I miei amici hanno più talento di me #2,   2015

I miei amici hanno più talento di me #2, 2015

Domani Mercoledì 22 Luglio, dalle 19 alle 23, la Fondazione Pastificio Cerere presenta il secondo appuntamento di I miei amici hanno più talento di me, progetto ideato da Gianni Politi nell’ambito della programmazione di ESTATE ROMANA 2015.

Qui potrete leggere la nostra intervista a  Gianni Politi, in cui l’artista introduce il progetto e racconta in che modo è nato.

La serata comincerà con DISTANT RAVE, performance live di Vostok Lake, seguita dal dj-set di Name / Age. Entrambi i concerti saranno accompagnati dalla proiezione del video Wash your hands properly di Federico Del Vecchio.

Seguono due interviste, la prima a Federico Del Vecchio, in cui l’artista ci introduce al video, la seconda a Diego Manfreda, a.k.a. Vostok Lake, a.k.a. Name / Age (assieme a Maurice Uzzan)

  • Wash Your Hands Properly, Federico Del Vecchio, courtesy the artist
  • Wash Your Hands Properly, Federico Del Vecchio, courtesy the artist
  • Wash Your Hands Properly, Federico Del Vecchio, courtesy the artist
  • Wash Your Hands Properly, Federico Del Vecchio, courtesy the artist
  • Wash Your Hands Properly, Federico Del Vecchio, courtesy the artist

ATP: In “Wash your hands properly” ti lavi le mani in modo ossessivo. In che modo è nato questo video?

Federico Del Vecchio: Quando ero ragazzino e frequentavo la comitiva del campeggio durante l’estate, mi hanno soprannominato ‘clèo’, il nome di un sapone liquido. Le mie mani profumavano sempre di Clèo. Ho cercato l’immagine di fine anni ottanta – inizio novanta di quel sapone, ma no sono riuscito a trovarla. Quell’immagine, come quella dei cartoni animati, ci riportano indietro nel tempo con un po’ di nostalgia. Nel corso degli anni le cose non sono cambiate. L’ossessione di lavare le mani mi ha stimolato per la realizzazione di un video dove osservo me stesso (dall’esterno) nell’atto di lavarmi le mani.

ATP: Il video termina con la scritta “I thought to do this but Bruce Nauman already did it”. Cosa  vuoi dire con questo? 

FDV: Potrei dire che questo video ha due ‘main focus’: da un lato l’aspetto terapeutico, la sensazione di disagio, etc., dall’altro l’idea e la considerazione del concetto di originalità. Mi spiego meglio. Qualche anno fa ho visitato la Biennale di Venezia e con ‘stupore’ ho visto che Bruce Nauman, per il Padiglione americano aveva presentato tra i vari lavori un video intitolato ‘Raw material washing hands’. Come succede quasi sempre, si pensa di realizzare un lavoro e ci si accorge che qualcun altro ha fatto qualcosa di simile. Ovviamente non significa che solo perché formalmente simili, i lavori parlino della stessa cosa, anche se in questo caso effettivamente dicono la stessa cosa perchè, come sappiamo, Nauman indaga la psicologia umana e le sensazioni di disagio. In ogni modo la discussione sul concetto di ‘originalità’ tra artisti è sempre aperta. D’altronde Nicolaus Bourriaud in ‘postproduction’ afferma che essi non lavorano più su ‘carta bianca’, ma piuttosto la loro pratica è simile a quella di un deejay… the visual cultural landscape is saturated.

Nonostante sia stato sempre una persona informata, l’opera del 1996 di Bruce Nauman mi era sfuggita e così ho deciso di realizzare in ogni modo il mio video, aggiungendo una scritta finale inaspettata: ‘I thought to do this but Bruce Nauman already did it’, quindi fondamentalmente questa scritta diventa lo statement vero e proprio del lavoro.

Per il progetto al Pastificio Cerere ci è stato chiesto di inviare delle suggestioni piuttosto che vere e proprie opere-video. Dovevamo filmare quello che ci accadeva davanti in quel momento. La mia motivazione per questo video, dunque, è che in quel momento non accadeva niente di eccitante. Probabilmente mi stavo lavando le mani… Questo lavoro non è mai stato presentato e forse non l’ho mai considerato davvero una vera e propria opera, quindi per me questa è stata un’occasione di farlo vivere in un contesto multilinguistico e di sconfinamento tra diverse discipline come questo della rassegna al Pastificio; mi piace l’idea che possa essere un background visivo per delle performance di musica elettronica, magari ciò aumenta ancora di più l’aspetto schizofrenico.

ATP: “I miei amici hanno più talento di me”: fino a che punto ti trovi d’accordo con questo titolo?

FDV: Ovviamente Politi si sottovaluta con umorismo, come facciamo spesso tutti guardando sempre a chi è “più avanti di noi”.  Sono stato sempre interessato allo scambio, al confronto ed alla discussione e questo avviene soprattutto con gli amici che ci circondano, con cui si sa di incontrarsi di nuovo anche vivendo in contesti diversi e di cui si rispetta il lavoro.

Name / Age

Name / Age

ATP: Puoi introdurmi alle due differenti ricerche che porti avanti con i progetti Vostok Lake e Name/Age? 

Diego Manfreda: I due progetti nascono in due momenti molto diversi e con persone ed influenze differenti. Completamente indipendenti. Si muovono su canali e contesti che tra loro hanno poco a che fare. A pensarci bene questa è la prima volta che si esibiscono insieme. VL, più sperimentale e astratto, utilizzando registrazioni su nastro magnetico, vuole essere un indagine sul significato di folk nel ventunesimo secolo. N/A invece nasce nel 2013 fatto a quattro mani con il mio socio/fratello Maurice Uzzan. Insieme cerchiamo di fare dance evoluta integrando influenze dalla moltitudine di generi che quotidianamente ascoltiamo.

ATP: Come grafico, hai curato le immagini relative alla comunicazione dell’evento. A quali suggestioni ti sei ispirato per realizzarle? In cosa consiste il concept?

DM: Da subito il titolo scelto da Gianni mi ha divertito molto. L’idea è stata quella di individuare una categoria professionale che potesse allo stesso tempo rappresentare ed ironizzare sul significato di “talento”. La scelta è ricaduta sugli Stuntmen americani degli anni 70 ed il loro modo di affrontare con ironia sfide spesso impossibili.

ATP: Questa rassegna mette in dialogo due diverse realtà, quella dell’arte contemporanea e quella della musica underground. Cosa ne pensi di questa unione, relativamente alla scena romana e a questo festival? 

DM: Trovo che sia un bel momento per sottolineare che a Roma, in questo preciso momento storico, abbiamo tantissime realtà composte da individui che, complice forse la più semplice agilità di movimento e comunicazione,  fanno le “cose” come nelle altre capitali mondiali. Roma ha una sua scena, o più scene, variegate e poliedriche così come merita un città tanto importante quanto purtroppo latente nel passato più recente. La cosa veramente bella è che queste persone spessissimo sono amiche tra loro. Non c’è più quell’invidia e rivalità poco sana come spesso succedeva in passato.

Vostok Lake,   DISTANT RAVE,   2015

Vostok Lake, DISTANT RAVE, 2015

PROSSIMI APPUNTAMENTI

Mercoledì 29 luglio 2015
Live performance: Heroin in Tahiti
Djset: Altarboy
Video art projections: Gianni Politi

Mercoledì 9 settembre 2015
apertura: Gattonero
Djset: Zerø
Video art projections: Pino Pipoli