z2o Project, Pier Paolo Calzolari, Scritture, veduta dell’installazione, Courtesy Fondazione Calzolari & z2o Project, ph. Fabio De Benedettis

La crisi pandemica globale e lo stop forzato ad attività e centri di cultura sembra non aver scoraggiato l’iniziativa di alcune importanti realtà che lanciano segnali significativi nel comparto legato al contemporaneo. Una di queste è la galleria z2o Sara Zanin che apre a Roma, nello storico quartiere San Saba, z2o Project, un nuovo spazio espositivo e progettuale pronto ad accogliere residenze artistiche e produzioni di mostre concepite in piena simbiosi con gli artisti. A dare l’avvio alla nuova avventura di Sara Zanin sarà una mostra intitolata Scritture e dedicata interamente alla recente produzione del Maestro Pier Paolo Calzolari. In occasione della mostra verrà inoltre presentato il volume Pier Paolo Calzolari ballata bianca, con poesie di Bruno Corà e Karine Marcelle Arneodo edito da Magonza.

z2o Project si configurerà come un hub culturale e progettuale pronto a offrire un’ampia varietà tematica di mostre ed eventi, con l’intento di arricchire l’offerta culturale della città di Roma sfidando la complessità del momento e predisponendosi come valida risposta all’affanno in cui sono obbligate a riversare molte delle realtà ormai note.

Con una visione poetica evocativa e una pratica che ha attraversato i media più disparati, Pier Paolo Calzolari ha aperto un capitolo cruciale dell’arte del secondo dopoguerra, inserendosi eminentemente in quel consorzio radicale di artisti che hanno dato voce all’Arte Povera. Nella selezione dei lavori scelti per z2o Project – 21 tempere su sale realizzate nel 2019 – l’intervallo pittorico viene dilatato alla ricerca di una continuità che consente al supporto di liberarsi della bidimensionalità per guadagnare ancora una volta il respiro ampio e continuativo dello spazio.

La materia – le incrostazioni di sale, la tempera, i pastelli – emerge allora con tutta la sua forza, facendo affiorare lungo le superfici i segni di una scrittura gestuale. È in questo scambio continuo che le Scritture attuano una dimensione globale, e immersiva, in cui la parola-segno diviene la marcatura di una materia viva e di un linguaggio performati attraverso il gesto: Pier Paolo Calzolari ribadisce ancora una volta il proprio legame con una dimensione intimamente legata al mondo e all’esserci, attraverso una serie di lavori in cui le iscrizioni evocative emergono dalla luce abbacinante del bianco per mostrarsi completamente allo sguardo. Quella di Calzolari è da sempre una pratica votata al superamento delle aporie insite nella categorizzazione e schematizzazione dell’arte; la sua è una visione aperta in cui il tempo diviene dimensione propria e ineliminabile dell’opera.