Planet Caravan | Marta Ravasi e Nicola Tirabasso | Sonnenstube off-space, Lugano

I primi inquilini/esploratori di questo spazio/ambiente sono gli artisti Marta Ravasi e Nicola Tirabasso, i cui lavori hanno dato vita, agli inizi di marzo, alla mostra Planet Caravan.
25 Marzo 2021
Planet Caravan, NADA, Sonnenstube offspace, Lugano, 2021, ph. Mattia Angelini
Marta Ravasi, Rainbow – Giglio, 2020, ph. Mattia Angelini

L’idea di ritrovarsi davanti a una roulotte accende l’immaginazione di qualsiasi persona: simbolo di libertà e di avventura, ci riporta agli anni Sessanta e Settanta, alle comunità hippie – i modelli Transporter T1 e T2 della Volkswagen sono diventati delle icone ormai – alla vita on the road di chi decide di abbracciare una simile esperienza anche per una sola volta nella vita, o di chi, quell’esperienza, decide di farla proseguire fino alla fine.

Sarà anche per quel senso di comunanza tipico della controcultura prima accennata – andato un po’ perso negli ultimi tempi – che Sonnenstube off-space ha deciso di inaugurare NADA, spazio errante che assume la conformazione di una roulotte Tabbert Silver Edition del 1972. Proprio questa l’idea del progetto itinerante fondato a Lugano nel 2013 e diretto da Gabriel Stöckli, Giada Olivotto, Gianmaria Zanda, Giacomo Galletti e Sandro Pianetti (tutti artisti, curatori, musicisti e designer): parcheggiare una roulotte nell’area camper della città, situata in via Tassino, e utilizzarla come luogo di sperimentazione per le diverse espressioni dell’arte contemporanea. I primi inquilini/esploratori di questo spazio/ambiente sono gli artisti Marta Ravasi e Nicola Tirabasso, i cui lavori hanno dato vita, agli inizi di marzo, alla mostra Planet Caravan

L’interazione tra i due, tradottasi nel connubbio tra il linguaggio pittorico della prima e quello sonoro del secondo, prende corpo tra gli arredi del caravan, nutrendosene e rispettandone, al contempo, l’identità: tra una mensola e uno stipo, le opere si mimetizzano e risaltano nel contesto, giocando ad apparire e scomparire tra le tendine semitrasparenti dei finestrini e la tappezzeria in stile tartan che ne riveste i sedili.

Nicola Tirabasso, weary & eternal, audio work, 2021, ph. Mattia Angelini
Marta Ravasi, Tazzine, 2020, ph. Mattia Angelini

Pittura e suono si fondono, così, al fine di alimentare quel senso di condivisione a cui alludevamo prima, avvolgendo e trasportando lo spettatore in una dimensione priva di coordinate stabilite: come attesta il curatore Gabriel Stöckli, la scelta di far fruire la mostra attraverso ingressi singoli rientra nella volontà di assecondare gli“stimoli visivi e onirici” derivanti proprio da questo “viaggio personale”, quasi che 40’000 km/h: fuga dalla terra, titolo che definisce la programmazione 2021 di Sonnenstube, ne fornisse in qualche modo gli indizi sulla velocità e la rotta.

D’altronde, anche la canzone dei Black Sabbath che dà il titolo alla mostra – l’album è il celebre Paranoid del 1970 – ne suggerisce chiaramente l’itinerario: “Navighiamo attraverso cieli infiniti […] La Terra, una fiamma viola / di foschia blu zaffiro sempre in orbita […] Mentre viaggiamo nell’universo”. Così, se “sonnenstube” significa letteralmente “stanza soleggiata”, individuando quella zona della Svizzera che rappresenta il luogo ideale per avventurarsi in nome dell’on the road prima evocato, NADA costituisce dunque il veicolo per spingersi oltre tale esperienza. Come la DeLorean di Ritorno al futuro (1985 – 1990) o il Magic Bus di Christopher McCandless, l’autobus trovato in Alaska dal protagonista (realmente esistito) del film Into the Wild – Nelle terre selvagge (2007) e del libro Nelle terre estreme (1997), il Planet Caravan dato vita al suo interno ci trasporta in una dimensione altra difficilmente vista/percepita prima, in grado di farci dimenticare di quella che viviamo, ordinariamente, ogni giorno.

Planet Caravan, Marta Ravasi e Nicola Tirabasso
Sonnenstube off-space, Lugano, via Tassino
Dal 5 marzo 2021 al 31 marzo 2021

Nicola Tirabasso, weary & eternal, cd cover front (limted edition), 2021, ph. Mattia Angelini
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