istanbul, Buenos Aires e Los Angeles. 

Oltre alla parte legate alla galleria, un altro aspetto importante che il team di miart ha rafforzato, è quello dei miartalks, le conferenze. Alle conversazioni, interviste e pubbliche conferenze si susseguiranno 35 relatori che si confronteranno su i seguenti temi: arte, collezionismo, design e moda curati rispettivamente da Edoardo Bonaspetti, direttore, Mousse Magazine; Alessandro Rabottini, curatore esterno, GAMeC Bergamo e MADRE Napoli; Maria Cristina Didero, curatrice indipendente, Milano; Alessia Glaviano, senior editor, Vogue, Milano. 

De Bellis specifica poi, che sempre all’interno dei miartalks, come l’hanno scorso c’era la nascente casa editrice Humbolds, quest’anno ci sarà uno special project che avrà come titolo semplicemente “2014”. “Quest’anno questa sezione è curata da Luca Lo Pinto, direttore di NERO. Il progetto prevede la raccolta di 5 anni di testi, immagini, pubblicità, editate dallo stesso Luca Lo Pinto e presentate 5 anni dopo. Questa idea costante di guardare avanti e  indietro, si sposa perfettamente con il progetto del miart nel suo complesso.” 

Che succede a Milano durante le giornate del miart? 

“Lo scorso anno eravamo partiti un po’ in ritardo per organizzare i vari eventi in città. Quest’anno, con più tempo, abbiamo cercato di organizzare e coordinare una rete di eventi che coinvolge tutta la città di Milano. Oltre a quelle già citate da Del Corno. (…)  Il miart ha creato il progetto ‘The spring awakening’ (il risveglio di primavera) che prevede – dal 21 marzo, equinozio di primavera, fino al 30 marzo, ultimo giorno di apertura del miart – una serie di opening, eventi, iniziative che si susseguiranno giorno per giorno. Il progetto coinvolge sia luoghi pubblici che privati come gallerie e altri spazi.”

Tra le tante iniziative segnaliamo: Cathy Wilkes alla Fonderia Artistica Battaglia (via Stilicone) curata da Mousse and The Modern Institute; Uri Aran da Peep-Hole; Cildo Meireles all’HangarBicocca a cura di Vicente Todolì; il finissage di Michael E. Smith e Ian Cheng alla Triennale. Nelle gallerie segnalo Ceal Floyer alla Lisson, Shoribane alla Brand New Gallery; Alejandro Cesarco dalla Cortese; Tanja Roscic da Monica De Cardenas; Patrick Tuttofuoco da Guenzani; Josh Smith da Massimo De Carlo;   Pae White da kaufmann repetto; Marcella Vanzo da Lucie Fontaine; Amelie von Wulffe da Giò Marconi; Chiasera e Favelli da Francesca Minini ecc. 

Tutte le sere CINE DREAMS a cura di Fondazione Trussardi e miart al Civico Planetario. “Uno dei luoghi più iconici della città, realizzato dall’importante architetto Piero Portaluppi.”

De Bellis conclude con i dovuti ringraziamenti e, ovviamente cita i premi e i fondi di aquisizione: il Fondo di Aquisizione Gianpietro Cantoni di Fondazione Fiera Milano, il Premio Emergent (supportato quest’anno dallo studio legate LCA e dedicato alle gallerie emergenti), il Premio Rotary Club Milano Brera per l’arte contemporanea e i giovani artisti…

http://www.miart.it/

miart 2014,   Milano

miart 2014, Milano

miart 2014,   Milano

miart 2014, Milano

Piero Manzoni,   Impronta,   1960

Piero Manzoni, Impronta, 1960