• Rehearsal/Retrospective, Dora Garcia - Performing PAC, Milano 2018 - Foto Luca Del Pia
  • Performing Pac, 2018 - Milano, Installation view
  • Performing Pac, 2018 - Milano, Installation view
  • Performing Pac, 2018 - Milano, Installation view
  • Performing Pac, 2018 - Milano, Installation view
  • Paulien Oltheten ha presentato - La defense. A live photo video essay - Performing PAC, Milano 2018 - Foto Luca Del Pia
  • Cristina Kristal Rizzo e Annamaria Ajmone, ikea_site specific - Performing PAC, Milano 2018 - Foto Luca Del Pia

La tre giorni annuale del PAC quest’anno è dedicata alla performatività, tema che ha caratterizzato la ricerca del Padiglione d’Arte Contemporanea dagli anni ’80 fino a oggi. L’indagine svolta in questa edizione ha ripercorso due tappe fondamentali della storia e ha presentato proposte attuali nell’ambito di questa pratica artistica, mostrandone declinazioni ed eredità.

Un flashback ci riporta a due mostre storiche di questo luogo. Exploding House di Vito Acconci a cura di Zeno Birolli, del 1981 e Partitions Opere Multimedia 1984-1985 di Gina Pane a cura di Lea Vergine, del 1985. Una rilettura di due momenti chiave per l’evoluzione della pratica performativa che fungono da “solide spalle” sulle quali performance di Dora Garcia, Paulien Oltheten, Annamaria Ajmone e Cristina Kristal Rizzo si sono aviluppate. La loro introduzione è affidata invece a studiosi di fama internazionale come Susanne Franco, Lois Keidan e André Lepecki, che in apertura alle tre serate, hanno guidato il dibattito pubblico.
Le riletture di Vito Acconci e Gina Pane hanno la forma del materiale d’archivio che il PAC ha conservato in modo ineccepibile, rendendone possibile l’esposizione. In due sale distinte sono ricostruite due celebri mostre attraverso biglietti aerei, corrispondenza con gli artisti, inviti, comunicati stampa, appunti e bozze di allestimenti. Una tipologia di esposizione, adatta a un pubblico interessato e preparato, che rispolvera le origini laboratoriali del PAC del 1979, quando sotto la direzione di Mercedes Garberi si basava sul modello delle Kunsthalle europee.

La riproposizione di Exploding House e Partitions Opere Multimedia 1984-1985 ha come obiettivo l’approfondimento delle rispettive quinte teatrali. Grazie a una linea cronologica che attraversa le varie fasi vissute durante la progettazione, la storia delle due mostre è ricomposta e affiancata a un programma di talk e performance la cui voce è del tutto contemporanea.
Ad accompagnare questo micro-festival ci sono anche video di performance di Marina Abramovi, Vanessa Beecroft, Franko B, Anne Historical, Regina José Galindo, Donna Kukama, Carlos Martiel, Susana P. D. Matienzo, Grethell Rasúa, Santiago Sierra, Buhlebezwe Siwani e Luca Vitone prodotte dal PAC nel corso degli anni.

Rehearsal/Retrospective,  Dora Garcia - Performing PAC, Milano 2018 - Foto Luca Del Pia

Rehearsal/Retrospective, Dora Garcia – Performing PAC, Milano 2018 – Foto Luca Del Pia

Abbiamo seguito, del programma, Rehearsal/Retrospective, l’intervento di Dora Garcia. La performance è coinvolgente e rende il pubblico parte della stessa messa in scena. Quattro diverse performance sono eseguite in contemporanea, sotto la guida di un regista, il quinto performer, che come un direttore d’orchestra, impartisce ordini e scandisce le azioni degli altri protagonisti. Il messaggero si sposta in modo frenetico tra i visitatori, quasi disperatamente alla ricerca della persona che possa comprendere il suo criptico messaggio senza apparente significato: una sequenza di parole incomprensibili scandite come un verso d’amore. Con fare discreto una giovane ragazza si siede di fianco ad alcuni presenti, raccontando loro di cose che li circondano in quel momento: descrizioni semplici recitate come preghiere, sussurri all’orecchio di un confessore. Un’altra performer dai movimenti pacati e dal volto immobile pone al pubblico una serie di domande le cui risposte possono essere soltanto dei “sì” o dei “no”: un questionario dalla logica sconosciuta secondo la quale una risposta esatta esiste, ma è nota soltanto a lei, La sfinge. L’artista senza opera declama invece con voce piena un manifesto, quello di un artista che non possiede opera alcuna e che non è intenzionato a produrne; un testo rivoluzionario che proclama la morte dell’opera, in favore di un rinnovato interesse per il suo produttore.
Rehearsal Retrospective permea lo spazio di un sentimento disorientante, sfuocando il limite tra realtà e finzione. L’istinto porta immediatamente a chiedersi se ciò che si sta osservando sia parte del programma. Un cortocircuito che alimenta il desiderio di lasciarsi travolgere dal vortice compulsivo delle azioni.

Paulien Oltheten ha presentato La defense. A live photo video essay.
Nell’attitudine di Paulien Oltheten c’è qualcosa che appartiene all’ambito antropologico, in particolare nel modo in cui concentra l’attenzione su quelli che sembrano dettagli insignificanti della vita quotidiana: l’andatura di un pedone, il modo in cui si porta una borsa, la postura di un impiegato sulla scala mobile. L’artista individua modelli e comportamenti di routine e li riporta come fotografie, schizzi e video. Nel 2011 questo l’ha portata a A Sort of Lecture, una scatola piena di documentazione dove il lettore compila il suo collage della vita nello spazio pubblico. Oltheten ha poi trasformato il suo materiale in una performance dal vivo durante la quale, come una detective, collega le informazioni e discute i suoi ritrovamenti. (Da CS)

Nasce dalla collaborazione tra Cristina Kristal Rizzo e Annamaria Ajmone, ikea_site specific.
Il lavoro di Rizzo-Ajmone si presenta nella forma di un durational piece ed è strutturato con il susseguirsi in un ambiente unico di una o due presenze corporee bendate che, danzando in un flusso continuo e ipnotico, condividono con il pubblico uno spazio di vicinanza dove tutti sono invitati ad amplificare in maniera inedita i propri sensi. La danza, nella sua potenza e fragilità, è protagonista di un autoritratto allo specchio dove l’immagine di sé è assente; ciò che rimane è la sola intimità del corpo, un’energia femminile che si spinge, come in un’avventura, nella “potenza al volere” al di là del vedere. Il titolo ikea evoca, giocando con l’immaginario casalingo più diffuso nel mondo, l’idea di un auto-design del corpo, inteso però come uno spazio di invenzione e di rinnovata immaginazione. (Da CS)

Cristina Kristal Rizzo e Annamaria Ajmone, ikea_site specific - Performing PAC, Milano 2018 - Foto Luca Del Pia

Cristina Kristal Rizzo e Annamaria Ajmone, ikea_site specific – Performing PAC, Milano 2018 – Foto Luca Del Pia

Cosmic Bombero Show - Marco Belfiore - PAC - Foto Luca Del Pia

Cosmic Bombero Show – Marco Belfiore – PAC – Foto Luca Del Pi

Vito Acconci_Exploding House, PAC Milano, 1981

Vito Acconci_Exploding House, PAC Milano, 1981